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PREFAZIONE
Commedia dialettale brillante in due atti
ambientata in un salotto della villa di un Conte
agli inizi del 1900. Otto personaggi sono i
protagonisti delle alterne vicende che si
svolgono, nell'arco di due giorni di Maggio,
all'interno di questa villa nella quale urla,
schiamazzi e liti sono l'ordine del giorno. Fa da
perno a tutta la vicenda l'inesistente, nono,
personaggio che rappresenta la vecchia madre del
Conte. Quest'ultima, ormai in fin di vita, e' la
causa delle continue liti familiari tra il Conte
e la Contessa, in quanto i due coniugi sono uniti
da un sentimento che nel Conte si identifica in
un amore sincero nei confronti della moglie
mentre nella Contessa si materializza in un
interesse finanziario (attende fremente la morte
della "vecchia" per mettere una volta
per tutte le mani sulla tanto sospirata
eredità). A tener le redini di questa villa
tanto scapestrata é preposta la Serva, donna di
sani principi e dotata di un forte temperamento,
che, nonostante gli insulti che quotidianamente
si deve sentir attribuire, riesce a controllare
con estrema fermezza di spirito tutte le
situazioni anche le più imbarazzanti.
A contribuire allo scompiglio di questa
casa partecipa anche la Marchesa, amica intima
della Contessa, la quale, dotata di alquanto poca
astuzia, viene spesso coinvolta dall'amica del
cuore in qualche affare poco chiaro o in qualche
"festa" notturna.
Repentine sono, inoltre, le visite dell'
"amato" parroco che, nonostante
l'apparente franchezza e lo spiccato spirito
missionario, si rivela alquanto di poca fede. E'
un personaggio religioso che si e' lasciato
contagiare dal desiderio di una vita agiata o,
forse, é un uomo che credendo di trovare una
vita facile da prete ha scelto questa via per poi
accorgersi che la vita da prete non é poi così
comoda ed é ricorso a qualche sotterfugio;
motivo delle sue continue visite alla vecchia
madre del Conte é infatti la promessa che
la stessa vecchia signora aveva fatto a
quest'ultimo: al momento della morte avrebbe
lasciato un'ingente somma di denaro alla
parrocchia.
Sullo stesso piano d'azione agisce il
Povero che si reca alla villa per chiedere
l'elemosina e successivamente, una volta
conquistata la fiducia della Serva che lo lascia
per un po' di tempo da solo nel salotto, di
fronte alla Contadina che viene in visita allo
sconosciuto Conte si "appropria" anche
del titolo di Conte.
Una miscela di personaggi che può scandalizzare
ma nella quale si possono ritrovare le debolezze
più comuni che sono intrise nella società da
sempre e che da sempre l'uomo ha cercato dapprima
di combattere e debellare per poi finire col
nasconderle.
Contrasta a tutti i personaggi quello del
Marchese marito della Marchesa, l'amica della
Contessa, che racchiude in sé la vittoria della
fragilità umana di fronte alla frivolezza del
materialismo; é un personaggio deciso che riesce
ad apporre una netta distinzione tra sentimento e
denaro.
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