ORTOEPÌA 4
E, naturalmente, come èra prevedibile, siamo arrivati alla ó chiusa.


a - PAROLE DI USO CORRENTE
Ancóra, Bisógno, Cognóme, Cólpa, Dólce, Dóve, Fórse, Giórno, Intórno, Móglie, Nipóte, Nóme, Ógni, Óltre, Óra, Pórre, Pósto, Quattórdici, Rómpere, Rósso, Sógno, Vergógna, Vóce, Zampógna

b - LA Ó CHIUSA, NORME GENERALI
Si ha sèmpre la ó chiusa :
1) Nelle parole terminanti in óce, es. atróce, feróce, fóce, cróce, nóce, velóce, vóce...
2) nei nómi in ógna ógno, es. Bológna, carógna, cicógna, fógna, menzógna, rampógna, vergógna, bisógno, cotógno, sógno...
3) Nei nómi che terminano in óio, es. accappatóio, avvoltóio, corridóio, frantóio, mattatóio, rasóio, smoccolatóio, vassóio...
4) Nelle parole in ónda óndo, es. baraónda, fiónda, grónda, ónda, sónda, spónda, bióndo, cogitabóndo, fecóndo, girotóndo, móndo, tóndo, vagabóndo...
5) Nei nómi che terminano in óne, es. bottóne, cannóne, carbóne, cartóne, cotóne, educazióne, garzóne, gestióne, mattóne, nazióne, portóne, porzióne, regióne, religióne, scarpóne...
6) Nelle forme verbali che terminano in óno, es. abbandóno, confezióno, ispezióno, perdóno, selezióno, sóno...
7) Nei nómi in óre, es. accusatóre, amóre, attóre, aviatóre, ambasciatóre, calóre, censóre, compositóre, cultóre, debitóre, dolóre, dottóre, ingannatóre, peccatóre, valóre...
8) Nelle forme verbali in ósi óse ósero, es. pósi, nascóse, rispósero...
9) Negli aggettivi in óso, es. affettuóso, astióso, bellicóso, chiassóso, delizióso, fiducióso, insidióso, misterióso, velenóso...

Ed ora una piccola notazione di tipo fonetico da osservare e provare con molta attenzione per arrivare ad utilizzarla con la massima spontaneità.
In genere quando troviamo la coppia di consonanti 'gn' tendiamo a frazionare le sillabe in modo netto : si-gno-re, ver-go-gna, ma-ga-gna eccetera per riuscire a scandire più facilmente la parola.
Credo invece che, per ottenere un suono più gradevole e per riuscire realmente a pronunciare meglio la parola, sia utile usare un trucco.
Fingiamo che anziché una g ci sia una g e mezza (qui te la indicherò con una g grassettata) : si-gnore, vergo-gna, maga-gna... naturalmente evitando di forzare troppo.

A SECONDA DELL'ACCENTO...

Accòrsi (accorgersi)
Bòtte (percosse)
Cògli (cogliere)
Còlto (cogliere)
Conservatòri (musicali)
Còppa (bicchière)
Còrso (della Corsica)
Dòtto (erudito)
Fòro (piazza)
Fòsse (buche)
Inquisitòri (aggettivo)
Pòrsi (porgere)
Pòse (attegiamenti)
Pòsta (corrispondènza)
Provocatòri (aggettivo)
Ròsa (fiore)
Scòpo (fine)
Scòrsi (scòrgere)
Sòrta (specie)
Tòrta (torcere)
Vòlgo (volgere)
Vòlto (volgere, arco)
Accórsi (accorrere)
Bótte (recipiènte)
Cógli (con gli)
Cólto (erudito)
Conservatóri (politici)
Cóppa (collo)
Córso (correre)
Dótto (condotto)
Fóro (buco)
Fósse (èssere)
Inquisitóri (sostantivo)
Pórsi (porre, riflessivo)
Póse (porre)
Pósta (situata)
Provocatóri (sostantivo)
Rósa (ródere)
Scópo (scopare)
Scórsi (scorrere, trascorsi)
Sórta (sórgere)
Tórta (dolce)
Vólgo (popolo)
Vólto (viso)


E, naturalmente, concludiamo con una brève lettura per ripassare praticaménte l'argomento incentrato sulla O aperta e chiusa.
Ti porgo le due letture - una accentata e l'altra no - e ti raccomando di registrarti e riascoltarti con molta attenzione.


Dópo aver controllato e in buona parte memorizzato le regolette dell'ortoepìa, possiamo affermare di èssere sulla strada buòna.
Stiamo percorrèndo un corridóio del quale cominciamo a vedere la fine.
Il nostro cammino non deve èssere troppo velóce, dobbiamo misurare le nostre forze perché ne avremo bisógno per arrivare a lèggere e a parlare correttamente.
Bisógna però dire che un po' di strada l'abbiamo fatta da quando avrémmo détto Giòrgio anziché Giórgio, quattòrdici anziché quattórdici, nòme anziché nóme e còmpito anziché cómpito...
No, non stiamo vivèndo in un sógno, al contrario stiamo affrontando una realtà ché, a poco a poco, stiamo conquistando e che ci permetterà di arrivare quanto prima ad una corretta dizione...


