LE CANZONI di Massimo Bubola
Niente passa invano
(testo e musica di M. Bubola)
Ogni volta che ti ricordo mi si annebbiano gli occhi e il cuore
ogni volta che ti ripenso vedo immagini al rallentatore
tu in bicicletta con il tuo cappotto mentre ritorni da lavorare
tu in bicicletta sotto il mantello che segui il fiume per dimenticare
la distanza infinita fra i tuoi capelli e la mia mano.
... E amore niente niente, amore niente passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano.
Ogni volta che alzo gli occhi non ho il coraggio di domandare
ogni volta che provo a scriverti mi si confondono le parole
rileggo e tutto mi sembra cenere contrabbandata per poesia
sono montagne russe i nostri cuori, la tua anima e la mia
sono cessati spari e grida. Questo è il silenzio che volevamo?
... E amore niente niente, amore niente passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano.
Oggi ho ripreso quelle tue pagine, ho ripercorso tutte le stazioni
mi son seduto nelle tue stanze, mentre cambiavano le stagioni
ho aperto gli occhi e ho visto luci, macchine in fila al distributore
gente che ha freddo, gente che ha fretta di ripartire o di rincasare
in questa sera di pioggia sporca e infinita su Milano.
...ripeto niente, niente, amore niente passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano
Gaeltarra (strumentale)
(Piero Fabrizi)
Uilleann pipes: Fabio Rinaudo
Il cielo d'Irlanda
(testo e musica di M. Bubola)
Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d'lrlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu.
Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
ci ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero.
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te.
Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento ci fa brillare più del vero.
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te.
Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
ci apre e ci chiude nel tempo della musica
si apre e si chiude col ritmo della musica
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia ballando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
Cento volte
(testo e musica di M. Bubola)
Ti ha già cambiato cento volte il nome e tu lo segui
ti ha rinnegata e spergiurata e ancora tu gli credi
chi alzerà quella bandiera nera sopra il tuo cuore
chi alzerà quella bandiera lo chiamerai amore.
Ti ha crocefisso cento volte e ancora tu lo preghi
ti ha già bruciato gli occhi coi suoi occhi e ancora tu lo vedi
chi poserà quel fiore nero nero sul davanzale
chi poserà quel fiore nero lo chiamerai amore.
C'è un pozzo di desideri pieno di terra
diamanti seppelliti nella miniera
ci sono dodici rose sporche di sangue
che fanno una corona sulla tua fronte.
Ha già passato cento notti alla tua porta sotto la neve
ha già bussato cento volte e ancora non vieni ad aprire
chi canterà quella canzone nuova al tuo passare
chi canterà quella canzone, lo chiamerai amore
C'è un pozzo di desideri pieno di terra
diamanti seppelliti nella miniera
ci sono dodici rose rossoporporine
che fanno una corona, corona di spine.
Io canterò quella canzone nuova al tuo balcone
se canterò questa canzone, chiamami amore.
Dostoevskij
(testo di M. Bubola, musica di M. Bubola e P. Fabrizi)
Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava il cuore
avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna
ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la fortuna.
Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi quella noia e quella solitudine
ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo più
come la pioggia anche l'amore rinfresca una stagione ostile
come la pioggia anche l'amore è destinato poi a finire.
Le cose più importanti come sempre noi le diciamo senza voce
basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto un battito di luce
e il pianto vero non ha lacrime, né spettatori né rifugio
ci siamo persi in un bicchiere e ritrovati in un naufragio

Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava il cuore
avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna
ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna.