Caterina II di Russia |
(Stettino 1729-Pietroburgo 1796)
Principessa del casato tedesco di Anhalt-Zerbst, Sofia Augusta Federica era stata sposata al futuro zar Pietro III.
Intelligente, colta e astuta, si cattivò i favori dell'imperatrice Elisabetta e della corte.
Convertitasi alla fede ortodossa, fu battezzata col nome di Caterina Alekseevna.
A 33 anni salì al trono con un colpo di Stato (29 giugno 1762) deponendo lo zar Pietro, ucciso misteriosamente otto giorni dopo.
Assetata di gloria e di consensi, Caterina cercò innanzi tutto la popolarità, preoccupandosi dell'opinione pubblica russa e straniera. Tedesca, volle apparire più russa dei Russi: tra i suoi molti favoriti non vi furono stranieri.Si mostrò devota alla religione ortodossa, ma nel contempo si aprì alle idee illuministiche, tenendosi in corrispondenza con Voltaire e con Diderot. Appassionata alla politica e all'amministrazione dello Stato, volle addirittura rinnovare l'intera legislazione e, nel 1767, convocò a Mosca 652 rappresentanti delle province e delle corporazioni per elaborare di un codice ispirato alle teorie progressiste di Montesquieu e di Beccaria; istituì inoltre i governatorati, creò un nuovo corpo consultivo, il Consiglio dell'Impero; diffuse la cultura e garantì la libertà di culto; ma tali riforme risultarono vaghe e velleitarie.
Dopo che nel 1775 fu repressa la grande rivolta capeggiata da E. Pugacëv, la zarina si chiuse in un rigido conservatorismo: si rafforzarono tutti i privilegi dell'aristocrazia; il trattamento dei servi della gleba peggiorò; aumentò lo sfruttamento della popolazione contadina; furono perseguitati gli scrittori che propugnavano riforme radicali.
La sua politica estera fu grandiosa, dispendiosissima e nettamente imperialistica: in particolare con la collaborazione dei suoi consiglieri N. I. Panin, Potëmkin, A. A. Bezborodko e P. A. Rumjancev, conquistò la Polonia orientale e tutta la Russia meridionale, tolta ai Turchi. Con queste nuove conquiste la Russia divenne una «grande potenza».
Tutte le grandi riforme ventilate furono annullate, impedendo alla Russia qualsiasi progresso in campo sociale.Dedita a una poliedrica attività culturale, predilesse il teatro e fu abile quanto prolifica autrice di commedie e drammi storici. Le sue prime opere, scritte nel 1772, riproducono felicemente l'atmosfera dell'epoca; le altre (circa 20) scritte fra il 1785 e il 1788, di tono più leggero, sono di imitazione francese o ispirate a Shakespeare.
Il suo interesse per le arti si tradusse nella fondazione dell'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo (1765) e nella raccolta di una straordinaria collezione. Per costituirla agenti sparsi in tutta Europa acquistarono collezioni private di nobili e regnanti e per ospitarla venne costruito l'Hermitage, presso il Palazzo d'Inverno di Pietroburgo.