Sono i due parametri che influenzano la qualità di una immagine digitalizzata, in questo capitolo parleremo di come sono coinvolti nel trattamento delle immagini.
Risoluzione è il numero dei campionamenti effettuati nel trasformare una immagine analogica in digitale, da carta o da segnale video e viceversa, in genere questo valore viene espresso in dpi (dot per inch) ovvero punti per pollice.
Un pollice è 2.54 cm circa, quindi una definizione di 300 dpi è un po' meno di un punto ogni decimo di millimetro, questa è la risoluzione più comune sulle stampanti e quella usata generalmente per la riproduzione e archiviazione dei documenti.
La risoluzione non è il parametro predominante nel concorrere a rendere una immagine rappresentativa, un sempre maggior numero di immagini trattate digitalmente si riferiscono a foto o rappresentazioni grafiche nelle quali anche la definizione cromatica gioca una parte importante.
Per rendere più chiaro il rapporto tra risoluzione
e definizione usiamo il programma ris_def.bas che da una immagine
in bianco e nero ne ottiene due grandi un sedicesimo (x/4 e y/4),
una in bianco e nero e una in toni di grigio.
Il programma, dopo le iniziali definizioni delle
variabili, passa alle istruzioni di creazione delle immagini di
output:
Il nucleo calcolata la media di ogni porzione di 4x4 pixel, dell'immagine sorgente, usa questo valore per impostare il livello di grigio dell'output a toni di grigi, per quanto riguarda invece l'immagine in bianco e nero viene comparata la media con un livello di soglia di 200/255, ovvero fa prevalere l'informazione dei pixel neri.
Una ipotetica soglia di taglio nella trasposizione
dei pixel al 50% farebbe perdere gran parte dell'informazione
presente nell'immagine di input, questo è dovuto oltre
alla natura stessa dell'immagine, all'alto grado di compressione,
per ovviare a ciò e per poter adeguarsi meglio alle esigenze,
di solito nei programmi commerciali questo parametro è
regolabile dall'utente.


L'immagine in grigi è molto più leggibile
di quella b/n e appare più delineata anche se la risoluzione
è la medesima, è simile a quello che succede con
i monitor televisivi che sopperiscono alla scarsa risoluzione
(a 300 dpi su carta occuperebbero in orizzontale 5cm.) con una
gamma di colori molto vasta.
L'illusione della maggiore definizione di una immagine che abbia dei passaggi sfumati invece che dei passaggi molto netti, è stata l'ispirazione per alcuni algoritmi che vengono usati per far sembrare più realistici immagini generate dal computer che vanno sotto il nome di antialiasing.
Antialia.bas dimostra un semplice algoritmo che analizzando i limitrofi dei pixel neri pone un pixel grigio in prossimità dello scalino formato dal passaggio bianco/nero.
Per ogni pixel bianco vengono controllati i 4 vicini in orizzontale e verticale:

se più di uno risulta nero pone un pixel grigio
(128/255 di luminosità), il corpo del programma è
il seguente
