L'Enea sperimenterà un sistema a concentrazione per produrre vapore ad alta pressione. Un tentativo simile fu fatto 20 anni fa sempre in Sicilia dall'Enel, ma senza le tecnologie odierne
L'idea è semplice e antica. Ci ha già pensato
Archimede 2000 anni fa. Oggi quella stessa idea si è trasformata in un prototipo per la
produzione di energia elettrica dal Sole. Un sistema innovativo interamente frutto della
ricerca italiana dell'Enea: è il 'solare Archimede', la terza via nel campo delle energie
rinnovabili.
Si tratta, come rileva il presidente dell'Enea, Carlo Rubbia, di una nuova tecnologia
italiana nel campo delle energie rinnovabili: una tecnologia dalle 'grandi promesse di
basso costo e di alta efficienza per la produzione di energia dal solare'. Un nuovo
sistema che, per il Premio Nobel, rappresenta una 'avventura che comincia, un nuovo metodo
di produrre energia che pensiamo essere competitivo rispetto alle energie fossili' e un
fiore all'occhiello per l'Italia, dato che è stato sviluppato negli ultimi tre anni
interamente nel nostro Paese.
Ma di cosa si tratta? L'idea di base del progetto, ha spiegato Rubbia, 'sta nel tornare
alla vecchia idea di Archimede, che dice che il Sole è una sorgente di calore ed energia
e che, se questo sole può essere concentrato da uno specchio di condizioni appropriate,
la densità di energia calorica può essere moltiplicata. Nel nostro caso - ha aggiunto -
abbiamo da 100 a 200 volte più energia calorica di quella presente in un posto soleggiato
a mezzogiorno'.
Con la nuova tecnologia, battezzata 'solare Archimede', la luce diretta del Sole viene
concentrata con un sistema di specchi e accumulata; l'energia termica così raccolta
servirà a produrre vapore ad alta pressione da impiegare appunto per la produzione di
energia elettrica. La sperimentazione sarà condotta nella centrale Enel di Priolo
Gargallo (Siracusa) e il nuovo impianto solare incrementerà la potenza della centrale di
circa 20 megaWatt.
Un sistema sostanzialmente semplice, come spiega lo stesso Rubbia: 'Il calore solare viene
accumulato in un grande recipiente. C'è quindi una separazione tra la produzione del
calore e la sua utilizzazione: quando è necessario, il calore viene estratto dal
recipiente e trasformato, ad esempio, in vapore per la produzione di energia elettrica'.
Un po', è l'esempio di Rubbia, quello che accade per uno scaldabagno: l'acqua viene
scaldata di notte, ma la doccia viene fatta di giorno. Il sistema, infatti, è sempre
funzionante, anche di notte e in assenza di Sole. Ma è la convenienza, oltre
all'ecocompatibilità, la chiave di volta del nuovo 'solare Archimede'.
'Costruire uno specchio di Archimede - ha detto il presidente Enea - è qualcosa di molto
più semplice e meno costoso che fare, ad esempio, una cellula fotovoltaica. I costi,
cioè, sono simili a quelli dei combustibili fossili, ma l'energia prodotta sarà pulita'.
Il prototipo, che si prevede operativo alla fine del 2007 ed al quale l'Enea ha lavorato
per tre anni con circa 100 ricercatori, è unico al mondo nel suo genere. E' un'idea, ha
detto Rubbia, 'di cui abbiamo la paternità ed anche i brevetti'. Sarà dunque possibile
produrre grandissime quantità di energia pulita e a basso costo.
'Abbiamo trovato una terza via nel campo delle fonti di energia rinnovabile - ha affermato
con orgoglio Rubbia - c'è il fotovoltaico, l'eolico, la biomassa e poi c'è questo nuovo
solare Archimede. Sono convinto che faremo molta strada'. Una potenzialità anche per il
Sud dell'Italia e del mondo, ha sottolineato, dove ci sono delle grandi aree che
potrebbero essere trasformate in 'campi di luce' proprio per la produzione di energia. Una
svolta, dunque: 'Ho fatto tante cose complicatissime nella mia vita, mentre oggi sto
sviluppando un enorme piacere nel fare le cose semplici. Il solare Archimede - ha detto
Rubbia - è un sistema straordinariamente semplice che fino adesso non è stato ancora
utilizzato. Sono molto ottimista. Questa - ha concluso - penso sia davvero una nuova
strada decisiva da seguire'.
Luigi Bauleo, Nicolò Bragantini, Simone
Pavan, Filippo Piaggesi, Claudio Tommasi
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