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| mutimedialità nei musei - Pompei in Internet - grandi architetture - arrivano gli sponsor | ||
La tecnologia trasforma i musei: la valorizzazione del patrimonio artistico passa anche per internet.
Prima di visitare un museo si possono
prendere informazioni tramite internet, in alcuni casi sono disponibili visite
"virtuali" che conducono il "navigante" nelle sale di esposizione; si
può anche partecipare a dibattiti attraverso canali pay-tv.
Su Internet si effettua la prevendita dei biglietti d'ingresso, in questo modo il
visitatore non fa più lunghe file.
E' possibile acquistare t-shirt, felpe, oggettistica in genere, ecc. attraverso il
commercio elettronico.
Nelle sale del museo vi sono postazioni con software audio-video.
Finita la visita è possibile acquistare nei bookshop che offrono varie cose dai classici cataloghi ai cd-rom e altro.
il museo è un luogo in cui si possono trovare, ristoranti, negozi, laboratori didattici con personale specializzato e aree attrezzate per i giochi ecc.
Biglietterie informatiche, prenotazioni a distanza, informazioni via Internet, ristoranti, librerie, audioguide, siti Internet.
Dopo anni di degrado e abbandono Pompei è stata rilanciata. Lautonomia amministrativa e finanziaria della Soprintendenza ha già portato risultati concreti. Pompei viene visitata da milioni di turisti ogni anno.
E soprattutto un nuovo ciclo di restauri e di scavi in quella vasta zona dellantica città che dopo 250 anni di campagne archeologiche resta ancora infondata e sconosciuta.
Un terzo dei musei sparsi nel mondo è nato dal 1985 a oggi.
Tra questi prodigi architettonici pochi sono i musei
d'arte contemporanea italiani.
Qualcosa si sta facendo finalmente, in questo ultimo periodo si sono aperti alcuni spazi
per l'arte contemporanea e altri sono stati ristrutturati.
A Torino, al Castello Rivoli, ritenuto per anni l'unica struttura competitiva a livello mondiale, si è aggiunta la "fondazione Sandretto Re Rebaudenga" con 3500 metri quadrati.
A Rovereto si trova il più vasto museo italiano realizzato negli ultimi anni, è il museo di Arte moderna contemporanea e non ha nulla da invidiare alle istituzioni museali del mondo, alle collezioni permanenti si affianca un centro di documentazione e studio unico in Italia.
A Milano dovrebbero aprire due musei rispettivamente dedicati al Novecento e al 2000.
A Firenze dopo 20 anni di rinvii inizieranno i lavori di ristrutturazione del Centro Meccanotessile che diventerà la sede dell'arte contemporanea.
A Roma ha aperto da poco il museo Macro nel ex fabbrica Peroni.
A Napoli aprirà il museo d'Arte Contemporanea a palazzo Roccella.
Molti si trovano invece in Spagna, altri ancora in Olanda, Finlandia, Svizzera, Austria, Svezia ecc..
Nel 1998 a Nizza è stato aperto un museo dedicato
solamente all'oriente.
E' stato progettato da Kenzo Tange che si è ispirato al "mandala",
il tempio tibetano nella cui struttura ci sono il quadrato e il cerchio. Al pianterreno,
annessi alla pianta centrale rotonda, ci sono quattro cubi, ognuno per una civiltà:
India, Giappone, Cina, Cambogia. Salendo una scala ad ellisse si accede al piano superiore
con tetto a piramide in vetro: è dedicato al buddismo, elemento unificatore del mondo
asiatico. Al piano inferiore c'è la zona multimediale e una raccolta di oggetti di uso
quotidiano.Al pian terreno si possono comprare oggetti vari.
ANCHE I MUSEI SI FANNO IL LIFTING 

Il museo di Van Gogh ha subito un vero lifting.
La parte originaria, costruita da Rietveld è stata ristrutturata, sono stati ampliati gli spazi d'ingresso e di distribuzione, si è aggiunta una nuova boutique. La nuova ala, di 2.250 mq, progettata dall'architetto giapponese Kisho Kurokawa destinata alle mostre temporanee, ha le facciate esterne rivestite in titanio e pietra; la forma ovale si contrappone all'edificio originario dove prevalgono spigoli vivi e tagli cubiformi.
Nel nostro paese cresce lattenzione per le sponsorizzazioni di restauri e di iniziative culturali di lungo periodo da parte delle aziende.
Oggi le imprese tendono a valorizzare di più le iniziative culturali a lungo periodo e puntano sulla crescita di un rapporto legato al patrimonio del territorio su cui operano. Le prime sponsorizzazioni risalgono al recupero dei cavalli di San Marco a Venezia da parte della Olivetti.
La Estée Lauder, azieda di cosmetici, ha contribuito al restauro della "Fornarina" di Raffaello e della statua di "Santa Cecilia" di Stefano Maderno, legando il gesto del recupero alla ricerca della bellezza moderna.
ENI ha finanziato il restauro della facciata della Basilica di San Pietro in Vaticano con circa 10 miliardi di lire, mettendo anche a disposizione tecnici e specialisti.
Affiancandosi allo Stato, Olivetti ha speso, dal 1983 al 1999, 7 miliardi di lire nei lavori di restauro del "Cenacolo" di Leonardo, a Santa Maria delle Grazie a Milano in 17 anni di lavori, fornendo anche un importante apporto scientifico; ha inoltre documentato l'intervento con una completa campagna fotografica.
Altre Ditte intuiscono il valore pubblicitario che si accompagna al loro interessamento per le opere d'arte:
la Guzzini ha provveduto all'illuminazione degli Uffizi di Firenze, finanziando con 400.000 anche l'illuminazione della Galleria Borghese;
l'ENEL, con lo slogan "luce per l'arte", ha dato vita a numerosi progetti di illuminotecnica in diverse città italiane.Varie Banche contribuiscono parzialmente o interamente al recupero e al restauro di opere o complessi architettonici, spesso acquistandoli per il proprio Istituto, salvandoli così dal degrado.
La Banca Popolare di Verona, in una decina danni, ha investito molti miliardi per il restauro di diversi capolavori della città, in Veneto e in Emilia Romagna.