Riassunto

Scivola inesorabilmente verso la catastrofe ecologica la guerra dei missili in Jugoslavia: nubi tossiche, versamenti di veleni e di idrocarburi in acque superficiali e sotterranee, inquinamento d'acque potabili, contaminazioni radioattive. L'Italia è in prima linea anche sul fronte delle conseguenze ambientali dirette. Il ministro dell'ambiente Ronchi ha già dato incarico all'Ampa di effettuare valutazioni e monitoraggi, sottolineando il mancato rispetto dei protocolli di Berna del 1977, oltre alla convenzione di Ginevra del 1949, che vietano le azioni militari contro impianti industriali potenzialmente pericolosi per l'ambiente. Le conseguenze ambientali più gravi potrebbero essere i bombardamenti di impianti petrolchimici sulle rive del Danubio. Non bisogna dimenticare la distruzione di contenitori di fluoro e cloro che potrebbe dare origine a composti altamente tossici e cancerogeni. Inoltre un prolungato black-out ai refrigeratori contenenti ammoniaca liquida, provocherebbe la formazione di nubi ustionanti ed irritanti per pelle ed occhi. Il pericolo più diretto per l'Italia potrebbe essere il riversamento delle centomila tonnellate di petrolio stoccate nel porto di Bar nel Montenegro, che provocherebbe una marea nera difficilmente arginabile perché troppo estesa. Vi è anche un piccolo reattore atomico di ricerca di appena 6,5 megawatt, nell'università di Belgrado, che se fosse coinvolto in un incendio provocherebbe la formazione di una nube radiotossica vagante nei cieli dell'Europa.

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