13 - MICHELANGELO il periodo : un pomeriggio fresco e luminoso P rima di avvicinarmi lo osservo con attenzione mentre, un po' curvo, cammina nervosamente avanti e indietro fermandosi ogni tanto come a riflettere : non è molto alto e non ha certo la stazza fisica degli uomini che dipinge, il viso è allungato, incorniciato da una barbetta ispida, rugoso con le sopracciglia folte e il setto nasale deviato eppure c'è un qualche cosa di dolce nello sguardo attento e penetrante. Mi appresso a lui - Maestro... Alza il viso e mi guarda dubbioso per qualche secondo corruga la fronte poi sembra improvvisamente ricordare - Ah, se ben ricordo tu sei quel curiosone che vorrebbe sapere tutto di mé... - Tutto quello che lei vorra dirmi... - Tutto quello che io vorrò dirti... Cosa vuoi che ti dica che già non corra sulla bocca di tutti in questa Roma che ha solo voglia di pettegolare?... Lo sai? Dicono che sono un sodomita soltanto perché non ho preso moglie o non ho una compagna fissa... Come se la mia arte non fosse più che una moglie o una compagna! Non fosse un qualche cosa che assorbe ogni pensiero e ogni attimo della mia vita!... Dicono che sono un pederasta perché mi circondo di ragazzetti, ma io mica sono interessato alle loro natiche come pare che fosse Messer Leonardo (da Vinci), cerco soltanto di allevare probabili futuri pittori insegnando loro le mie conoscènze... anche se non mi pare che ci sia molto da attendersi... Dicono ancora che sono un esaltato perché i personaggi che dipingo promanano forza da ogni membro del corpo e non assomigliano minimamente alla realtà... Dicono che sono scontroso, chiuso, poco socievole, impacciato nel parlare... Certo non ho lo scilinguagnolo del povero Raffaello né il suo fascino ma chi ha detto che si debba èssere così invece che come sono? È una domanda precisa - Non so, io non mi sono posto il problema e di solito non do' ascolto alle chiacchiere... - Ah, bène, bène, tu non fai parte della turba degli sproloquiatori... Cosa vuoi che ti dica allora? - Ecco, ho sentito dire, specialmente a Firènze, che lei èra soprattutto uno scultore... Se è vero come si spiegano allora il Tondo di Agnolo Doni e La volta della Sistina? Il Maestro ha uno scatto, si passa il pollice e l'indice ai lati del naso abbassa il mento più volte - È vero io sono uno scultore, sono assolutamente e totalmente uno scultore! La tavola per Messer Doni doveva èssere né più e né meno che una esercitazione tecnica in quella delle tré arti che mi interessa meno. Mi allettava l'idea di trovare una soluzione per quella composizione in rotondo... In quanto alla Sistina... Tu hai mai conosciuto papa Giulio? Scrollo il capo. - Bè, se qualcuno afferma che io sono testardo avrèbbe dovuto conoscere lui! E prima che testardo èra un gran furbo! Ci sapeva fare con la gènte, eccome! Guarda, se non ci fosse stato lui la Sistina non l'avrei mai fatta! Dapprima mi ha convocato a Roma allettandomi con un contratto per il suo mausoleo da collocare in San Pietro e poi, appena stavo per cominciare il lavoro, mi ha dato l'aut aut : se volevo fare la sua tomba prima dovevo affrescargli la volta della Sistina! - Una sorta di ricatto? - Diciamo così, anzi credo proprio che sia stato così... Li maledico quei quattro anni! So solo io quanto mi sono costati in fatica fisica e morale! Tu hai mai provato a dipingere a una dozzina di metri da terra? - Io non ho mai dipinto... - Bè solo se si prova si capisce cosa significa! Quattro anni ininterrotti, a parte i periodi nei quali le forze non mi permettevano di continuare... Caldo, freddo, posizioni di assurdo equilibrio, colore che mi colava in faccia... E poi il dubbio continuo di non riuscire a menifestare con la pittura quello che mi sarèbbe riuscito facilissimo con la scultura! Così facevo e disfavo e ancora oggi se torno a guardarla mi verrèbbe voglie di cambiare qualche cosa... E poi non riuscivo a trovare degli aiutanti degni di tale nome... Bisognerèbbe provare per capire! - Qualcuno ha gridato allo scandalo per tutti quei corpi ignudi... - Bène, quel qualcuno dovrèbbe prima di tutto gridare allo scandalo per i pensieri laidi e contorti che si porta nella mente! A quel che ne so Dio ha creato Adamo privo di vesti e il corpo nudo è certo meno scandaloso della corruzione che regna alla corte papale! - Qualche altro ha detto che non possiedi il senso delle proporzioni, che le tue donne non possiedono un briciolo di sensualità