Compagnia Teatrale


LE SORPRESE DEL DIVORZIO

di A. Bisson


 

PERSONAGGI ED INTERPRETI
ENRICO DUVAL ...............................................................................STEFANO SCARTOZZONI
Signora BONIVARD ...........................................................................TERESA NALIN
GABRIELLA .......................................................................................ANNAROSA CUCCHETTO
BOURGANEUF ..................................................................................ERMANNO ERMILANI
CHAMPEAUX ....................................................................................DANIELE MARCHESINI
CORBULON .......................................................................................MARCO BORSARO
DIANA ................................................................................................CRISTINA MAIMERI
VITTORIA ...........................................................................................CHIARA AVOGARO
Tecnico luci: ROLANDO LANZAROLO
Fonico: PAOLO SANTAROSA
Scenografie: BIANCA MARIA BARONI
Costumi: BIANCA MARIA BARONI
Musiche originali di GIANNANTONIO MUTTO
REGIA
RENZO LORENZI

.....Commedia brillante dal ritmo serrato, tipico esmpio di un filone teatrale di fine secolo, reso famoso da autori come Feydeau, Hennequin e Bisson appunto.
Una suocera impicciona; una moglie frivola definita dal marito "leggera come un uccellino"; lui, il marito, che vive solo della sua musica, compresa pero' da pochi; e altri personaggi, sottolineati da piacevoli caratterizzazioni, trascinano il pubblico in un esilarante crescendo di divertimento.
NOTE DI REGIA
Puo' sembrare facile, ad una prima lettura del testo, la realizzazione delle "SORPRESE DEL DIVORZIO" di A. Bisson. Infatti tutte le azioni che in esso si presentano, identificano un susseguirsi comportamentale, da parte dei vari personaggi, logico e capace di coinvolgere lo spettatore. Non sempre pero' si ottiene tale coinvolgimento se all'azione scenica non fa corredo un ritmo recitativo dinamico capace di promuovere l'interesse al fatto narrato. E' un po' la richiesta espressa dal teatro del primo novecento, dove alla futilita' degli argomenti si sovrappone un serrato dialogo che non lascia tempo all'attore se non per esprimere il meglio delle sue capacita' interpretative. Se togliessimo tale impegno cadrebbe anche il dialogo. Nella realizzazione, il gruppo ha teso a questo intendimento e mi auguro ci sia riuscito. Fa corredo a tale proposito un commento mucicale di ottimo livello, merito di una espressivita' inventiva nell'uso del pentagramma del M.Giannantonio Mutto. Parole e musica hanno fatto di quest'opera allestita dalla "MOSCHETA" un'altra caramella da presentare al pubblico.

 


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