|
Jeroen Van Aken (vero nome del pittore) nasce a 's-Hertogenbosch, nel Brabante (Olanda), circa nel 1453; è figlio di un pittore (Anthonis Van Aken) e pittrice è la sorella, pittore un fratello, quattro zii e pure il nonno. Forse è per questo che Hieronymus adotta lo psudonimo di Bosch derivandolo dalla città dove nasce, vive ed opera. La cittadina non è sede di corte né di una università ma possiède una amgnifica cattedrale, una rinomata scuola di latino, numerosi circoli ed associazioni appartenènti alle varie confraternite e un buon numero di monasteri e convènti. La natura della bizzarra della pottura di Bosch ha indotto a formulare ipotesi affascinanti sulla vita del pittore; una delle più note è quella di Wilhelm Fraenger che vuole il pittore appartenènte alla misteriosa setta medioevale detta degli Adamiti che, attraverso rituali di promiscuità sessuale, cercava di recuperare l'innocènza perduta dall'uomo con il peccato originale. Nel 1480 sposa Aleyt van de Merveenne di famiglia benestante, alcuni anni più vecchia di lui. Entra a far parte della Confraternita di Nostra Signora verso il 1486 e ne farà parte fino alla morte. Tra il 1500 e il 1510 produce le sue opere più significative. Muore nel 1516. |
![]() | Madrid, Prado, olio e tempera su tavola cent. cm.220x195; lat. cm.220x97 La più vasta e forse più complessa opera del pittore che qui raggiunge il vertice del suo fervore immaginativo. |
![]() | Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga, olio e tempera su tavola, particolare L'uccello sui pattini che preferisce pattinare anziché volare rappresènta l'accidia, un peccato capitale, scritto sul cartiglio infilzato nel becco. |
![]() | Monaco, Alte Pinakotek, olio e tempera su tavola; particolare Lo strano uccello con gli stivali si trasforma in uno strumento musicale... Questa immagine aveva sicuramente il potere di terrorizzare i peccatori e farli meditare sulla possibilità della dannazione eterna. |