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RASSEGNA STAMPA
VARIAZIONI NEI DINTORNI DI CECHOV
Da l'Arena del 20 agosto 1997
BEN QUATTRO CECHOV
IN UN SOLO SPETTACOLO
L'ambizioso gioco tiene, pur tra alcune riserve
Nell'affrontare per la prima volta il massimo drammaturgo russo, la compagnia
Tabula Rasa aggira l'ostacolo impegnativo di uno dei grandi drammi, ma si
presenta con uno spettacolo a suo modo ambizioso, visto che intende restituire
trasversalmente una parte almeno dell'atmosfera e dei grandi temi dell'autore,
in un collage che unisce due atti unici (Il canto del cigno e La
proposta di matrimonio) con un personaggio de Il gabbiano (la giovane
attrice Nina)e con la parte finale di Zio Vanja.
A dar coerenza al tutto è l'idea di Giancarlo Dalla Mura, che oltre
all'adattamento firma anche la regia dello spettacolo, di far diventare Nina
figlia di Svetlovidov, il vecchio attore che, dietro le quinte, dopo aver
partecipato ad una rappresentazione della Proposta di matrimonio,
pronuncia il proprio Canto del Cigno.
... Si assiste dunque ad un gioco di entrate e uscite dalla finzione
teatrale, che privilegia tra i temi centrali quello della riflessione sul teatro
e sull'arte dell'attore e presenta la scena ora come palcoscenico ora come
retropalco, facendole compiere immaginari giri di 180 gradi.
Il montaggio dei diversi materiali tiene piuttosto bene, anche se
si espone a qualche improbabilità o forzatura: quando per esempio fa rivolgere
da Nina al padre le battute che ne Il gabbiano sono destinate al giovane
scrittore, o nella chiusura che piega il finale di Zio Vanja verso
un'interpretazione un pò enfatica e troppo consolatoria.
Alla ricerca di essenzialità, di spoglia semplicità ben ravvisabile nella
scenografia, sembra puntare anche la recitazione. Michela Ottolini è una Nina
misurata e gentile, Solimano Pontarollo e Cristina Bonani duettano
abbastanza gustosamente nella Proposta, lui impacciato, trafelato e
psicosomatico, lei acidula e zitellesca con inclinazioni alla crisi isterica.
(Però le potenzialità comiche di questo "scherzo in un atto" restano
in parte irrealizzate, forse perchè non è messo del tutto a fuoco il
meccanismo di crescendo e diminuendo di litigi e pacificazioni).
Tiziano Dal Bianco, padre un pò incolore nella Proposta, si prende poi
l'onere della parte più impegnativa nel monologo del vecchio attore, che dice
con convinzione ed intensità, anche se qui valeva la pena di calcare su
una componente istrionica che il personaggio certamente ha, e che permetterebbe
di conferire alla tirata una maggiore varietà di toni. Cordiali applausi
da parte del pubblico della prima.
Nicola Pasqualicchio
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