i musei nella storia

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i cambiamenti nei secoli

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Museo significa "luogo sacro alle muse", divinità che, secondo la mitologia greca, proteggevano la poesia, le scienze e le arti.

Il primo museo dedicato alla raccolta di opere d'arte fu fondato a Pergamo (città dell'Asia minore) in età ellenistica.

Durante il Medioevo e nel Rinascimento non si ebbero veri e propri musei; si costituirono però preziose raccolte d'arte nelle abbazie, nei monasteri e nei palazzi ducali e principeschi.
Queste raccolte formarono i nuclei dei musei d'arte che sorsero in gran numero nel XIX secolo.
Molti musei sono pubblici, cioè gestiti dallo Stato, dalle Regioni o dai Comuni, altri sono privati.

La diffusione del museo come oggi lo intendiamo risale al sec. XIX con la raccolta e la conservazione delle opere d’arte, nonché degli oggetti di interesse naturalistico, scientifico, ecc., rimasero a lungo legate al collezionismo privato.
L’Italia vanta una certa priorità nella creazione delle pubbliche raccolte d’arte; con l’aiuto di leggi che dal 1500 in poi intervennero sulla salvaguardia dei beni culturali.

Nel Settecento sorgono in Europa i musei di Parigi (Louvre), Roma (Musei Vaticani), Londra (British Museum).
Nell’Ottocento comincia lo sviluppo moderno dei grandi complessi museografici nel mondo.

museo archeologico di BerlinoIl museo è l’organismo edilizio destinato alla raccolta, alla conservazione e all’esposizione di opere d’arte, di documenti, di oggetti naturali o prodotti dall’uomo, cioè di testimonianze artistiche, scientifiche, tecniche, storiche, ecc., culturalmente rilevanti.

L'assetto funzionale, come viene modernamente inteso, ha le sue origini nelle trasformazioni avvenute nel corso del XIX secolo.
In questo periodo il museo è un'istituzione progettata in vista di una specifica funzione culturale e sociale.
Vengono definiti i criteri di ordinamento delle collezioni e dei contenuti
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Con le grandi esposizioni del XIX secolo viene dato un grande contribuito alla diffusione internazionale della cultura e dell'arte.


i cambiamenti nei secoli

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Quando furono fondati i primi grandi musei, questi avevano l'aspetto di templi dedicati ai grandi artisti.
Nel Settecento si fa strada l'idea che il patrimonio artistico è un bene per la collettività.
Nell'Ottocento aumenta il numero dei musei nazionali, sono organizzate le collezioni e si differenziano le diverse tipologie.

I musei sono centri polivalenti di attività culturali; sono frequentati da molte persone di età e cultura diverse.

Anche i musei devono adeguarsi ai tempi, devono essere convincenti e chiari nella loro funzione, che è quella di aiutare la gente a capire le opere d'arte in essi contenute.
Non è più sufficiente appendere un quadro o esporre un oggetto, bisogna studiare attentamente la collocazione, le posizioni delle luci, la temperatura e l'umidità, progettando l'organizzazione dei percorsi per i visitatori; solo così ogni opera potrà esprimere al meglio il suo significato più profondo.
Per questo si parla di museografia e di museologia (scienze che si occupano, appunto, dei musei e dei loro innumerevoli problemi).

Nei primi decenni del Novecento sorgono i musei d'arte moderna, spesso per merito di finanziamenti e donazioni di amanti dell'arte.
Nel 1929 nasce a New York il Museum of Modern Art; la cosa più significativa è la scelta di acquistare opere nuove anche di artisti contemporanei.

Molti musei nel mondo non si limitano ad esporre le opere, ma diventano poli di promozione culturale, proponendo esposizioni temporanee o permanenti.
Il museo è luogo di diffusione dell'arte a struttura flessibile, con laboratori artistici e di restauro, sale per conferenze, aule didattiche attrezzate con tecnologie avanzate.


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