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la carta del rischio - il degrado dei Beni - i furti - arte e riciclaggio


L'art. 9 della Costituzione italiana sancisce che "la Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio artistico della Nazione".



La carta del rischio del patrimonio culturale 

Nel 1997 il Ministero per i Beni culturali e Ambientali ha pubblicato la Carta del rischio del patrimonio culturale, frutto di  anni di ricerca e sperimentazione coordinate dall'Istituto centrale per il restauro.
In sintesi, si tratta di un sistema informativo territoriale per la gestione dei dati sulle cause del degrado del patrimonio culturale e per l’ottimizzazione dell’attività di restauro, salvaguardia e conservazione.
La Carta del rischio censisce decine di migliaia di  beni culturali tra siti archeologici, edifici e complessi architettonici, distribuiti sul territorio.
Il censimento dei monumenti più significativi è stato tratto dalle Guide d’Italia del Touring Club Italiano e dalle Guide Archeologiche Laterza; tutti i beni censiti sono stati suddivisi in base all’appartenenza al territori comunale e memorizzati su mappe computerizzate.

I fenomeni di pericolosità rientrano in tre ambiti tematici:


IL DEGRADO DEI BENI MATERIALI 

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Le cause del degrado del nostro patrimonio artistico sono molte e diverse e molti sono i danni provocati.

Volendo sintetizzare e semplificare al massimo, potremmo distinguere tra un "naturale processo di invecchiamento" dei nostri monumenti, dovuto al tempo e agli agenti atmosferici, e un "processo artificiale" che è la conseguenza dell’inquinamento atmosferico, degli atti vandalici, dell’incuria e dell’abbandono.

particolare di uno dei bronzi di RiacePerchè bisogna restaurare

Le opere custodite nei musei si deteriorano con il tempo.
Gli esperti degli Istituti per il restauro hanno il compito di controllarle periodicamente.
Il restauro ai nostri giorni si avvale di mezzi scientifici all'avanguardia e gli interventi sono eseguiti sulla base di approfondite analisi.


i furti

Ogni anno in Italia viene rubato un quantitativo di opere pari a 4 volte le collezioni di un grande museo come gli Uffizi.
I furti dei beni è un problema non nuovo nel nostro paese, basti pensare ai "bottini di guerra" dei vari eserciti che hanno attraversato l'Italia.

Nel 1969 è nato il Nucleo Carabinieri a Tutela del Patrimonio artistico.
Nel 2001 il numero di furti di opere d'arte erano 1.591, con 19.146 oggetti rubati; in testa il Piemonte (280 furti), seguito dal Lombardia (210) e Lazio (188). 
I più colpiti dai ladri sono i privati (59%), poi le chiese (36%) ed ultimi i Musei di Enti pubblici (5%).


arte e riciclaggio

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Sono molti gli strumenti da potenziare per assicurare un’efficace tutela alle tante bellezze che la storia ha lasciato in eredità al nostro paese. Il patrimonio artistico è stato sempre più valorizzato per cui l’aumento della conoscenza è la migliore garanzia contro i furti.
In effetti negli ultimi tempi non sono mancati i risultati.
I bersagli preferiti sono: dipinti, oggetti nelle chiese, sculture, libri.

Le vie per il contrabbando di opere d’arte partono dal nord: in Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte ci sono i maggiori trafficanti.
La refurtiva viene "smistata" attraverso Svizzera e Inghilterra per poi prendere la strada d’oltreoceano, con Usa e Giappone tra le destinazioni più comuni.
Il recupero oltre Europa è molto difficile.

La direttiva UE del’93 agevola la restituzione dei beni trafugati all’interno dell’Unione.
Un esempio: è stato recuperato un piatto del quarto secolo negli Stati Uniti, del valore di due miliardi di lire, rubato a Palermo, arrivato nella casa di un cittadino americano.

Per il futuro bisognerà attrezzarsi meglio.


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