Dopo aver controllato e in buona parte memorizzato le regolette dell'ortoepìa, possiamo affermare di essere sulla strada buona.
Stiamo percorrendo un corridoio del quale cominciamo a vedere la fine.
Il nostro cammino non deve essere troppo veloce, dobbiamo misurare le nostre forze perché ne avremo bisogno per arrivare a leggere e a parlare correttamente.
Bisogna però dire che un po' di strada l'abbiamo fatta da quando avremmo detto Giorgio anziché Giorgio, quattordici anziché quattordici, nome anziché nome e compito anziché compito...
No, non stiamo vivendo in un sogno, al contrario stiamo affrontando una realtà ché, a poco a poco, stiamo conquistando e che ci permetterà di arrivare quanto prima ad una corretta dizione...



LA LETTURA A SENSO 4
Un altro passo in questa direzione, un altro brève brano da leggere nel migliore dei modi, a questo punto dovresti riuscire ad affrontarlo con una certa tranquillità e quindi cominciare a gratificarti nella lettura il che dovrèbbe consentirti di conseguire un risultato soddisfacènte...
Lo hai già constatato?
Con le ripetute audizioni cominci ad avere confidènza con la tua vóce e non la trovi più sgraziata, la sènti come un qualche cosa di realmente tuo e probabilmente cominci a comprèndere che hai ancora tante potenzialità da evidenziare.
Si tratta soltanto di insistere.
Hai trovato anche qualche miglioramento nella comunicazione interpersonale?
Ah! Una informazione che puoi prèndere con beneficio di inventario.
I brani delle fiabe che fin qui hai lètto sono tratti da IL FIABARIO di Teodorico Battaglini.
Rammenta, come al solito, di registrarla, riascoltarla.



Èra stufa di sentirsi chiamare in tutti quei modi che non avevano sicuramente niènte di elogiativo!
Quel tirarla in ballo, spésso a sproposito e soltanto per offènderla, per insultarla sènza alcun ritégno.
Ne dicevano di tutti i colori...
Fifa boia, Paura vigliacca, Paura maledetta, Morire di paura, brutto da far paura... Hai un aspetto orribile, da far paura... Sèmbra uno spauracchio, Mi fai paura...
Èra demoralizzante sentir parlare di sé in quei modi! Ma chi l'aveva mai vista!
Come facevano a parlare di lei sènza conoscerla?
E, proprio per questo, èra decisa a mostrarsi e, improvvisamente, si materializzò in mezzo al vicolo, davanti ad un giovanotto che pareva avesse la testa altrove.
Lo apostrofò - Ti intimidisco?



Si tratta indubbiamente, come puoi notare, di un frammento di una certa forza che contiène termini abbastanza crudi.
Credo - ma è soltanto un suggerimento - che la chiave di lettura corretta si trovi nella seconda parola del testo : stufa...
Dovresti perciò cercare di comunicare l'insofferènza di questo personaggio che non gode certo di appellativi onorevoli.
Un altro trucco - quello dell'immedesimazione - consiste nel trasferire nell'interpretazione sensazioni o reazioni nostre personali.
Come ti sènti quando sei esasperato?
Con quale tono di vóce comunichi la tua esasperazione?
Se lo ritièni utile utilizza anche la gestualità delle mani per rafforzare la tua interpretazione.
A mio parere, l'elencazione del testo - Fifa boia, Paura vigliacca, Paura maledetta, Morire di paura, brutto da far paura... Hai un aspetto orribile, da far paura... Sèmbra uno spauracchio, Mi fai paura... - dovrèbbe essere letta in un crescèndo da comunicare non soltanto aumentando il volume della vóce ma anche il tuo coinvolgimento emotivo.

Per ottenere risultati significativi, sarèbbe utile non limitare l'esercizio ai brani che ti ho propósto ma ampliarlo ed approfondirlo con letture di ógni genere.
In precedènza abbiamo affermato che non è importante la qualità del testo, ricordi?
Perciò può essere comprensibilissima la scarsità di tèmpo, la mancanza della correzione dell'insegnante (che, a mio parere, puoi produttivamente sostituire con la tua autocritica) ma devi comprèndere che, a questo punto, la qualità della tua interpretazione dipènde essenzialmente dalla quantità di allenamento che potrai svolgere.
Intendiamoci, puoi esercitarti anche leggèndo un quotidiano o la tua rivista preferita, è importante farlo però sèmpre a voce alta, registrarti e riascoltarti criticamente.
Questo dovrèbbe costituire anche una specie di stimolo a continuare e ad intensificare l'esercizio perché ti darà modo di constatare i tuoi miglioramenti.
Potrèbbe anche èssere un bel gioco lèggere un pezzo di cronaca politica interpretandolo come una fiaba o un brano sportivo come fosse una storia d'amore...
Ma ora la smetto con le prediche perchè sono covinto che ci siamo capiti perfettamente.