Posizione
Salizzole, comune del basso veronese, situato nel territorio
compreso tra i fiumi Tartaro e Menago, ha una superficie di circa 30 kmq. e
comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Bionde di Visegna, Engazzà e
Valmorsel. Dista da Verona 27 km. Ha circa 3.780 abitanti.
Confina con i comuni di Bovolone, Nogara, Isola della Scala, Concamarise e
Sanguinetto.
Storia
La storia di Salizzole comincia, come insediamento abitativo, dopo l'anno
mille.
Troviamo la prima notizia del villaggio di Salizzole in un diploma del 1144,
emanato dall'imperatore Corrado III, che poneva sotto la sua protezione
l'abbazia di Nonantola con le sue pertinenze (tra cui Salizzole).
Il paese venne poi interessato dalle lotte tra le fazioni di Verona e tra
questa e e la città di Mantova, passando dalla potestà della famiglia dei da
Palazzo a quella dei Signori Scaligeri, a cui è legata la figura più famosa di
Salizzole, quella di Donna Verde della famiglia dei
Salizzoli, moglie di Alberto della Scala e madre di Cangrande.
Ci fu poi la dominazione dei Visconti di Milano, che cedettero la maggior
parte delle terre di Salizzole a Borromeo Borromei (1390), tra cui anche un
appezzamento di terreno con due torri (è la più antica citazione del
castello di Salizzole).
Dopo la fine della dominazione viscontea, Salizzole, come Verona, passò
sotto la dominazione veneziana (1405).
Il Castello
Nel medioevo troviamo la presenza, nella pianura veronese, di strutture
difensive di vario tipo (rocche, castelli, torri, ecc.) da Legnago a Peschiera,
passando per Sanguinetto, Salizzole, Isola della Scala, Vigasio, Povegliano,
Villafranca, Borghetto e Valeggio.
Riguardo al castello di Salizzole, alcuni studiosi ipotizzano che fosse un
impianto a 4 torri angolari, sorto unitariamente.
Altri, invece, che fosse una struttura costruita in tempi lunghi e con fasi
diverse, vista la anomala configurazione a due torri (quella orientale alta 30 m
e larga 12 m e quella occidentale alta 22 m e larga 8 m), essendo le strutture
difensive medio-piccole erette tra l'XI e il XIII secolo ad una torre.
Da ciò si deduce che per prima sia stata eretta la torre occidentale merlata
per scopi difensivi (metà XII sec.) e, in seguito quella occidentale (detta
anche "magna") con l'attiguo "palatium", come dimora
signorile fortificata (fine XIII sec. - inizio XIV sec.)
Il palazzo attuale che unisce le due torri, ristrutturato nel '600-'700 in
seguito ad un incendio, era infatti distaccato di quasi 10 m dalla torre
occidentale.
Sulla struttura del castello di Salizzole rimangono ancora molti
interrogativi: il perchè di 2 case-torri con palatium (senza modelli nella
bassa pianura veronese) e la mancanza di notizie sull'assetto proprietario fino
al 1390.
Tomaso da Vico
La scuola media di Salizzole è intitolata a "Tomaso da Vico",
facente parte della famiglia dei Da Vico, che nel 1455 acquistò da Borromeo
Borromei degli appezzamenti di terreno per 1.600 ducati.
Nel 1628 i Da Vico possedevano circa 455 campi a Salizzole, con 7 corti
dominicali.
Tomaso da Vico è ritenuto uno dei promotori del carnevale veronese e
della maschera di "Papà del Gnoco".
(Le notizie storiche e l'immagine di Salizzole nel 1571, sono
prese dal libro "Salizzole", curato da Remo Scala Gagliardi ed edito
dal Comune di Salizzole nel 1998).