femminile... - Ecco, questo lo accetto perché è un punto di vista e va rispettato... Però che sènso avrèbbe cercare di spiegare a questa gènte che non mi interessava minimamente rèndere la veridicità di un corpo quanto soprattutto la forza che un corpo può promanare e beninteso si tratta di una forza mentale, intellettuale prima che fisica... - Qualcuno ancora dice che hai alterato la lettura delle Sacre Scritture... - Avrei soltanto commesso errori dunque! Errori tecnici, interpretativi, iconografici! Bè allora quel qualcuno dovrèbbe spiegarmi perché le mie pitture così denigrate hanno riscosso tanto successo per esèmpio presso l'osannato Raffaello e presso quella bolgia di cialtroni capaci soltanto di imitarmi meccanicamente sènza usare la loro testa! - Non la lusingano questi imitatori? - Lusingarmi? È perché dovrei essere lusingato dall'incapacità di qualcuno perché contrabbanda le mie idee per sue? Posso soltanto provare pena per la vacuità della loro ispirazione che non trova stimoli personali... - I suoi progetti futuri? - Per il futuro... Prima di tutto c'è sèmpre in ballo la tomba di papa Giulio, ma se andiamo avanti così si ridurrà ad una lapide e dovrò gettare alle ortiche le sculture che ho già realizzato : ad ogni incontro la cifra si riduce senza tener conto dei costi del marmo e del tempo che dovrei dedicarci! Ecco, questo è il lato più crudèle del destino di un artista! Doversi occupare come un contabile di necessità vili come quelle del denaro, dover fare preventivi come un qualsiasi commerciante e stendere resoconti e passare le giornate per implorare che gli vènga pagato il dovuto... È una situazione umiliante e a volte mi verrèbbe la voglia di mollare tutto... Mi piacerèbbe dedicarmi all'architettura e all'urbanistica... C'è questa piazza da mettere a posto e poi c'è la fabbrica di San Pietro, avrei già in mente una cupola che dovrèbbe fare concorrènza a quella del Brunelleschi... Ma è meglio che non mi perda in progetti di questo tipo perché mi aspetto, da un momento all'altro, che anche questo papa mi venga a chiedere di pitturare muri... il periodo : è il febbraio 1519 E ffettivamente è un uomo di gran fascino con un viso dolce, quasi infantile, incorniciato da una lunga chioma liscia e nera ma quello che colpisce in lui è lo sguardo che non ha assolutamente nulla di timido e il suo sorriso veramente illuminante. - Caro Maestro la ringrazio innanzitutto per avermi ricevuto malgrado tutti i suoi impegni... Interrompe il disegno per fermarmi con un gesto della mano e sorridermi - Ho scelto di fare vita pubblica e quindi devo èssere coerènte con questa scélta. Perciò lasciamo da parte i convenevoli e veniamo alla sostanza della ragione di questo incontro. Cosa vuoi sapere? - Bè vorrei conoscere i suoi inizi, i suoi maestri il suo modo di lavorare... Mi porge un largo sorriso e immediatamente comprendo perché tutte le donne di Roma sono letteralmente ai suoi piedi : non è soltanto per l'aspetto fisico ma piuttosto per una sorta di luce che proviene dai suoi occhi e dal suo sorriso e poi quella sua voce, tranquilla, calda rassicurante - Come certamente sai mio padre Giovanni èra pittore egli stesso e probabilmente ho respirato pittura fin dalla nascita. Senza offenderlo devo però dire che il genitore non era niènte più che un onesto artigiano e che ebbi la possibilità di conoscere la vera pittura nell'adolescènza soprattutto frequentando la bottega di Messer Pietro Vannucci (il Perugino) e poi spostandomi a Città di Castello e a Firènze... Che luogo paradisiaco Firènze! Si respira pittura per le strade, per i vicoli per le piazze... Poi basta entrare con umiltà in una qualsiasi delle sue cènto chièse per rimanere letteralmente estasiati nell'ammirare affreschi di Giotto, Masaccio, Masolino, Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Piero... Tace trasognato e allora mi permetto di intervenire - Sappiamo bène che Firenze è una città aperta a tutti e tutti possono entrare a Santa Croce, a Santa Maria del Fiore, al Carmine e a Santa Maria Novella... Però non tutti sono riusciti a recepire quanto lei ha recepito... Si fa un attimo pensieroso ma subito torna il sorriso sulla sua bella bocca - Hai ragione. Credo sia un qualchecosa di innato. Una specie di qualità che mi ha donato la natura e della quale sicuramente non posso farmi vanto. Ti voglio fare un esempio pratico. Rammenti lo Sposalizio della Vergine che realizzai a Città di