(Torino 1912 - Lexington
(Massachussetts) 1991.
Luria dedicò la vita professionale allo studio dei Batteriofagi, piccoli corpi
molecolari.
Passò la giovinezza in compagnia dei più grandi nomi della scienza italiana: Fermi, Levi, Chiarugi, Fano, Rasetti, Rossi, Segré.
Nacque accademicamente come biologo
molecolare, laureandosi in medicina presso l'Università di Torino stringendo amicizia con
altri scienziati appassionandosi anche alla matematica e alla fisica superiore.
L'accostamento a queste discipline deviarono l'iniziale entusiasmo di Luria per la
medicina, aprendogli la strada della radiologia, un vero e proprio ponte tra le due sponde
scientifiche.
Terminato il servizio di leva nel 1937, all'alba degli anni più cupi dell'Italia,
completò la specializzazione radiologica presso il leggendario istituto di fisica di
Roma, diretto da Enrico Fermi e iniziò subito a coniugare la sua materia alla medicina,
occupandosi di radiobiologia.
Conobbe in questi anni Max Delbrück e le sue idee sulla natura
molecolare del gene, iniziando nel 1938 un programma di esperimenti (insieme alla
microbiologa Rita Geo) sui batteriofagi.
Le leggi razziali lo costrinsero a
concorrere per una borsa di studio presso l'Università di California a Berkeley. Non
vinse l'ambito posto, ma non restò comunque in Italia, scegliendo l'università di Parigi
per una breve permanenza nell'istituto radiologico.
Nel 1940 anche la capitale francese divenne terreno pericoloso per l'ebreo italiano, cos'
fuggì precipitosamente negli Stati Uniti.
Grazie all'amicizia con Fermi, Luria ottenne
un incarico presso la Columbia University di New York e la possibilità di continuare i
suoi studi parallelamente al collega Delbrück.
Dal 1914 Luria e Delbrück lavorarono indipendentemente e parallelamente al progetto
sperimentale presso il laboratorio di Cold Spring Harbor e poi presso la Vanderbilt
University tra il 1942 e il 1943, diventando professore di batteriologia e virologia
presso l'Università di Bloomington, nell'Indiana.
Utilizzando sempre i suoi amatissimi batteriofagi,
applicò al suo campo le enunciazioni di Darwin e scoprì il meccanismo delle mutazioni
genetiche rapide. Approntò una brillante serie di esperimenti sulla teoria della
mutazione spontanea regolata dal caso che confermò in pieno le sue teorie. Annunciate le
sue scoperte all'amico Delbrück lo convinse a elaborare l'analisi matematica adatta a
spiegare i rusultati dei suoi esperimenti.
I due elaborarono in pratica non solo una nuova teoria, ma anche una semplice tecnica per
la misura quantitativa delle mutazioni e poco dopo Luria fu in grado di dimostrare
l'esistenza di mutazioni anche tra i suoi batteriofagi.
In quegli stessi anni si aggiunse ai due amici A.D. Hershey, anche lui impegnato nella
ricerca sui batteriofagi e i tre formarono il "Phage Group", un trio destinato
ad approdare a numerosi e brillanti risultati scientifici. Le loro ricerche stabilirono
una vera e propria rivoluzione negli studi quantitativi della biologia molecolare, e
l'impegno di Luria fu premiato con la nomina, nel 1950 a professore di batteriologia
presso l'Università dell'Illinois a Champaign-Urbana.
I successi di Luria divennero costanti.
Nel 1951 egli dimostrò la nascita di cloni mutanti nei fagi e nel 1952 si addentrò nel
DNA, percorrendo la strada che portava al nucleo vivente di ogni cellula. Nonostante i
trionfi e l'adozione della cittadinanza statunitense (nel 1947), Luria entrò per la
seconda volta nella sua vita nell'orbita dei sospetti. Erano quelli gli anni del
maccartismo e la simpatia di Luria verso le idee socialiste gli procurarono più di un
problema.
Per sua fortuna, i risultati conseguiti nel campo scientifico lo preservarono da attacchi
più pesanti.
Immune alle tante polemiche, il torinese concentrò in quegli anni la propria vita
sull'insegnamento e sull'amministrazione, diventando nel 1956 direttore del dipartimento
di microbiologia del Massachussetts Institute of Technology
(MIT).
Parallelamente egli proseguì le sue ricerche focalizzadole sulle solicins,
proteine estremamente virulente , in grado uccidere i batteri interferendo sulle normali
funzioni cellulari.
Nei dieci anni dedicati a questo studio, Luria portò a livelli eccezionali la conoscenza
sulle membrane batteriche, ottenendo nel 1964 la nomina a professore di biologia presso il
MIT e nel 1969 la massima onoreficenza mondiale: il premio Nobel per la medicina.
Premiato con Delbrück ed Harshey per il lavoro sui batteriofagi, Luria devolse la gran
parte della considerevole cifra ai gruppi pacifisti, ricordando al mondo il dramma degli
ebrei e delle innumerevoli vittime del genocidio.
Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, insieme ai suoi
collaboratori concentrò i suoi studi sui meccanismi cancerogeni.
Nominato direttore del centro ricerche sul cancro del MIT, divenne un grande pigmalione di
futuri geni della scienza e si dedicò con successo anche alla divulgazione.