Erano a malapena le
cinque, ed io, ventitreenne appena sposata, avendo già preparato la cena per me e il mio
delizioso marito, mi ritrovai con le mani in mano, ovvero senza fare niente di niente.
Mi sedetti sul divano ed accesi la TV: "beccai" giusto il TG. Notizia del
giorno: "Oggi lArma dei Carabinieri compie 180 anni; grandi festeggiamenti in
tutta la penisola italiana".
Ascoltai le prime
notizie sino a che, stanca del TG, decisi di uscire per fare una passeggiata.
Mi imbattei in una parata di Carabinieri.
Che imponenza! Dovevo ammettere che la parata mi aveva rovinato la passeggiata, ma si era
rivelata uno spettacolo stupendo. Sarà perché gli uomini in divisa mi hanno sempre
attratto, sarà perché cerano dei veri e propri "fusti", sarà quel che
sarà, ma stetti più di 30 minuti a guardare quei Carabinieri-soldato che marciavano
tutti assieme come formiche in fila.
Guardando quello
spettacolo non mi accorsi che si era fatto tardi e che era ora di tornare a casa.
Presi una scatola di biscotti e mi misi a gironzolare per le stanze in cerca di un
passatempo che mi aiutasse a vincere la noia.
Notai un bel libro sul comodino, appena lucidato, di mio marito. Aveva una custodia nuova
e dorata, priva di titolo.
Senza pensarci lo presi, lo estrassi dalla custodia, e lessi il titolo: "I
Carabinieri: 180 anni di servizi".
Sebbene conoscessi già il contenuto del libro, lo aprii.
"LArma
dei Carabinieri nacque circa 180 anni fa, per volere del re Vittorio Emanuele I°. E
da sempre al servizio della gente per la sicurezza della gente. E grazie
allArma dei Carabinieri che i cittadini possono dormire sonni veramente
tranquilli
"
Fu lì che mi
addormentai
e cominciai a sognare di essere una "Carabiniera", sebbene
sapessi che le donne non possono entrare a far parte dellArma.
Ormai ero una di
loro, punto e basta!
Erano le cinque
della mattina quando la sveglia suonò.
Che sonno! Maledetta sveglia!
Dovevo alzarmi, per andare a lavorare: oggi turno dalle sei a mezzogiorno.
Mangiucchiai la mia mini colazione, composta da un po di latte e da tre biscotti
giusti, né di più, né di meno.
Dopo essermi preparata presi la macchina ed andai al lavoro.
Oh, no! Era Sabato, e dovevo passare da Eleonora a prenderla: insieme avremmo dovuto
"ritirare" un malvivente e portarlo poi in questura.
Presi la pistola dal portaoggetti e me la misi nella mia fondina semi-usata.
Passai da Eleonora e prelevammo il malvivente, lo portammo in questura e me ne tornai in
caserma con la mia collega.
Erano già le
nove.
In caserma, oltre
a noi, cerano Gigi e Manuel, due ragazzi da poco entrati nellArma, molto
simpatici e abbastanza carini.
Erano gemelli ed infatti erano come due gocce dacqua: uguali.
Alti, snelli, muscolosi ed intelligenti, oltre ad essere i Carabinieri tipo erano anche i
più ammirati dalle ragazze ed avevano riscosso molto successo persino come ballerini
provetti, quando, a San Silvestro, avevano tentato di organizzare uno spettacolo per
raccogliere fondi per i malati di AIDS.
La mia compagna
se ne andò a fare un giro di ispezione ed io me ne stavo tranquillamente in caserma: mi
stavo addormentando quando la mia compagna tornò con un ragazzino che avrà avuto 12
anni.
"Che cosa ha fatto?" chiesi io.
"Infilava petardi nella cassetta della posta, facendoli scoppiare e rovinando così
tutta le lettere." Rispose lei .
"Ok: solita procedura. Nome, cognome, età
reato commesso!?!
Vandalismo, come al solito."
In questo paese non cè altra trasgressione che il vandalismo.
Mai un bel caso di droga o un bellomicidio, solo e sempre vandalismo.
Lunico compito da svolgere era ispezionare gli isolati lì attorno o starsene in
caserma. Per quel poco lavoro ci ricompensavano con circa £ 2.000.000.
Non dappertutto
era così: alcuni miei amici mi avevano detto che in alcune parti della penisola
lavoravano come cani.
Era già
mezzogiorno, lora di tornare alla mia stupenda dimora, situata a circa 300 m dalla
caserma, che raggiungevo a piedi o in bicicletta. A meno che non vi fosse brutto tempo o
che facesse troppo freddo.
Me ne andai a casa, preparai il pranzo e mangiai.
Lessi la posta: "Corso per addestramento GIS".
Ok, volevano che diventassi un paracadutista?
MAI!
Altra lettera:
"Cercasi addestratrice di cani dellarma".
Ecco, questo mi interessava; ero stata per ben tre anni addestratrice di cani e un paio in
più non mi avrebbe fatto male.
Mi presentai
allesame per essere ammessa: ero la seconda a dover sostenere lorale.
Quello prima di me uscendo mi disse: "Stai attenta alla domanda sulla cultura
generale, ti fregano su quella. Comunque, se ti chiedono qual è loggetto che ha i
lacci, tu rispondi che è una scarpa."
Entrai e dopo tutte quelle domande che mi fecero mi chiesero, a proposito di cultura
generale, cosa fosse quella cosa sferica che serve per giocare.
Chiesi: "Ha le stringhe?" "No " mi risposero.
"Mocassino" dissi io.
Loro si misero a ridere come matti.
Dopo tre
settimane arrivò il responso:
"Alla prova desame, tenutasi
il giorno 15 aprile alle ore 14:00, la sig.ra Kate ha risposto con precisione alle domande
specifiche riguardanti laddestramento cinofilo, ma non è riuscita a superare la
prova riguardante la cultura generale. La giuria ha pertanto deciso il responso:
RESPINTA!!!
Provai allora ad
entrare nei GIS.
Per superare lesame dovevo riuscire a buttarmi da un aereo con il paracadute:
altezza 300 m.
Chiusi gli occhi e
mi buttai. Mi sentii cadere
"Kate,
sei in casa?"
Ah, era
mio marito.
"Ero
qua seduta a leggere questo libro
molto interessante
quando mi sono
addormentata
era un sogno stupendo
ero una Carabiniera
dove te
lhanno dato il libro?"
"Lo
davano come saggio omaggio stamani in piazza, sai per i 180 anni
dellArma
"
"Ok,
ho capito. Cosa mi volevi dire?"
"Ho
trovato un lavoro per te, un lavoro stupendo: che ne diresti di entrare a far parte dei
Carabinieri?"
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