Mentre la
Nasa progetta missioni scientifiche in tutto il sistema solare e
osservatori di vario genere, anche l'ESA (Agenzia
spaziale europea) non è da
meno, soprattutto, non resta a guardare.
Sotto la guida del suo direttore italiano Antonio Rodotà, l'ESA ha progetti scientifici decisamente ambiziosi, degno proseguimento di quanto fatto dalla sonda Giotto, che incontrò la cometa di Halley a distanza ravvicinata, e dall'Infrared Space Osservatory (ISO), che aprì gli occhi su un universo infrarosso quasi inesplorato.
La missione più ambiziosa è sicuramente quella della sonda Rosetta, che incontrerà due asteroidi prima di avvicinare una cometa sul cui nucleo farà scendere una piccola sonda.
Rosetta dovrebbe essere lanciata nel 2003 per mezzo di un razzo Ariane 5, che la immetterà su una traettoria verso Marte, di cui sfrutterà l'effetto fionda gravitazionale per guadagnare velocità e ritornare verso la Terra, il tutto in poco meno di tre anni.
Dopo aver sfruttato l'efetto fionda anche della Terra, Rosetta raggiungerà in altri 250 giorni, l'asteroide Otawara, che dovrebbe sorvolare ad una distanza di circa 1000 Km. dal lato esposto verso il Sole. Da lì, Rosetta tornerà ancora verso la Terra, che raggiungerà in altri 450 giorni.
In seguito, sfruttando l'attrazione del nostro pianeta, la sonda inizierà un nuovo viaggio di 250 giorni alla volta dell'asteroide Siwa, che verrà sorvolato ad una distanza maggiore rispetto al precedente passaggio, prima di iniziare il lungo volo di 1200 giorni verso il suo obbiettivo primario, la cometa 46P/Wirtanen.
Le strategie che verranno seguite poi da Rosetta si fanno più incerte, perchè dipendono fortemente dal tipo di ambiente incontrato e dalle misure del nucleo della cometa che dovrà essere raggiunta con la velocità più piccola possibile.
Rosetta resterà quindi nei pressi per ritrasmettere a Terra i dati di superficie.
La missione dovrebbe concludersi così, dopo oltre 10 anni, quando la cometa si troverà all'afelio, ma non è escluso, se la sonda sarà in buona salute, di estendere le osservazioni per qualche tempo.
L'Agenzia europea ha in progetto anche di effettuare la sua prima missione verso Marte, che è stata approvata di recente.
Il Mars Exspress dovrebbe esere lanciato nel 2003, e farà parte di una flotta di ricerca internazionale che studierà vari aspetti del Pianeta rosso. Il Mars Exspress ospiterà a bordo 7 strumenti scientifici, che studieranno l'atmosfera di Marte e la sua geologia e, in particolare, andranno in cerca di eventuale acqua nascosta nel sottosuolo.
Il lancio del Mars Exspress, che verrà eseguito per mezzo di un razzo russo Soyuz Fregat, avverrà in una finestra della durata di 10 giorni che si aprirà il primo giugno 2003; la sonda dovrebbe raggiungere Marte nel Dicembre dello stesso anno.L'ultima sonda che esplorerà un corpo del sistema solare è Smart-1, che partirà nel 2002 alla volta della Luna. Questa sonda non avrà però solo obbiettivi scientifici ma, come la Deep Space-1 americana, compirà anche verifiche su alcune tecnologie che si spera diventeranno presto di uso corrente. Fra gli obiettivi di Smart-1 vi è quello di comprendere meglio la diversità fra le due facce della Luna, ma anche di chiarire l'origine del sistema Terra-Luna. Smart-1 andrà poi alla ricerca di tracce di un antica attività vulcanica e tettonica e studierà i processi che modellano la superficie lunare.
Per la metà del 2000, l'ESA lancierà anche la missione CLUSTER-2, che rimpiazzerà CLUSTER-1, andata perduta nel 1996 per il fallimento del lancio di un razzo Ariane 5. Gli obbiettivi scientifici della missione, che si concentrerà sullo studio dell'interazione fra il campo magnetico terrestre ed il vento solare, restano gli stessi di quella fallita.
La missione CLUSTER-2 è composta da 4 sonde gemelle, che si muoveranno in formazione tetragonale, studiando così le strutture del vento solare attorno alla Terra con grande dettaglio.
Oltre allo studio del sistema solare, l'ESA progetta anche la ormai numerosa flotta dei satelliti che osservano l'Universo in lunghezze d'onda che vengono assorbite dall'atmosfera terrestre e quindi non visibili dal suolo.
La prima sonda di questa serie ad essere lanciata sarà l'INTEGRAL (International Gamma - Ray Astrophysics Laboratory), che osserverà sorgenti di raggi Gamma sia nella nostra Galassia sia nel resto dell'Universo.
Un'altra missione particolarmente interessante sarà quella del FIRST (FAR INFRARED SUBMILLIMETERE TELESCOPE), che cercherà di risolvere il mistero di come sono nate le stelle e le galassie.
