SINTESI
Sabato 24 Aprile tutta la diocesi di Verona si riunirà in Duomo al fine di pregare per la pace nei vicini Balcani.
E' stata un'occasione per conoscere l'opinione dei fedeli Veronesi per bocca del Vescovo, Flavio Roberto Carraro.
Monsignor Carraro ha espresso il suo appoggio alle idee del Santo Padre, affermando che l'unica soluzione alle guerre è la diplomazia condotta tra le parti in causa, anzichè l' uso delle armi: le guerre finiscono infatti con l'annientamento di una delle due parti, anche i vincitori non ne traggono vantaggi!
La soluzione pacifica è appoggiata anche dai Veronesi, sempre più disposti ad inviare aiuti ed accogliere gli sfollati.
Il Vescovo ha sottolineato la necessità che tutta l'attenzione pubblica non sia monopolizzata dalle vicende Jugoslave, ma sia indirizzata anche verso le questioni internazionali, specialmente quelle africane.
Ma perché la guerra nel Kosovo? Perché dopo quasi otto anni di pressoché pacifica convivenza i guerriglieri Kosovari hanno imbracciato le armi? Lo hanno fatto perché si sono visti negare quello che ritenevano un loro diritto (l'indipendenza). Qualcuno avrà pur dovuto vendere loro i mezzi per offendere!
Veniamo ora ai vari motivi della campagna militare a favore del Kosovo, a partire da una sorta di dimostrazione di forza dei belligeranti, ai numerosi interessi economici in gioco (vedi fabbricanti di armi); tutto questo può far dimenticare la tragica situazione degli sfollati.
Sua Eccellenza il Vescovo afferma dunque l'importanza della preghiera per tutte le popolazioni che soffrono, non solo da parte dei fedeli cattolici, ma anche da quelli di altre religioni: in risposta alcuni musulmani hanno fatto sapere che contribuiranno a modo loro (probabilmente riuniti nella moschea di Verona).
L'impegno comune sarà quello di aiutare il maggior numero possibile di persone e intensificare i rapporti di comunicazione tra le parti in lotta: anche i soldati di alcune caserme (non bisogna dimenticare che molti militari Italiani sono impegnati soprattutto in Macedonia per l'accoglienza dei profughi) hanno chiesto e ottenuto di partecipare alla celebrazione.
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