
di Carlo Goldoni
ANZOLETTO .MARCO BORSARO CECILIA TERESA NALIN MENEGHINA CRISTINA MAIMERI CHECCA ANNAROSA CUCCHETTO ROSINA MARTA VENTURI LORENZINO GIANNI DE MARZI CRISTOFOLO ERMANNO ERMILANI FABRIZIO PAOLO SANTAROSA LUCIETTA MONICA MARCHESINI SGUALDO ANDREA BORDONI SERVO E PROSDOCIMO CORRADO DE VILLA
REGIA
RENZO LORENZIDel vasto repertorio Goldoniano, questo "La Casa Nova" presentata al Teatro San Luca di Venezia nell'anno 1960, è riconosciuto, dallo stesso Autore, come il testo più significativo dellarte drammaturgica. I personaggi presentati, sia nei ruoli principali come nei secondari, hanno una loro particolare definizione scenica. Lo svilupparsi della Commedia mette a confronto i vari ruoli a tal punto che ogni personaggio, qualificato nel gergo teatrale minore, acquista una sua propria personalità specifica, tale da divenire anche lui determinante. Ed è proprio in questa lettura che deve essere analizzata. Ne nascono infinite caratterizzazioni, capaci di formare, nella sua interezza, il quadro più completo e veritiero del vacuo ed epidermico mondo pre-romantico. Una critica aperta alla società gaudente del settecento, premonitrice di quella Rivoluzione francese, che con il suo evento, sarà monito di libertà, eguaglianza e fratellanza. A tale compito primo, è rivolto il lavoro della regia, poiché a questo gioco teatrale tende tutta lopera di Goldoni. Un non facile impegno che coinvolge tutto il cast, tale da non permettere facili soluzioni, ma una attenta, vigile e coinvolgente partecipazione.
RENZO LORENZI
S'io non avessi composto che questa sola Commedia, credo che essa bastato avrebbe a
procurarmi quella riputazione che acquistata mi sono con tante altre. Leggendola e
rileggendola, mi pare di non avere in essa niente a rimproverarmi, ed oserei proporla
altrui per modello, se lusingar mi potessi che le opere mie fossero degne d'imitazione.
L'esposizione è facile, la condotta è semplice, la critica è vera, l'interesse è vivo,
e la morale è ragionevole, e non pedantesca. I caratteri sono tutti presi dalla natura.
Il dialogo pure non lo può essere d'avantaggio. La favola è verisimile in tutte le
parti, e quantunque vi appaia un doppio interesse, l'azione è una sola, poiché una sola
persona, cioè Cristofolo, ne forma lo scioglimento. Non istupire, Lettore carissimo, s'io
faccio l'elogio della mia Commedia. Io non la metto in paragone con quelle degli altri
Autori, ma colle mie, e credo mi sia lecito di preferirla a molt'altre, e di collocarla
nel numero delle mie dilette. Il pubblico mi rese questa giustizia, allora quando fu sulle
Scene rappresentata, e fu, in Venezia non solo, ma per tutto, con egual fortuna
applaudita.
(Prefazione al tomo X dell'edizione Pasquali, edito a Venezia nell'ultimo scorcio del
1767)
Carlo Goldoni
Nell'autunno del 1760 Goldoni dovette traslocare da Corte San Zorzi, dove aveva
risieduto a partire dal 1748, in calle delle Ballotte. Fu un'esperienza particolarmente
impegnativa tra pittori, falegnami, muratori: se ne dovette ricordare non solo in alcuni
componimenti in versi, ma anche nell'atto di scrivere, quasi di getto, in tre giorni e tre
notti, La casa nova. La commedia fu allestita la sera dell'11 dicembre del '60 al
Teatro San Luca: ebbe la fortuna di undici repliche fra la fine dell'autunno e la ripresa
della stagione di carnevale.
La ricchezza straordinaria del dialetto, qui modulato con una varietà di toni ancora più
viva ed originale che in altre commedie dialettali, fu (contro ogni aspettativa) di
impedimento alla fortuna del testo, certo tra i maggiori del Goldoni, al di fuori
dell'ambiente veneziano. Augusto Bon ed Emilio Zago, che prediligevano la commedia,
riscossero tiepidi consensi nell'allestimento a cura dello Squarzina, con tutti gli attori
del Teatro Stabile della Città di Genova.
[REPERTORIO] - [RASSEGNE] - [CORSI DI TEATRO] - [RICONOSCIMENTI]
E-Mail : MOSCHETA@MBSERVICE.IT