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LA VITA UMANA:
LA PRIMA MERAVIGLIA!


L'essere umano è il prodigio più grande dell'universo. Solo in lui si accendono misteriosamente coscienza, espressione, esperienza morale e sentimenti di amore, tutte cose che fanno di lui la parte più nobile della creazione.
Il corpo stesso dell'uomo è senz'altro degno dell'immensità del suo spirito: le cellule del nostro corpo - miliardi e miliardi di cellule - sempre al lavoro, sono mille volte più numerose delle stelle del nostro cielo; eppure questo nostro organismo così sofisticato si realizza da una scintilla microscopica, in soli nove mesi!
Nelle profondità del corpo materno l'originalità di ogni uomo prende forma e giunge a noi con una storia lunghissima dietro di sè. In proporzione e in intensità noi lavoriamo e speriamo per noi stessi più in quei nove mesi che nel resto della nostra esistenza.


Conosciamolo e ammiriamolo dunque questo tempo della nostra storia personale, con l'aiuto di queste bellissime fotografie...
E' la vita!
E' il momento magico della fecondazione. Nella cellula uovo il nucleo femminile e quello maschile si fondono. Le possibili combinazioni offerte dai miliardi di caratteri portati dai geni materni e paterni sono infinite, dando così origine a un essere originale e unico: non ne nasceranno mai altri uguali a lui; mai, neppure dagli stessi genitori.

UN ATTIMO DI VITA

Il nuovo essere umano a un attimo dalla fecondazione è piccolo come una punta di spillo, e dentro la madre ancora ignara assorbe già tutte le attenzioni: gli ormoni vengono stimolati e si moltiplicano in sovrabbondanza per proteggere la nuova vita.
Poche ore dopo il concepimento, il figlio riesce già a moltiplicarsi. Nel nucleo primitivo i cromosomi si sono sdoppiati in due parti, ciascuna però con tutti i caratteri genetici iniziali, ugualmente combinati. Le due parti si gonfiano finché riescono a separarsi trasformandosi in due cellule.
Poi le due cellule si dividono in quattro, in otto, in sedici, in... miliardi; e così si edifica il corpo umano.


I PRIMI GIORNI

Durante i primi giorni il figlio è una pallina di cellule simili a una piccola mora (morula). Fra il quarto e il quinto giorno, attraversate le tube, giunge nell'utero.
Questo microscopico esserino, non essendo più in grado di svilupparsi da solo, manda un messaggio alla mamma per chiederle aiuto attraverso il codice ormonale. La risposta non si fa attendere: la mucosa uterina diventa soffice per annidare il piccolo e ricca di sostanze nutritive. Qui avviene l'impianto nell'utero.


PRIMA SETTIMANA

Il piccolo essere umano si riveste di sottili escrescenze che formano la placenta. Intanto nella morula un gruppo di cellule ingrossate all'interno costruisce il corpicino, mentre quelle piccole periferiche costruiscono le membrane di protezione e di connessione all'utero.
Verso il sesto giorno, il bimbo cambia ancora: perde la forma sferica e si rannicchia assestandosi a strati, detti foglietti embrionali.


SECONDA SETTIMANA

I tre foglietti embrionali si orientano subito verso il loro specifico compito: ognuno provvede alla formazione di particolari tessuti e organi.
Dalla seconda settimana il bambino si trova steso su un fianco e raccolto su sé stesso; nella sua lunghezza dorsale si costituisce il filo del midollo spinale da cui deriverà tutto il sistema nervoso.


TERZA SETTIMANA

Già alla terza settimana di vita si evidenziano gli occhi, il sistema nervoso, i polmoni, l'intestino, e il cuore scandisce i suoi battiti.
Il cuoricino del figlio batte dentro la mamma quando lei non sa ancora nulla della sua presenza!


