STILLA

storia fantastica sul ciclo dell’acqua

autori: - Stefania Carteri - Elisa Faettini - Alessandra Modena - Camilla Ziliani - [classe 1A.95/96]
insegnante: Franco Erbesato


L’acqua è una sostanza vitale per il nostro pianeta. Il suo nome scientifico è H20. - É formata da tre atomi: due di idrogeno e uno di ossigeno. - Pensate: tutti noi siamo formati e facciamo uso di acqua.
Ci sono vari tipi di acqua: potabile, non potabile, salata, dolce, minerale, distillata, naturale, etc..
Con le esigenze dell’industria e dell’agricoltura, con il mutare di bisogni delle abitudini di coloro che vivono nei paesi maggiormente progrediti, è notevolmente aumentata, in quest’ultimo secolo, la richiesta e il consumo dell'acqua.


C’era una volta una gocciolina di nome STILLA .....
Stilla era nel mare quando, riscaldata dal sole, si trasformò in vapore acqueo che, man mano che saliva , si raffreddava e si condensava in gruppi di piccolissime gocce: le nubi.
In queste ultime Stilla diventò sempre più grande fino a cadere sulla terra sotto forma di pioggia.
Penetrò nella terra e si spaventò perché là sotto era tutto buio.
Molti giorni dopo, uscì dalla terra: era diventata la goccia di una sorgente; pensò di incontrare un ruscello, poi il fiume ed infine il mare, ma il sole la catturò un’altra volta e la fece salire su una nuvola che il vento spingeva verso le alte montagne, dove un vento cominciò a soffiare.
Stilla si sentì strana assieme alle sue amiche gocce si trasformò in un leggero fiocco di neve; si posò sulla montagna e assieme a miliardi di fiocchi che premevano uno sull’altro si trasformò in ghiaccio.
Questo ammasso di ghiaccio diventò così grande da chiamarsi ghiacciaio.
Il ghiacciaio sciogliendosi diede origine a un torrente, il quale arrivato alla pianura penetrò nella terra.
Lì incontrò una anziana goccia, la quale le spiegò che per lungo tempo dovranno rimanere lì per la propria depurazione.

Ogni giorno che passava Stilla si annoiava sempre di più e volle fare delle amicizie e incontrò: Acquerugiola, Acquazzone, Acquamarina.
Assieme a questi nuovi amici il tempo lo trascorreva con più allegria..
Stilla Acquamarina e Acquerugiola andavano molto d’accordo; mentre Acquazzone si rivelava più scontroso e pasticcione. Per esempio, un giorno stavano passeggiando, quando Acquazzone inciampando in un sasso cadde addosso a Miss Rugiada, la quale gli diede un’ombrellata in testa.
Continuando il suo percorso sotterraneo, un giorno STILLA assieme ai suoi amici si trovò in un profondo pozzo. Poco dopo arrivò un geologo, si sedette sul muretto del pozzo e lentamente, fece calare il secchio e nel riprenderlo si accorse che l’acqua era abbastanza limpida. Volle però constatare a quale livello di purezza era o quali impurità ancora conteneva. Arrivati in laboratorio l’acqua venne filtrata in macchinari (depuratori) poi passata in una vasca di sedimentazione ed infine in un filtro di percolazione. Successivamente venne convogliata verso le vasche di decantazione e in quelle di aerazione.

Stilla e le sue amiche, che compongono l’acqua, vennero imbottigliate e poi portate in un luogo dove vi sono molte altre bottiglie, cibi....... : il famoso supermarket.
Qui un signore comprò una bottiglia in cui Stilla e le sue amiche, erano contenute. Dopo di chè l’uomo le portò in un’abitazione posandole in un frigorifero.
Alla sera quando l’uomo chiuse la porta e spense la luce, Stilla si trovò assieme alle sue amiche gocce, in compagnia ad altri cibi e bevande.

Se ne stava tranquilla e manteneva la sua superficie libera sempre piana ed orizzontale. Ma nel cuore della notte quando regna ovunque il silenzio, apparve un folletto assetato. Aprì il frigorifero e prese la bottiglia di acqua e ne bevve un po’, ma non contento aggiunse dello zucchero, mescolando si accorse che lo zucchero era sparito, questo perchè le molecole dell’acqua in maggior quantità avevano annullato la forza di coesione presente nelle molecole dello zucchero in minor quantità. Poi l’assaggiò ma non ancora contento aggiunse altro zucchero che, unito a quello di prima, si presentava in maggior quantità. Lo rimescolò ma si accorse che stavolta lo zuccchero si depositava sul fondo del bicchiere.
Il folletto, non sodisfatto, decise di mettere la soluzione in un pentolino e poi scaldarla su un fornello per vedere se accadeva qualche magia.
Mentre l’acqua si scaldava, mescolava in continuazione ma poi stanco si fermò e si accorse che come incantesimo lo zucchero era sparito. Questo accadde perchè la temperatura era aumentata e quindi ricominciò di nuovo il processo precedente.

A questo punto il folletto estrasse dal freezer dei cubetti di ghiaccio posandoli in un recipiente pieno d’acqua; notando che il ghiaccio galleggiava sull’acqua.
Questo accadde perchè un centimetro cubo di ghiaccio pesa un po’ di meno di un centimetro cubo di acqua allo stato liquido.

Fatto questo, il folletto se ne andò.

Il mattino dopo il signore prese la bottiglia dal frigo e ne versò un po’ nel bicchiere in cui c’era anche Stilla. l’uomo deglutì l’acqua.
Stilla era molto spaventata perchè non sapeva che cosa le stava succedendo.
Arrivata nello stomaco cominciò il suo processo digestivo.
Dopo molti giorni che era in quel luogo sconosciuto, mentre stava ridacchiando con i globuli rossi e gli anticorpi, vide un AGO che penetrava nella vena. A questo punto sentì una forza che l’attraeva e venne risucchiata dalla siringa. Arrivata all’interno di essa, notò delle persone che la portarono in laboratorio.
Arrivata qua, Stilla cadde nel lavandino e finì nelle fognature.
... Alla fine, grazie ad un canale, dopo un lungo viaggio ritornò nel mare.


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