Da L'Arena del 13 agosto 1999

Il sito pubblico si basa sul volontariato
<<A verona si discute poco>>
Rete Civica senza soldi e l'informazione
langue
Nella notizia Il Comune: dateci tempo di rendere
accurate le nostre pagine Web. Ma siamo già avanti
di Ferruccio Pinotti
L'informazione in rete fa discutere. Dopo il
servizio dedicato 1'altro ieri da L Arena al sito Internet del Comune e a
quello della Rete Civica Veronese («Comune, la rete «buca» le notizie») vi
sono state numerose reazioni. Alcune di difesa, altre di consenso e
approfondimento. Esse mettono comunque in evidenza un fenomeno: il tema
dell'accesso da parte del cittadino a determinate informazioni (delibere
comunali, normativa assistenziale, edilizia, ambientale) e servizi (ricerca e
offerta di lavoro, assistenza ai disabili, sport) è un nodo «sensibile» che
interessa a molti. É che meriterebbe un dibattito pubblico e 1'adozione di
politiche specifiche.
Andrea Benoni, presidente della Rete Civica Veronese ed esperto di informatica
per una società del settore, tiene innanzitutto a fissare alcuni punti fermi:
«La Rete Civica è un'associazione democratica e a erta. Non è finanziata dal
Comune, come avviene in altre realtà d'Italia. Tuttavia, la Rete Civica fruisce
dell'ospitalità del Comune, che ha messo a disposizione un ufficio ed un
computer nei sotterranei di palazzo Barbieri. Nel nostro sito ospitiamo
gratuitamente 40 associazioni, che autogestiscono il proprio spazio».
Come vengono scelte? Alcune reti civiche sono state accusate di essere di destra
o di sinistra...
«E' successo anche a noi. Ci hanno collocato dappertutto. Noi cerchiamo di
ospitare tutti. Va detto che i partiti di destra sono più attivi. Nel nostro
sito e forte la presenza cattolica», prosegue Benoni.
Ma come mai la Rete civica Veronese ha dei link con siti che, oltre al
folklore, si concedono a qualche volgarità? «Quello dei link
è un bel problema. In alcune nazioni i link sono stati incriminati.
E a Roma la Rete Civica è stata chiusa nello spazio di un giorno perché
conteneva dei link a sette sataniche. Noi cerchiamo di esercitare un
controllo tematico, approfondendo le aree di pubblico interesse tramite
volontari che si occupano di problemi specifici. due persone per lo sport; tre
per la scuola, una per il teatro...»
Ma com'è la partecipazione del veronesi? «A Verona non si vuole parlare di
politica. Ci sono aree di discussione che restano deserte. In generale c'è una
certa chiusura al dibattito. E non si fa educazione all'utilizzo delle risorse
tecnologiche per la comunicazione. E' un fattore negativo per il futuro di
Verona. La nostra città non farà mai progressi nel terziario avanzato, se non
investe in questo settore. Prendiamo il caso delle aziende informatiche, che
sorgono qui e poi vengono acquisite dalle multinazionali. Se non si realizza il
Parco Scientifico e Tecnologico sarà sempre peggio».
Ma il Comune cosa fa? «Siamo grati dell'ospitalità che ci dà. Ma sarebbe
positivo che finanziasse certe iniziative legate alla Rete Civica. Potrebbe
anche creare sistemi monitorati di accesso a Internet nelle biblioteche e nelle
scuole. La Rete Civica, basandosi solo sul volontariato, fa fatica a
finanziarsi. Servirebbero 200-300 milioni per dare al cittadino un servizio
veramente efficiente. Finora ci si basa sulla buona volontà dei singoli»,
commenta Benoni.
Quanto al Comune, in merito alle carenze informative del suo sito Internet, il
dirigente del servizio di segreteria del Consiglio comunale, Giuseppe Baratta,
commenta: «Il Comune ha scelto di iniziare da subito ad immettere notizie,
anche se incomplete, piuttosto che attendere di avere tutto pronto prima di
aprire il sito. Diamo il tempo a chi organizza queste pagine di completare ed
arricchire il lavoro che ha iniziato a decollare da poco tempo e che, come tutte
le cose nuove, è soggetto ad un periodo di rodaggio».
«Forse Bologna e Brescia sanno fare di meglio, anche perché lo fanno da più
tempo di noi e con maggiori investimenti», prosegue Baratta. «Non è detto
però che Verona non riesca ad essere alla loro altezza».
Il dirigente cita un «fiore all'occhiello» del sito comunale: la possibilità
di accedere on-line al catalogo unico delle biblioteche e dei musei
veronesi. E' in effetti un ottimo esempio di come si possa porsi al servizio del
città e sfruttando i progressi
della tecnologia. La biblioteca in rete è ottima. Sarebbe bello però se, oltre
a vedere se in Circoscrizione c'è Il nome della Rosa, il cittadino
trovasse in Rete anche 1'ultima variante al Piano Regolatore.