L'OCO DEL CONTE
Commedia comico brillante dialettale in due atti di Diego Carbon

 
   
 
     
   
   
     
 

PREFAZIONE

  Commedia dialettale brillante in due atti ambientata in un salotto della villa di un Conte agli inizi del 1900. Otto personaggi sono i protagonisti delle alterne vicende che si svolgono, nell'arco di due giorni di Maggio, all'interno di questa villa nella quale urla, schiamazzi e liti sono l'ordine del giorno. Fa da perno a tutta la vicenda l'inesistente, nono, personaggio che rappresenta la vecchia madre del Conte. Quest'ultima, ormai in fin di vita, e' la causa delle continue liti familiari tra il Conte e la Contessa, in quanto i due coniugi sono uniti da un sentimento che nel Conte si identifica in un amore sincero nei confronti della moglie mentre nella Contessa si materializza in un interesse finanziario (attende fremente la morte della "vecchia" per mettere una volta per tutte le mani sulla tanto sospirata eredità). A tener le redini di questa villa tanto scapestrata é preposta la Serva, donna di sani principi e dotata di un forte temperamento, che, nonostante gli insulti che quotidianamente si deve sentir attribuire, riesce a controllare con estrema fermezza di spirito tutte le situazioni anche le più imbarazzanti.
  A contribuire allo scompiglio di questa casa partecipa anche la Marchesa, amica intima della Contessa, la quale, dotata di alquanto poca astuzia, viene spesso coinvolta dall'amica del cuore in qualche affare poco chiaro o in qualche "festa" notturna.
Repentine sono, inoltre, le visite dell' "amato" parroco che, nonostante l'apparente franchezza e lo spiccato spirito missionario, si rivela alquanto di poca fede. E' un personaggio religioso che si e' lasciato contagiare dal desiderio di una vita agiata o, forse, é un uomo che credendo di trovare una vita facile da prete ha scelto questa via per poi accorgersi che la vita da prete non é poi così comoda ed é ricorso a qualche sotterfugio; motivo delle sue continue visite alla vecchia madre del Conte  é infatti la promessa che la stessa vecchia signora aveva fatto a quest'ultimo: al momento della morte avrebbe lasciato un'ingente somma di denaro alla parrocchia.
  Sullo stesso piano d'azione agisce il Povero che si reca alla villa per chiedere l'elemosina e successivamente, una volta conquistata la fiducia della Serva che lo lascia per un po' di tempo da solo nel salotto, di fronte alla Contadina che viene in visita allo sconosciuto Conte si "appropria" anche del titolo di Conte.
Una miscela di personaggi che può scandalizzare ma nella quale si possono ritrovare le debolezze più comuni che sono intrise nella società da sempre e che da sempre l'uomo ha cercato dapprima di combattere e debellare per poi finire col nasconderle.
  Contrasta a tutti i personaggi quello del Marchese marito della Marchesa, l'amica della Contessa, che racchiude in sé la vittoria della fragilità umana di fronte alla frivolezza del materialismo; é un personaggio deciso che riesce ad apporre una netta distinzione tra sentimento e denaro.

 
   
 
   
   

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