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10° RADUNO NAZIONALE dei CARABINIERI.

L'ARMA bandisce una serie di concorsi rivolti agli studenti delle scuole medie per avvicinare il mondo giovanile a quello dei CARABINIERI.


Il Concorso è stato proposto anche alla scuola media di Negrar e questo è l'elaborato che ha meritato il primo premio.

(a.s. 1998/99)
ELENA QUINTARELLI ...... classe 3A

TEMA:
L’Arma dei Carabinieri vive da più di 180 anni tra la gente, a protezione della gente.
Descrivi la figura del Carabiniere: racconta se e come lo hai conosciuto e come immagini si debba svolgere la sua giornata lavorativa.

Erano a malapena le cinque, ed io, ventitreenne appena sposata, avendo già preparato la cena per me e il mio delizioso marito, mi ritrovai con le mani in mano, ovvero senza fare niente di niente.
Mi sedetti sul divano ed accesi la TV: "beccai" giusto il TG. Notizia del giorno: "Oggi l’Arma dei Carabinieri compie 180 anni; grandi festeggiamenti in tutta la penisola italiana".

Ascoltai le prime notizie sino a che, stanca del TG, decisi di uscire per fare una passeggiata.
Mi imbattei in una parata di Carabinieri.
Che imponenza! Dovevo ammettere che la parata mi aveva rovinato la passeggiata, ma si era rivelata uno spettacolo stupendo. Sarà perché gli uomini in divisa mi hanno sempre attratto, sarà perché c’erano dei veri e propri "fusti", sarà quel che sarà, ma stetti più di 30 minuti a guardare quei Carabinieri-soldato che marciavano tutti assieme come formiche in fila.

Guardando quello spettacolo non mi accorsi che si era fatto tardi e che era ora di tornare a casa.
Presi una scatola di biscotti e mi misi a gironzolare per le stanze in cerca di un passatempo che mi aiutasse a vincere la noia.
Notai un bel libro sul comodino, appena lucidato, di mio marito. Aveva una custodia nuova e dorata, priva di titolo.
Senza pensarci lo presi, lo estrassi dalla custodia, e lessi il titolo: "I Carabinieri: 180 anni di servizi".
Sebbene conoscessi già il contenuto del libro, lo aprii.

"L’Arma dei Carabinieri nacque circa 180 anni fa, per volere del re Vittorio Emanuele I°. E’ da sempre al servizio della gente per la sicurezza della gente. E’ grazie all’Arma dei Carabinieri che i cittadini possono dormire sonni veramente tranquilli…"

Fu lì che mi addormentai… e cominciai a sognare di essere una "Carabiniera", sebbene sapessi che le donne non possono entrare a far parte dell’Arma.

Ormai ero una di loro, punto e basta!

Erano le cinque della mattina quando la sveglia suonò.
Che sonno! Maledetta sveglia!
Dovevo alzarmi, per andare a lavorare: oggi turno dalle sei a mezzogiorno.
Mangiucchiai la mia mini colazione, composta da un po’ di latte e da tre biscotti giusti, né di più, né di meno.
Dopo essermi preparata presi la macchina ed andai al lavoro.
Oh, no! Era Sabato, e dovevo passare da Eleonora a prenderla: insieme avremmo dovuto "ritirare" un malvivente e portarlo poi in questura.
Presi la pistola dal portaoggetti e me la misi nella mia fondina semi-usata.
Passai da Eleonora e prelevammo il malvivente, lo portammo in questura e me ne tornai in caserma con la mia collega.

Erano già le nove.

In caserma, oltre a noi, c’erano Gigi e Manuel, due ragazzi da poco entrati nell’Arma, molto simpatici e abbastanza carini.
Erano gemelli ed infatti erano come due gocce d’acqua: uguali.
Alti, snelli, muscolosi ed intelligenti, oltre ad essere i Carabinieri tipo erano anche i più ammirati dalle ragazze ed avevano riscosso molto successo persino come ballerini provetti, quando, a San Silvestro, avevano tentato di organizzare uno spettacolo per raccogliere fondi per i malati di AIDS.

La mia compagna se ne andò a fare un giro di ispezione ed io me ne stavo tranquillamente in caserma: mi stavo addormentando quando la mia compagna tornò con un ragazzino che avrà avuto 12 anni.
"Che cosa ha fatto?" chiesi io.
"Infilava petardi nella cassetta della posta, facendoli scoppiare e rovinando così tutta le lettere." Rispose lei .
"Ok: solita procedura. Nome, cognome, età… reato commesso!?!
Vandalismo, come al solito."
In questo paese non c’è altra trasgressione che il vandalismo.
Mai un bel caso di droga o un bell’omicidio, solo e sempre vandalismo.
L’unico compito da svolgere era ispezionare gli isolati lì attorno o starsene in caserma. Per quel poco lavoro ci ricompensavano con circa £ 2.000.000.

Non dappertutto era così: alcuni miei amici mi avevano detto che in alcune parti della penisola lavoravano come cani.

Era già mezzogiorno, l’ora di tornare alla mia stupenda dimora, situata a circa 300 m dalla caserma, che raggiungevo a piedi o in bicicletta. A meno che non vi fosse brutto tempo o che facesse troppo freddo.
Me ne andai a casa, preparai il pranzo e mangiai.
Lessi la posta: "Corso per addestramento GIS".
Ok, volevano che diventassi un paracadutista?
MAI!

Altra lettera: "Cercasi addestratrice di cani dell’arma".
Ecco, questo mi interessava; ero stata per ben tre anni addestratrice di cani e un paio in più non mi avrebbe fatto male.

Mi presentai all’esame per essere ammessa: ero la seconda a dover sostenere l’orale.
Quello prima di me uscendo mi disse: "Stai attenta alla domanda sulla cultura generale, ti fregano su quella. Comunque, se ti chiedono qual è l’oggetto che ha i lacci, tu rispondi che è una scarpa."
Entrai e dopo tutte quelle domande che mi fecero mi chiesero, a proposito di cultura generale, cosa fosse quella cosa sferica che serve per giocare.
Chiesi: "Ha le stringhe?" "No " mi risposero.
"Mocassino" dissi io.
Loro si misero a ridere come matti.

Dopo tre settimane arrivò il responso:
"Alla prova d’esame, tenutasi il giorno 15 aprile alle ore 14:00, la sig.ra Kate ha risposto con precisione alle domande specifiche riguardanti l’addestramento cinofilo, ma non è riuscita a superare la prova riguardante la cultura generale. La giuria ha pertanto deciso il responso: RESPINTA!!!

Provai allora ad entrare nei GIS.
Per superare l’esame dovevo riuscire a buttarmi da un aereo con il paracadute: altezza 300 m.
Chiusi gli occhi e mi buttai. Mi sentii cadere…

"Kate, sei in casa?"

Ah, era mio marito.

"Ero qua seduta a leggere questo libro…molto interessante…quando mi sono addormentata… era un sogno stupendo… ero una Carabiniera…dove te l’hanno dato il libro?"

"Lo davano come saggio omaggio stamani in piazza, sai per i 180 anni dell’Arma…"

"Ok, ho capito. Cosa mi volevi dire?"

"Ho trovato un lavoro per te, un lavoro stupendo: che ne diresti di entrare a far parte dei Carabinieri?"

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