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di William Shakespeare Regia di Solimano Pontarollo
Presentazione Bozzetti di scena galleria fotografica HOME
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Perche'?
Ci si domanda sempre perche'. Bisogna domandarselo. Se non te lo chiedi tu c'e' sempre qualcuno pronto a chiedertelo. Perche'? Perche' mettere in scena "Nel bel mezzo di un gelido inverno". Tra tutti i testi esistenti che parlano anche di teatro, di fare teatro. Perche'.
L'idea prende il via ancora anni fa, quando Giancarlo Dalla Mura, colpito dal contenuto del film, decide di farne una trascrizione e un adattamento che possa realizzarsi in scena. Ma i tempi non erano maturi, gli attori non erano maturi, lui stesso non era maturo per un'operazione che andava a toccare i sentimenti teatrali piu' profondi di chi fa teatro, di chi vuole fare teatro.
Mettere in scena "Nel bel mezzo di un gelido inverno" non e' semplicemente un nuovo allestimento: e' mettere in scena l'anima di TABULA RASA, e' dare una rappresentazione teatrale del manifesto redatto alla fondazione di questa compagnia, avvenuta nel 1993. E' FARE TEATRO.
Non sono affermazioni di principio. Non sono frasi fatte per rendere ridondante la presentazione dello spettacolo. E' una consapevolezza. Una consapevolezza emersa dopo mesi di allestimento, tra le solite mille difficolta' e ostacoli che tutte le compagnie affrontano, e che sapientemente Kenneth Branagh ha messo in luce nel film: difficolta' pratiche, di regia e di interpretazione, di scenografia e di fondi; ma anche difficolta' di carattere personale, di rapporti, di disponibilita', di mettersi in gioco, di esserci, di accettare chi non la pensa come te, di lottare per esprimere le tue idee, di continuare a dirigersi verso un obiettivo finale unico per tutti, belli o brutti, alti o bassi, bravi o cattivi, convinti o no. Victor si chiede " ... che motivo c'e' per andare avanti con questa miserabile, tormentata, vita" e forse se lo chiede perche' non si accorge di cio' che sta accadendogli intorno... dove nessuno accetta di mollare, di arrendersi e rinunciare all'Amleto. Per loro in quel momento il motivo e' FARE TEATRO. Un motivo che per qualcuno puo' essere banale, ma senza motivazioni, di qualunque genere, non esiste nessuno stimolo al mondo ad andare avanti.
Perche'?Si! Forse nello "$HAKESPEARE" (curioso no! In una parola i due estremi del teatro: denaro e drammaturgia all'interno dei quali la freccia della scelta ondeggia sempre) la risposta e' l'anima teatrale. E volenti o nolenti, consapevoli o meno, questo si andra' a rappresentare, a mostrare, a mettere in scena ... con i suoi contenuti tristi e allegri, gioiosi o iracondi, seri o faceti...
... il resto e' silenzio.
Il dramma è scritto:
Othello, generale di Venezia, si unisce alla patrizia Desdemona, all’insaputa del padre di quest’ultima.
Il Doge manda Othello in missione a Cipro per fronteggiare i turchi, e Desdemona la segue.
Jago, scavalcato dal nuovo luogotenente Cassio, nominato da Othello, ingelosisce il generale.
Othello ucciderà Desdemona e una volta scoperto l’inganno, si toglierà la vita.
Othello è il dramma della gelosia. Ma è soprattutto il dramma della diversità, che spinge a cercare di essere, o apparire, ciò che non si è, senza accettarsi. Sentirsi diversi … rifiutati … dall’amata, dai compagni, dalla società. Fino a che punto può spingersi chi si sente rifiutato, diverso?
Tutti i personaggi di Othello sono dei diversi. Tra gli altri aspetti: Roderigo è un innamorato senza amore;Cassio è un rigoroso punito;Desdemona è l’amore puro nella strada sbagliata;Emilia è l’amore perso….Jago … è un soldato senza guerra.
Othello: la necessità di rappresentare la diversità, non impone di esprimerla necessariamente con il colore della pelle, anche se questa è la via espressiva indicata dall’autore. Ma per lo stesso autore questa via è il mezzo, non il fine. In questo caso la diversità è il suo essere donna, al comando, nella società maschile della guerra.Arlecchino e Brighella? Fanno il teatro, evento che inizia e finisce in una serata…
E il “Fare Teatro” è la base del nostro allestimento. Il nostro Othello sarà azione, azione, azione, per esprimere tensioni, emozioni, conflitti. Il gioco del Fare Teatro sarà visibile, identificabile, evidenziato assieme al tema della diversità dalle maschere, dai costumi, dalle scene, che trasporteranno lo spettatore in una Venezia immaginaria, fortemente legata all’Oriente.
Cosa si nasconde dietro la gelosia?
Cosa si nasconde dietro le azioni degli uomini?
C’è un filo conduttore?
“.... sapete quel che sapete. D’ora in avanti non dirò una parola”
Jago – Atto V Scena II
Personaggi ed Interpreti
Othello - Laura Nicolini
Jago - Solimano Pontarollo
Desdemona - Elena Modugno
Emilia - Elisabetta Turco
Cassio - Andrea Caltran
Roderigo - Francesco Dalla Riva
Arlecchino - Roberto Macchi
Brighella - Claudio Castagnetti
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Musiche: Patrick Girard |
Costumi: Imperia |
Disegno luci: Nicola Fasoli |
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Tecnico audio:Anna Migliano |
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Tecnico luci: Tiziano Dal Bianco |
La Comunità “La Genovesa” per il continuo ed indispensabile aiuto (tecnico, fisico, logistico, psicologico) offerto alla Tabula Rasa durante tutto l’arco dell’anno;
la Fondazione A.I.D.A. di Roberto Terribile e Meri Malaguti, per l’ospitalità e la disponibilità;
gli amici Gianni Volpe e Marisa Dolci di Viva Opera Circus per l’aiuto nella realizzazione della scenografia;
Federica Ferro e Selena Ciranna creatrici dei batik di scena e dello stendardo dello spettacolo;
Angelina e Maria e Anna Maria per l’aiuto nella realizzazione dei costumi;
Irene, Cinzia, le amiche e gli amici di italykblist e italianbardolatry, Renzo e tutta la Tabula Rasa, i colleghi teatranti per i consigli e le animate discussioni;
lo zio Marco per i bozzetti di scena;
la mia famiglia al completo;
mia moglie , che esiste ... e “resiste”.
Testo: italiano;
Atti: 2;
Durata: 1h 50m;
Attori in scena: 8;
Palco: 12 x 10;
Potenza elettrica necessaria: 20 KW.;
attacco luci: trifase/neutro/terra CEI 380 V;
Impianto audio e luci: autosufficienti;
Montaggio: 3 ore;
Smontaggio: 1 ora.
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