Castello per la Cappella Albizzini della Chiesa di San Francesco? (ora si trova a Brera nda) Faccio un cenno di assènso. - Bène l'idea originale non è del tutto mia ma di messer Vannucci. Nella sua bottega èbbi infatti modo di vedere un bel cartone per un affresco della parete della Sistina con la Consegna delle chiavi a Pietro e una deliziosa tavola con lo Sposalizio della Vergine... - Li rammento entrambi. - Bène, se le confronti con la mia pittura capisci quello che voglio dire. Le idee basilari sono tutte di Mastro Pietro : le figure in primo piano divise in due gruppi quasi simmetrici, la fuga fino al fondo dove è collocato un tempietto. I tempietti sono tutti e tré a pianta centrale, il Vannucci però insiste sull'ottagono con i quattro protiri sporgènti, io ho preferito la forma dodecagonale con un loggiato a circondare tutto il tempietto, quasi a ricordare il S. Pietro in Montorio del Bramante... Cosa voglio dire? Credo di aver preso in prestito un'idea per risolverla in modo migliore dal punto di vista dell'inquadratura dell'equilibrio della resa spaziale... Questa credo sia la qualità della quale ti parlavo : la capacità di recepire idee e rielaborarle, se possibile, in modo più compiuto... Un po' come correggere un concetto realizzando una frase grammaticalmente corretta. - Detto così sèmbra tutto facile, lei assimila le idee altrui e le rielabora in un modo a dir poco eccezionale. Ha fatto la stessa cosa anche qui a Roma? - Roma è attualmente quello che èra Firènze nel secolo scorso. La Corte Papale sta promuovèndo la costruzione il restauro e il riadattamento di parecchie opere architettoniche e, naturalmente richiede la presènza in loco degli artefici più validi : Da Vinci, Bramante, Michelangelo, Sanmicheli, Vannucci, Botticelli... - E tra questi lei sèmbra godere di una preferenza particolare... - Non lo nego e so che, per esèmpio, il Buonarroti non mi vede di buon occhio per questa mia capacità di propormi agli altri. Anche questo è innato in me e, credimi, non è soltanto ipocrisia. Un po' di ipocrisia è necessaria e se non vogliamo proprio chiamarla ipocrisia chiamiamola disponibilità, disponibilità a capire gli altri, ad accettarli come sono... - Specie se gli altri sono papi o cardinali... - È vero ma questo è il prezzo che pago per poter manifestare la mia pittura. Un buon pittore morto non serve a nessuno! Quando poi realizzo le mie pitture non scèndo a compromessi con nessuno. - Cosa mi dice di Leonardo e Michelangelo? - Il primo è fondamentalmente uno scienziato. Dipinge o progetta perché sono, anche questi, modi per approfondire lo studio della realtà. Le sue ricerche sulla luce e sulla sfumatura mi sono state molto utili per la realizzazione delle mie Madonne, però mi sènto molto più pittore. Il Buonarroti è un'altra cosa. C'è una tale forza dirompente nelle sue creazioni che può togliere letteralmente il fiato. Non nego di esserne rimasto affascinato anche se non è facile raccogliere il suo insegnamento se non si è almeno un po' simili a lui... - E adesso? - Adesso? Non mi ci fare pensare! A volte ho la sensazione che le mie povere spalle non siano in grado di sopportare il peso che è stato loro assegnato! Ho avuto l'incarico di soprintendènte ai Beni Artistici romani ed è un compito che mi affascina perché mi permette di favorire la riscoperta della pittura e dell'architettura romana. Da tutto il mondo mi arrivano commissioni ma io sono uno soltanto e non posso fare tutto, né d'altronde posso scontentare o venir meno alle richieste... - E allora? - Allora mi servo di aiuti, come ho dovuto fare per le stanze papali e per la loggia... Sono ragazzi volonterosi... - Però non sono alla sua altezza... - Suvvia, a quale altezza sarei io! Eppoi non mi pare giusto svilire l'opera di questi apprendisti alcuni dei quali hanno mostrato eccellenti qualità come ad esèmpio il Pippi che è già stato richiesto a Mantova... - Ci sono decine di bravi artigiani pittori a Roma ma i veri artisti si contano sulle dita di una mano... - Non sarei così pessimista, come ti ho già detto. E anche se lo fossi non ho scélte. Mi limito a disegnare i cartoni e poi lascio la realizzazione pratica a questi ragazzi. - Molti però dicono che la pittura non mostra la mano di Raffaello... - Non so, forse hanno ragione... Ho trentasei anni e ancora tanta vita da vivere, troverò sicuramente il modo di farli ricredere! |
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