LE CANZONI di Massimo Bubola
Rimini
(testo e musica di M. Bubola e F. De Andrè)
Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale
Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini d'estate.
Lei dice bruciato in piazza
dalla Santa Inquisizione
forse perduto a Cuba
nella rivoluzione
o nel porto di New York
nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto
ma nessuno le crede.
E Colombo la chiama
dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi
gli rimbocca le lenzuola
«Per un triste re cattolico - le dice -
ho inventato un regno
e lui lo ha macellato
su di una croce di legno.
E due errori ho commesso
due errori di saggezza
abortire l'America
e poi guardarla con dolcezza
ma voi che siete uomini
sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse
a chi non le mantiene»
Ora Teresa è all'Harry' s Bar
guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri
penso sia normale
porta una lametta al collo
è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco
ma sembra non inganni.
«E un errore ho commesso dice
un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino
e poi guardarlo con dolcezza
ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere».
Volta la carta
(testo e musica di M. Bubola e F. De Andrè)
C'è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano
il villano che zappa la terra
volta la carta viene la guerra
per la guerra non c'è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati
Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu
carabiniere l'ha innamorata volta la carta e lui non c'è più,
carabiniere l'ha innamorata volta la carta e lui non c'è più.
C'è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d'uccello
tira sassate non ha dolori
volta la carta c'è il fante di cuori.
Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo ti sveglia
Angiolina alle sei di mattina s'intreccia i capelli con foglie d'ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alla vita,
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alla vita.
Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele
mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c'è un pilota biondo
pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta
Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira veloce
che parla d'amore
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira che gira
che parla d'amore
Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto,
paga il riscatto con le borse degli occhi
piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia i giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria,
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.
Coda di lupo
(testo e musica di M. Bubola e F. De Andrè)
Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto correvo dietro ai cani
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
sulla corrente di cavalli e di buoi
sui fatti miei sui fatti tuoi
e al dio degli inglesi non credere mai
E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in «Coda di lupo»
cambiai il mio pony con un cavallo muto
e al loro dio perdente non credere mai
E fu nella notte della lunga stella con la coda
che trovammo mio nonno crocefisso sulla chiesa
crocefisso con forchette che si usano a cena
era sporco e pulito di sangue e di crema
e al loro dio goloso non credere mai.
E forse avevo 18 anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai
e al dio della Scala non credere mai
Poi tornammo in Brianza per l'apertura della caccia al bisonte
ci fecero l'esame dell'alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
«Per la caccia al bisonte disse il numero è chiuso»
e a un dio a lieto fine non credere mai.
Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Home
capelli corti generale ci parlò all'università
dei fratelli tute blu che seppellirono le asce
ma non fumammo con lui non era venuto in pace
e a un dio fatti il culo non credere mai.
E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a mano
che mi hanno scolpito in lacrime sull'arco di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria
e a un dio senza fiato non credere mai.
Andrea
(testo e musica di M. Bubola e F. De Andrè)
Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea aveva un amore riccioli neri
Andrea aveva un dolore riccioli neri.
C'era scritto sul foglio ch'era morto sulla bandiera
c'era scritto e la firma era d'oro era firma di re
ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia
ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Occhi di bosco contadino del regno profilo francese
occhi di bosco soldato del regno profilo francese
e Andrea ha perso l'amore la perla più rara
e Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.
Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava riccioli neri nel cerchio del pozzo
il secchio gli disse «Signore il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte e del Pianto»
lui disse «Mi basta mi basta che sia più profondo di me»
lui disse «Mi basta mi basta che sia più profondo di me».
Avventura a Durango
(di B. Dylan-J. Levy, tradotta e adattata da M. Bubola e F. De André)
Peperoncini rossi nel sole cocente
polvere sul viso e sul cappello
io e Maddalena all'occidente
abbiamo aperto i nostri occhi oltre il cancello
ho dato la chitarra al figlio del fornaio
per una pizza ed un fucile
la ricomprerò lungo il sentiero
e suonerò per Maddalena all'imbrunire.
Non chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango.
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango.
Dopo i templi aztechi e le rovine le prime stelle sul Rio Grande
di notte sogno il campanile e il collo di Ramon pieno di sangue.
Sono stato proprio io all'osteria
a premere le dita sul grilletto
vieni, mia Maddalena voliamo via
il cane abbaia e quel ch'è fatto è fatto.
Non chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango.
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango.
Alla corrida con tequila ghiacciata
vedremo il toreador toccare il cielo
all'ombra della tribuna antica
dove Villa applaudiva il rodeo.
Il frate pregherà per il perdono
ci accoglierà nella missione
avrò stivali nuovi un orecchino d'oro
e sotto il velo tu farai la comunione.
La strada è lunga ma ne vedo la fine
arriveremo per il ballo
e Dio ci apparirà sulle colline
coi suoi occhi smeraldini di ramarro.
Non chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango.
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango.
Che cos'è il colpo che ho sentito
ho nella schiena un dolore caldo
siediti qui trattieni il fiato
forse non sono stato troppo scaltro.
Svelta Maddalena prendi il mio fucile
guarda dov'è partito il lampo
miralo bene cerca di colpire
potremmo non vedere più Durango.
Non chiagne Maddalena
Dio ci guarderà
e presto arriveremo a Durango.
Strigneme Maddalena
sto deserto finirà
e tu potrai ballare o' fandango.