la pittura
Leonardo inserisce nelle sue pitture il paesaggio, non solo come sfondo alle figure, ma come ambiente che le avvolge di atmosfera. Ammiratore della pittura fiamminga egli sviluppò in modo personale la ricerca sulla luminosità negli spazi aperti, mediata dagli strati dell'aria che si interpongono tra la sorgente di luce e le cose.
Leonardo
creò un tipo umano ideale; tale fatto si nota particolarmente nei
volti femminili, dove si rileva la particolare purezza delle linee, la
dolcezza dell'espressione, il tenue gioco di luci ed ombre che modella
le forme; a ciò si aggiunge un sorriso misterioso che schiude leggermente
le labbra.
Leonardo è stato un grande sperimentatore e la sua curiosità si è rivolta anche alle tecniche pittoriche; cercava nuovi miscugli e nuovi processi per fissare il colore su muro o su tavola. A causa di questa ricerca, danneggiò l'affresco della Battaglia di Anghiari, perchè applicò un nuovo metodo per essiccare le tinte, rivelatosi poi completamente fallimentare.
La prospettiva aerea di Leonardo
Questa teoria espone ciò che già
l'occhio vede, cioè che con la distanza non solo diminuisce la grandezza degli oggetti, ma anche l'intensità del colore,
fino a confondersi con la luminosità del fondo.
Per Leonardo il senso della profondità in un quadro non può
essere reso in maniera artificiale, mediante linee disegnate (prospettiva
centrale), ma deve essere fedele a ciò che avviene in natura.
Nelle opere di Leonardo le cose che man mano si allontanano dal nostro
occhio perdono di precisione e di nitidezza fino a sfumare all'orizzonte
per la presenza di una sempre maggiore quantità d'aria. E
poiché l'aria ha un colore azzurrino, ecco che le montagne sullo
sfondo sono avvolte da una nebbiolina azzurra.
Leonardo sostituisce così alla prospettiva geometrica, inventata
dal Brunelleschi, una prospettiva naturale chiamata "aerea"
o "atmosferica".
Con la sua pittura Leonardo fece capire che tutto è immerso in uno
spazio pieno di aria e di atmosfera, dove la luce è mutevole in
ogni ora del giorno, ammorbidì il modellato con un chiaroscuro graduato
che chiamò "sfumato".
Lo sfumato lega la forma allo spazio circostante; il tenue gioco di luci
e ombre annulla ogni angolosità, ..... gli spigoli e i contorni
secchi e marcati.