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RASSEGNA STAMPA
"Il peso soffocante di una piuma"
Giornale "L'Arena di Verona"
| PRESENTAZIONE | RECENSIONE |
| Venerdì 17
Agosto 2001
Da oggi a domenica, la compagnia Tabula rasa presenta «Il peso soffocante di una piuma», tratto dall’opera di uno psichiatra e di un magistrato che si soffermano sui pensieri di chi si è macchiato di un’orribile colpa Storia di un matricidio La compagnia Tabula rasa presenta al
chiostro di Santa Maria in Organo da oggi sino a domenica (alle 21.15)
«Il peso soffocante di una piuma», tratto da «I giorni dell'ira» di
Paolo Crepet e Giancarlo De Cataldo. Il monologo, interpretato da Sara
Callisto (musiche originali composte dal gruppo Single) e diretto da
Giancarlo Dalla Mura è la storia di un matricidio. Scritto da uno
psichiatra e da un magistrato racconta i pensieri del protagonista, il
suo ripensare - mentre si trova agli arresti domiciliari - a quello che
gli è successo. Giancarlo Dalla Mura ha scelto nei confronti della
vicenda un atteggiamento di neutralità, che evita sia il giustizialismo
che l'eccessiva comprensione e lascia la valutazione allo spettatore.
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Domenica 19 Agosto 2001 Teatro nei Cortili. Tabula Rasa a S.Maria in Organo Un assolo
femminile di violenza inesplosa Il monologo di Sara Callisto, tratto dal
testo I giorni dell'ira (Paolo Crepet e Giancarlo De Cataldo)
parte brutalmente dal punto più basso della tragedia. Il peso
soffocante di una piuma , in scena fino a oggi grazie alla compagnia
Tabula Rasa nel Chiostro di S. Maria in Organo, s'apre già nella
dolorosa meditazione di Simona sul matricidio commesso. Un violento
flusso di coscienza che investe quello biografico preparando il discreto
pubblico accorso alla tragedia finale. La biografia è la confessione di
una esistenza malata, forzata da una epilessia che condanna alle
protezioni ossessive della madre. Una donna «di porcellana» che
soffoca le figlie e la libertà del marito, che si isola nelle sue
manie, nell'iperprotettività e nella bulimia finale. Dove non si perde
in una compiaciuta celebrazione delle attenuanti sociali, psichiche e
giuridiche alla colpa, il testo figliocentrico dei due autori sembra
allargare la desertica solitudine della protagonista a quella delle
comparse ricordate nel soliloquio (il padre, la sorella, il fidanzato e
la madre stessa). |
VERONA FEDELE

| Venerdì 19 ottobre 2001
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L'ADIGE |
Settimanale di VERONA e provincia |
| MONOLOGHI ROSA | ||
| L'estate
Teatrale Veronese delle compagnie scaligere ha visto la messa in scena
di ben due monologhi al femminile, entrambi ispirati a vite realmente
vissute e del pari emblematiche del caleidoscopico mondo delle donne. G.T.V. Niù ha presentato "Notturno" di e con Lucia Barini, revisione drammaturgica di Andrea De Manincor, che cura anche la regia. ... "Il peso soffocante di una piuma" tratto da "I giorni dell'ira" di P. Crepet e G. De Cataldo, presentato da Tabula Rasa con la regia di Giancarlo Dalla Mura, è invece la tragica storia di una vita segnata dalla malattia fisica e dal disagio psichico causati da un problematico rapporto con la figura materna, frigida e narcisista, bulimica e alcolista. Finirà nel peggiore dei modi: con un matricidio e un tentato suicidio. I meccanismi che portano a tanto epilogo sono seguiti con la minuzia e la perizia degli esperti, quali sono gli autori, psichiatra l'uno, magistrato l'altro; con asettica obiettività che lascia allo spettatore ogni giudizio, evitando sia l'eccesso di comprensione sia il rigore giustizialista. I fatti si susseguono ai fatti, gli stati d'animo prendono corpo e si delineano in un terribile crescendo fino a formare quella soffocante ragnatela di cui la protagonista si sente prigioniera senza via di scampo. Sara Callisto dà una interpretazione tesa e sofferta, dalla varia gamma espressiva e dai molteplici registri vocali. Ora rannicchiata a terra, ora avvinghiata a una sedia, quasi mai in posizione eretta. Costretta entro una sorta di claustrofobica scatola nera, dà sfogo alla rabbia e alla sofferenza di un'anima oberata di violenza inespressa con toni spaventati, sovraeccitati, esasperati; sempre scioccati e scioccanti. Bravissima, senza mai un calo di tensione, sul costante vibrare dell'affannoso respiro di un'ansia irrisolta. Barbuggiani |
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