PISANELLO
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PISANELLO

Antonio Pisano, detto il Pisanello (Pisa, ante 1395? – 1455).

 La sua data di nascita è ignota; si presume che non fosse molto prima  del 1395, anno in cui il padre Puccio di Giovanni da Cerretto lo nomina nel testamento come proprio erede universale.

Poco dopo, la madre Isabella pare essersi trasferita a Verona, dove è documentato, nel 1401, il suo secondo marito, Bartolomeo.

È quindi a Verona che Pisanello dovette formarsi, a contatto con il pieno fiorire dell’arte squisitamente delicata di Stefano da Verona come appare dalla Madonna della quaglia (Verona, Museo di Castelvecchio), la prima opera del suo catalogo, la cui contrastata attribuzione a Pisanello in alternativa a quella a Stefano, se accettata, è da collocarsi attorno al 1420.

Fra il primo e il secondo decennio del secolo, Pisanello collabora con Gentile da Fabriano, nel ciclo pittorico della Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo Ducale di Venezia (perduto: vi erano raffigurate Storie di Alessandro III e del Barbarossa). Attorno a quest’epoca dovrebbe collocarsi anche la Madonna col Bambino di Palazzo Venezia (Roma), che ricalca, in tono minore, i canoni della Madonna della quaglia.

Molto controversa, e attualmente rigettata è invece l’attribuzione a Pisanello delle quattro tavolette con Storie di san Benedetto divise tra Firenze (Uffizi) e Milano. Dal 1422 al 1426 Pisanello è menzionato a Mantova (da dove acquista un terreno a Verona) e dal 1424 è stipendiato come pittore della corte gonzaghesca per la quale continuò a operare, seppure con interruzioni, sino al 1442.

La sua prima opera documentata tuttora conservata è nella chiesa di San Fermo a Verona, la decorazione ad affresco della tomba di Nicolò Brenzoni (1422). La data delle pitture (Resurrezione e Annunciazione) è determinata dal compimento, nel 1426, della parte scolpita del monumento, eseguita Nanni di Bartolo.

Tra il 1436 – 38 affrescò la Cappella Pellegrini nella Chiesa di S. Anastasia a Verona, di cui resta solo, il S. Giorgio e la Principessa.

Lavorò  per gli Estensi a Ferrara e alla corte napoletana di Alfonso d’Aragona.

Oltre ad essere famoso pittore di corte fu medaglista alla moda.  

Morì nel 1455.

OPERE DI PISANELLO

Madonna della Quaglia (ca. 1420, Verona, Museo di Castelvecchio).

Annunciazione, firmata, sulla tomba di Niccolò Brenzoni nella chiesa veronese di S. Fermo.

Affrescò la cappella Pellegrini nella chiesa di S. Anastasia (1436-38) a Verona, di cui resta solo il S. Giorgio e la principessa

Visione di S. Eustachio (1436-38, Londra, National Gallery).

Tanti disegni di animali attribuiti a Pisanello, molti dei quali sono conservati nel Codex Villardi al Louvre.

Ritratto di una principessa (1435-40; Parigi, Louvre).

Ritratto di Lionello d’Este (1441; Bergamo, Galleria dell’Accademia Carrara).

Palazzo Ducale di Mantova (Battaglia di torneo) e delle sinopie (Passaggio con episodi di una leggenda cavalleresca) del 1436-42 ca.

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