L'ultimo osservatorio previsto è stato battezzato, anzichè con un acronimo, in onore del grande scienziato Max Planck. Questo osservatorio ha il compito di proseguire le osservazioni iniziate nel 1992 dal Cosmic Background Explorer ( COBE ), che andò a caccia di anisotropie nella radiazione cosmica di fondo.
| QUADRO RIASSUNTIVO DEI PROGETTI DA REALIZZARE NEI PROSSIMI ANNI | ||
NOME MISSIONE |
OBIETTIVO |
DATA LANCIO |
| S.S.T. (Space Solar Telescope) ( Cina e Germania ) |
Studiare il campo magnetico del sole |
2001 |
| Mars Exspress ( ESA ) |
Analizzare il suolo di Marte usando una sonda in orbita e due in superficie |
2003 |
| Rosetta ( ESA Francia) |
Far atterrare una sonda sul nucleo della
cometa |
2003 |
| INTEGRAL (International Gamma-Ray Astrophysics) (ESA) |
Ottenere spettri di stelle di neutroni, buchi neri, emettitori di impulsi gamma e nuclei galattici attivi |
2001 |
| Corot ( Francia ) |
Cercare prove dell'esistenza di pianeti attorno ad altre stelle |
2002 |
| F.IR.S.T. (Far Infrared Submillimter Telescope) ( ESA ) |
Studiare la struttura fine del fondo cosmico a microonde ( missione combimata ) |
2007 |
PROGRAMMI PORTATI A TERMINE
Cassini è la sonda interplanetaria più grande che sia stata mai lanciata dalla NASA. Alta quasi 7 metri e larga 4, essa contiene 1630 circuiti, 22.000 connessioni elettriche e 14 Km. di cavi. Battezzata in onore dell'astronomo ligure Gian Domenico Cassini, che nel XVII secolo scoprì 4 dei satelliti di Saturno, la sonda è stata lanciata da un potente razzo Titan 4. Cassini ha poi eseguito due incontri ravvicinati con Venere e uno con la Terra, allo scopo di guadagnare la velocità necessaria a raggiungere Saturno, ma incontrerà anche Giove, lungo il suo cammino.
Cassini è bene equipaggiata per l'esplorazione, avendo a bordo ben 12 strumenti scientifici fra cui un sistema im grado di riprendere immagini nel visibile, nell'ultravioletto e nel vicino infrarosso.
Una volta in orbita attorno a Saturno, Cassini analizzerà i gas nell'atmosfera del pianeta e osserverà i suoi forti venti, che possono raggiungere una velocità di oltre 1600 Km/h all'equatore. La sonda studierà anche la struttura interna e la magnetosfera del pianeta, ma presterà particolari attenzione agli anelli di Saturno, disegnandone mappe e misurando le dimensioni e la composizione chimica delle loro particelle.
Dopo i primi quattro mesi in orbita, Cassini libererà un modulo destinato a esplorare il satellite più grande di Saturno, Titano, l'unico corpo minore del sistema solare che abbia un'atmosfera apprezzabile.
La sonda SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) fu laciata il 2 dicembre 1995.
Essa studia contemporaneamente molti aspetti del Sole dalla struttura e dalla dinamica del suo interno fino al vento solare. Questa sonda è riuscita a risolvere il più grande dilemma della fisica solare, che riguarda la temperatura della corona, lo strato più esterno dell'atmosfera ed è risultato che la sua temperatura è di oltre un milione di Kelvin, contro i meno di 6000 della superficie sottostante.
Per studiare al meglio gli aspetti del Sole, la sonda trasporta ben 12 strumenti scientifici diversi. Tra questi quello che ha prodotto i risultati più spettacolari è sicuramente l' Extreme ultraviolet Imaging Telescope (EIT). Esso è in grado di riprendere immagini dettagliate dell'intera superficie solare in luce ultravioletta.
SOHO ha anche il merito di aver permesso lo sviluppo di una scienza nuova, la eliosismologia, che studia le strutture e la dinamica interne della nostra stella.
Nel 1997 SOHO, nel corso di una manovra, iniziò a roteare su se stessa senza controllo e per recuperarla gli scienziati hanno dovuto usare molto del carburante, riducendo così le sue riserve.
XMM Newton (X-ray Multi-Mirror) è stato lanciato il 10 dicembre 1999 da un razzo Ariane 5, che lo ha immesso senza alcun intoppo in orbita.
Questo strumento è il più grande satellite scietifico mai costruito in Europa e trasporta 3 telescopi per raggi X, ognuno dotato di 58 specchi concentrici. Collegati ai telescopi ci sono 5 strumenti, una parte dei quali è costituita da videocamere per riprendere immagini, mentre altri sono spettrometri per studiare la distribuzione dell'energia elettrica dei fotoni. Il settore dove ci si aspettano i risultati migliori è probabilmente lo studio delle supernove, di cui XMM potrà indagare l'andamento temporale di parametri come la temperatura la composizione chimica e lo stato di ionizzazione del plasma.
XMM darà un contributo anche alla cosmologia, studiando lo spostamento verso il rosso dei raggi X che provengono dal gas ionizzato che permea i grandi ammassi di galassie, e che rappresenta esso stesso un mistero.
La grande risoluzione di XMM permetterà però, per la prima volta, anche di osservare sorgenti di raggi X nelle galassie vicine, mentre l'estrema risoluzione temporale, migliore di un microsecondo, lo rende uno strumento adatto anche per l'osservazione delle pulsar.