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Adattamento di Renzo Gasparella PRESENTAZIONE
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Perche'?
Ci si domanda sempre perche'. Bisogna domandarselo. Se non te lo chiedi tu c'e' sempre qualcuno pronto a chiedertelo. Perche'? Perche' mettere in scena "Nel bel mezzo di un gelido inverno". Tra tutti i testi esistenti che parlano anche di teatro, di fare teatro. Perche'.
L'idea prende il via ancora anni fa, quando Giancarlo Dalla Mura, colpito dal contenuto del film, decide di farne una trascrizione e un adattamento che possa realizzarsi in scena. Ma i tempi non erano maturi, gli attori non erano maturi, lui stesso non era maturo per un'operazione che andava a toccare i sentimenti teatrali piu' profondi di chi fa teatro, di chi vuole fare teatro.
Mettere in scena "Nel bel mezzo di un gelido inverno" non e' semplicemente un nuovo allestimento: e' mettere in scena l'anima di TABULA RASA, e' dare una rappresentazione teatrale del manifesto redatto alla fondazione di questa compagnia, avvenuta nel 1993. E' FARE TEATRO.
Non sono affermazioni di principio. Non sono frasi fatte per rendere ridondante la presentazione dello spettacolo. E' una consapevolezza. Una consapevolezza emersa dopo mesi di allestimento, tra le solite mille difficolta' e ostacoli che tutte le compagnie affrontano, e che sapientemente Kenneth Branagh ha messo in luce nel film: difficolta' pratiche, di regia e di interpretazione, di scenografia e di fondi; ma anche difficolta' di carattere personale, di rapporti, di disponibilita', di mettersi in gioco, di esserci, di accettare chi non la pensa come te, di lottare per esprimere le tue idee, di continuare a dirigersi verso un obiettivo finale unico per tutti, belli o brutti, alti o bassi, bravi o cattivi, convinti o no. Victor si chiede " ... che motivo c'e' per andare avanti con questa miserabile, tormentata, vita" e forse se lo chiede perche' non si accorge di cio' che sta accadendogli intorno... dove nessuno accetta di mollare, di arrendersi e rinunciare all'Amleto. Per loro in quel momento il motivo e' FARE TEATRO. Un motivo che per qualcuno puo' essere banale, ma senza motivazioni, di qualunque genere, non esiste nessuno stimolo al mondo ad andare avanti.
Perche'?Si! Forse nello "$HAKESPEARE" (curioso no! In una parola i due estremi del teatro: denaro e drammaturgia all'interno dei quali la freccia della scelta ondeggia sempre) la risposta e' l'anima teatrale. E volenti o nolenti, consapevoli o meno, questo si andra' a rappresentare, a mostrare, a mettere in scena ... con i suoi contenuti tristi e allegri, gioiosi o iracondi, seri o faceti...
... il resto e' silenzio.
Un gruppo di scalcinati attori vengono
scritturati da un altrettanto disperato regista per la messa in scena di
"Amleto", durante le feste natalizie, in una chiesa sconsacrata che rischia di
diventare un centro commerciale.
Nasce così una missione che coinvolge tutti gli
interpreti, dal brontolone Folco alla svampita Nina, da Beppe, che impersona la regina
Gertrude, all'insicuro Loris, e così via.
Voglia di fare, vivaci battibecchi, comici
atteggiamenti, drammi personali, scontri con l'impietosa realtà, si coagulano con il
velato Humor inglese che tanto successo ha dato al film del quale "$HAKESPEARE"
ne e' l'adattamento teatrale.
I punti di forza di questo testo sono molti. Semplificando li possiamo riassumere innanzitutto nella capacità di raccontare gli avvenimenti direttamente, senza filtri, con immediatezza. E' così che si è impostato lo spettacolo: con un taglio quasi cinematografico, con un uso delle luci a localizzare cambi spaziali e temporali.
Un'altra componente è la pluralità, la diversità dei componenti, sottolineata dalla scelta dei costumi e da un commento musicale da gran carrozzone, dove tutto è permesso. Perché così è una compagnia teatrale: gente diversa, alle volte opposta, che vive assieme un'avventura o forse che vive assieme la ricerca dei rapporti umani.
Infine, ultimo ma non meno importante, l'aspetto comico: l'intera opera è circondata da un umorismo talvolta sottile, talvolta esplosivo, fatto di battute, immagini, azioni. Un lavoro calibrato che permette di assistere ad una commedia divertente, sorniona, emozionante, coinvolgente.
PERSONAGGI ED INTERPRETI
VICTOR - Solimano
Pontarollo (intervista)
e Stefano
di Simone (festival nazionale F.I.T.A. 2000 e repliche
autunno 2000)
NINA - Laura Nicolini
SARA - Laura Dal Bianco (Elisabetta Turco)
FOLCO - Tiziano Dal Bianco
LORIS - Marco Piccoli Premio Viterbo Miglior attore non protagonista
TOMMASO - Giuseppe Brazioli
BEPPE - Giancarlo Dalla Mura
FANNY - Cristina Bonani (Elisabetta Turco - Elena Merlo)
IRMA - Daniela Brazzoli
MR. KRAFT - Roberto MACCHI
| Scenografia: "Zizzi e Tramarin", "Tabula Rasa" e Patrizia Lovato | Costumi: IMPERIA | Bozzetto grafico: Federica Ferro |
| Tecnici Audio e Luci: Anna Migliano - Alessandro Milani | Servizio Internet: Massimiliano Pontarollo | REGIA: Giancarlo Dalla Mura |
Testo: italiano;
Atti: 2;
Durata: 1h 35m;
Attori in scena: 10;
Palco: 12 x 10; adattabile a 6 x 8 mt.;
Potenza elettrica necessaria: 15 KW.;
attacco luci: trifase/neutro/terra CEI 380 V;
Impianto audio e luci: autosufficienti;
Montaggio: 4 ore;
Smontaggio: 2 ore.
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