proporzioni della testa umana e studio dei cavalli

anatomia


" ..... Quelli che si innamorano della pratica senza la scienza, sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone e bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica dev'essere edificata sopra la buona teorica: e senza quella niente si fa bene, così in pittura, come in ogn'altra professione".

Il Rinascimento, migliorò le conoscenze delle fonti mediche dell'antica Grecia adottando lo studio sui cadaveri e gli artisti gareggiarono con i medici nello studio dell'anatomia.

Il Vasari, dopo aver descritto l'opera del pittore, si dilunga su quella del disegnatore di anatomia;

"..... ne fece un libro disegnato di matita rossa e tratteggiato di penna, che egli di sua mano scorticò e ritrasse con grandissima diligenza; ..... a parte i brutti caratteri scrisse lettere, che sono fatte con la mano mancina a rovescio e chi non ha pratica a leggere non l'intende perché non si leggono se non con lo specchio ....
"..... e chi legge quegli scritti pare impossibile che quel divino spirito abbia così bene ragionato dell'arte e dei muscoli e nervi e vene con tanta diligenza di ogni cosa".

Leonardo stesso dichiara di aver sezionato trenta cadaveri con l'intenzione di comporre un trattato di anatomia umana, di anatomia comparata e di fisiologia (per complessivi 120 capitoli), solo in parte realizzato.

 

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Mai soddisfatto di questi studi, li continuò a Roma fino alla più tarda età, pur ostacolato da Leone X come profanatore di salme.

Leonardo seguì i canoni dei greci, in particolare quelli di Lisippo secondo il quale l'altezza della testa è uguale all'ottava parte dell'altezza totale del corpo. Accettò la regola del "quadrati degli antichi", secondo la quale l'uomo con le braccia aperte può essere inscritto in un quadrato formato da due lati perpendicolari agli arti superiori, e da altri due lati dei quali uno passi a livello della pianta dei piedi ravvicinati, e l'altro alla sommità del capo. Egli dimostrò inoltre che, se le braccia sono un poco sollevate dalla posizione orizzontale e le gambe alquanto divaricate, può la figura umana essere inscritta in un cerchio, il cui centro viene a corrispondere all'ombelico.

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