il modello umano:

Fin dall’antichità le varie culture utilizzarono dei canoni per la rappresentazione della figura umana.

antico egittol'uomo secondo le regole di Vitruvioil Doriforo di Policleto

E’ accertato, infatti, che perfino gli egizi seguirono delle regole ben determinate nell’esecuzione delle loro statue e sembra probabile inoltre che, nelle diverse epoche, essi abbiano utilizzato canoni differenti.
Secondo alcuni studiosi, sembra che essi abbiano stabilito come unità di misura (modulo), prima la lunghezza del piede, successivamente quella del dito medio.
L’intero corpo umano dalla pianta dei piedi fino alla sommità del cranio doveva misurare esattamente 19 volte la lunghezza del dito medio.

Anche i Greci utilizzarono canoni diversi; fra questi uno dei più importanti fu quello di Lipsio, tramandato da Vitruvio, che fu utilizzato anche in tutto il Medioevo.
Il modulo di questo canone è la testa contenuta esattamente otto volte nel corpo umano.

Gli artisti del Rinascimento seguirono i canoni Greci, ed in particolare diedero precedenza a quello di "Lipsio".

Leonardo Da Vinci accettò la regola del "quadrato degli antichi", secondo la quale l’uomo con le braccia aperte può essere inscritto in un quadrato; inoltre egli dimostrò che, se le braccia sono leggermente sollevate dalla posizione orizzontale e le gambe alquanto divaricate,   la figura umana può essere inscritta in un cerchio il cui centro corrisponde all’ombelico.

Leonardo seguì inoltre la regola di Lipsio secondo la quale l’altezza della testa è uguale all’ottava parte dell’altezza totale del corpo; in realtà la regola vale solo per le persone al di sopra dei 185 cm.

Le Corbusier, uno dei maestri dell'architettura moderna, ha ideato nel 1946 una scala di misure usata poi in tutte le sue opere: il Modulor. Tali misure ubbidiscono contemporaneamente alle misure del corpo umano ed a una regola matematica: il cosiddetto "rapporto aureo".

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Le misure in altezza ricavate dal Modulor sono finalizzate alla progettazione degli spazi residenziali e degli oggetti di uso comune, ad esempio: 

(Maria Dalle Pezze e Andea Fedrigo - 3A.98/99)

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