Da L'Arena del 09 Giugno 1997 (articolo
di e.g)
Nessun progetto, fondi
bloccati
Le associazioni non presentano
iniziative e la regione non eroga una lira
In cassa ci sono 28 milioniper i prossimi due anni. <<Ma ce
la faremo>>
L'intoppo burocratico non ferma però l'attività: durante
l'assemblea si è deciso di istituire dei gruppi di lavoro.
I sodalizi sbarcano su Internet attraverso la rete Civica
Saranno soprattutto il cuore e le spalle robuste dei volontari
a gestire, nella prima fase operativa, il Centro di servizio per
il volontariato della Provincia ospitato provvisoriamente a
PaÌazzo Bottagisio, in via Leoni 10 in attesa della sede definitiva
che e prevista al piano terra di Palazzo Miniscalchi, in via Garibaldi.
I Centri di servizio, regolati dalla legge 266 del 1991 sul
volontariato, hanno lo scopo di sostenere e qualaficare l'attività
di volontariato, offrendo servizi alle organizzazioni iscritte al
registro regionale.
La legge 266 prevede che nelle Regioni sia costituito un unico
fondo regionale per il volontariato da erogare in base ai
progetti messi a punto dalle associazioni anche con 1'apporto dei
Centri di servizio che in Veneto sono sette, uno per
Provincia. Quello di Verona naviga ancora in acque incerte,
nonostante sia comunque partito; i fondi sono bloccati; non
dispone di risorse sufficienti per avviare una prima gestione
ordinaria, con 1'eventuale assunzione di personale: ha 28 milioni
per i prossimi due anni e attende ancora 250 milioni che il
Comitato di gestione regionale ha messo a disposizione per Verona
per gli anni '92,'93,'94.
Tutto bloccato, quindi, anche se l'attività del Centro di Verona
è decollata, grazie, come detto, al lavoro dei volontari delle
associazioni e all'apporto di personale messo a disposizione,
sempre per il primo periodo, dall'assessorato provinciale ai
Servizi sociali.
Ed è proprio ai volontari che nell'assemblea delle associazioni
(40 quelle resenti) iscritte al registro regionale, è stato
rivolto dal presidente del Consylio direttivo del Centro di
servizio, Flavio Filini, dal vicepresidente, Giampaolo Corso e
dall'assessore provinciale ai Servizi sociali, Sergio Ruzzenente,
un invito a cogliere le opportunità che il Centro offre alle
associazioni, anche se queste dovranno giocare un ruolo
propositivo. Durante 1'assemblea sono stati nominati alcuni
esperti da inserire nei gruppi di lavoro per ciascuno dei quattro
settori di competenza del Centro: soccorso e protezione civile,
tutela ambientale e dei beni culturali, socio - sanitario e
valorizzazione dell'assistenza alla persona.
Sempre nel corso dell assemblea è stata presentata alle
associazioni la «Rete Civica Veronese un servizio telematico
sulla rete di Internet, gestito fra l'altro da un associazione di
volontari e che gia mette in contatto in rete Enti, associazioni
che operano nel territorio veronese. La Rete Civica potrebbe diventare
proprio uno strumento privilegiato (e soprattutto gratuito) di
collegamento fra il Centro e le associazion: è già operativo, peraltro,
un servizio di posta elettronica servizi.volontariato@rcvr.org
Un appuntamento importante nell'ambito dei servizi sociali, ha
spiegato l'assessore Ruzzenente, sarà il semmario di studio sui
«Piani di zona» dell'Ulss, rivolto ad ammmistratori pubblici
locali ai dirigenti e ai funzionari degli Enti di indirizzo, ai
rappresentanti delle forze sociali e a quelli del volontariato e
della cooperazione sociale.
I piani di zona ridisegnano le aree di intervento sociale in
sinergia fra Enti ed associazioni. La prima giornata di studio è
martedì 10 giugno, al centro monsignor Carraro, rivolta a tutti
i destinatari. Ci saranno poi tre appuntamenti a gruppi per i
soggetti operanti nell'ambito territoriale delle Ulss 20, 21 e 22.
Infine, il 26 giugno sempre al Carraro, la giornata conclusiva
rivolta nuovamente a tutti.