Guglielmo Marconi |
Le onde usate nelle telecomunicazioni sono onde elettromagnetiche
a cui viene associato mediante un procedimento di modulazione, un contenuto di
informazione (onde portanti).
Le onde impiegate per segnalazione, o per trasmissione di
informazioni, possono essere di varia frequenza secondo i sistemi di telecomunicazione
impiegati (via filo o cavo o via radio).
Le onde radio vengono raggruppate in bande o intervalli di frequenza in base alla
classificazione ufficiale prevista dagli accordi internazionali sulle telecomunicazioni.
Per le telecomunicazioni via filo o cavo si impiegano generalmente frequenze relativamente basse (dai 30 ai 300 KHz), corrispondenti alla banda ufficiale delle onde chilometriche.
Con la tecnica a divisione di frequenza, operando su cavo coassiale, si impiegano anche frequenze più elevate, fino a qualche decina di megaherz, corrispondenti alla banda delle onde metriche e decametriche. I nuovi sistemi di telecomunicazione basati su microonde (telecomunicazioni via satellite, telefoni cellulari, ecc.) arrivano alle decine di GHz (miliardi di cicli al secondo) e con le fibre ottiche alle centinaia e oltre.
Una tecnica applicata a un settore specifico è infine quella delle onde convogliate che impiega le onde della banda chilometrica per la sorveglianza e il telecomando delle centrali di produzione di energia elettrica; in tal caso vengono utilizzate come conduttori le linee elettriche ad alta tensione che offrono un'affidabilità superiore alle normali linee di telecomunicazione.
Luigi Bauleo, Nicolò Bragantini, Simone
Pavan, Filippo Piaggesi, Claudio Tommasi
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