UN MESE DI VITA

La grossa ombra sotto la manina è il fegato, che filtra il sangue. Il bambino fabbrica da sè il suo sangue, come tutti gli altri organi e tessuti. Il battito del suo cuore, più regolare, può essere fissato su elettrocardiogramma


UN MESE E MEZZO

Ecco il nostro bambino a sei settimane. E' già possibile registrare l'attività cerebrale in un normale elettroencefalogramma.
Appaiono le dita e l'occhio, che si è costituito con le cellule del cervello.


DUE MESI

Il piccino, che ora viene chiamato feto, ha otto settimane.
Ha ormai superato i 60 giorni più importanti della sua vita: la formazione di tutti i suoi organi è terminata. In lui c'é già tutto quello che si troverà nell'essere umano perfettamente sviluppato.
D'ora in poi avrà bisogno solo di raffinare le sue funzioni e di crescere.


DUE MESI E MEZZO

Lo sviluppo frenetico del piccolo concepito richiede un intenso rifornimento. Per procurarselo lui moltiplica le sue radici nella mucosa uterina, sicché la placenta si sviluppa tanto da raggiungere il peso di circa mezzo chilo. In questa foto (a 10 settimane) ne vediamo il punto di raccordo.
La placenta fa da barriera tra la madre e il figlio, serve da terreno di scambio fra loro senza permettere mescolanza di sangue.


TRE MESI

Le sue fattezze si stanno ormai precisando. Le labbra si aprono e si chiudono, la fronte si raggrinza, l'area delle sopracciglia si solleva, la testa si volta.
Gli occhi sono coperti dalle palpebre, che rimarranno chiuse fino al settimo mese per proteggere i globi oculari. Spuntano le unghie alle mani e ai piedi.
La colonna vertebrale si ossifica; dagli organi genitali si può già sapere se è maschio o femmina.


QUATTRO MESI

Talvolta le sue manine tirano pugni di protesta se qualcosa lo disturba troppo. E queste manine hanno già le impronte digitali da circa due mesi!


CINQUE MESI

Questa è la più affascinante immagine del bambino nel seno materno: a cinque mesi si succhia il dito!
Gli impulsi nervosi si sono perfezionati; quando il pollice si avvicina alla bocca subito le labbra lo afferrano e la lingua comincia piccoli movimenti di suzione.


SEI-SETTE MESI

Il piccolo usa ormai i suoi sensi; è in relazione con il ritmo di vita della mamma. Spesso si addormenta e si sveglia con lei.


OTTO-NOVE MESI

Il corpicino del bimbo ha ormai occupato tutto lo spazio. Il piccolo non respira come i pesci, fa respirare tutte le sue cellule con l'ossigeno trasportato dal sangue; ma esercita ugualmente i muscoli respiratori per il futuro.
Sta ad occhi aperti, reagisce sempre di più agli stimoli esterni.


E FINALMENTE VIENE ALLA LUCE!

Il suo primo grido nel mondo è anche il grido della sua paura e della sua incondizionata voglia di vivere. Poi, quando la mamma lo accoglie teneramente, il piccolo si rilassa: ritrova fiducia nel ritrovare il battito del cuore materno.
Il tesoro che finalmente i genitori stringono fra le braccia è per loro tutto da scoprire, ma lui ha già scoperto loro... da tempo li ha sentiti in quei mesi di misteriosa comunicazione e maturazione.
E' provato soprattutto il suo insopprimibile bisogno d'amore, nutrimento insostituibile per lui che dell'amore ha fatto l'esperienza esistenziale nelle profondità della natura materna.
Il piccolo essere umano venuto alla luce, così piccolo ai nostri occhi, è già grande, grandissimo...



E' questa la nostra prima storia, così ognuno di noi si offre al mondo fin dalla prima scintilla vitale: fatto per amare ed essere amato.

Pagina HTML curata da Alessandra Comacchio, Silvia e Antonio Zerman. Ultima modifica 30 maggio 1997