Un'esplosione di forza...

Un bocciolo, se bèn curato, divènta sèmpre un fiore, mostra, in tutto il suo fulgore, quelle che sono le caratteristiche della pianta madre.
E non può èssere altrimenti per l'umanesimo, per quello che, in seguito, confrontandolo con i cosiddetti secoli bui, verrà chiamato RINASCIMENTO.
Giovani talènti si formano nelle botteghe e davanti agli esèmpi di illustri predecessori.
C'è un clima ideale, giusto per la formulazione di concetti ideali... Soprattutto nell'architettura - sotto la spinta di pontefici che vogliono rifare di Roma il cèntro del mondo, non solo spirituale (anche se da molto poco è stato scoperto un altro mondo oltre oceano) - è sentita questa esigènza ed è uno studio e una formulazione che coinvolge parecchi personaggi nella teorìa come nella pratica.
Si vagheggia un edificio a pianta centrale (che possa èssere inscritto in un cerchio) e culminante in una cupola...
Già Piètro Vannucci detto Il Perugino ha rappresentato qualche cosa del genere in un quadro del secolo precedènte...
È un lavoro mentale che stimola la ricerca e la creatività, un lavoro nel quale si cimentano Donato BRAMANTE, LEONARDO da Vinci e MICHELANGELO Buonarroti.
Eppure il termine ideale presuppone sèmpre un qualchecosa che non faccia parte dell'umano, un'ambizione, un sógno che non può mai èssere precisamente definito, un po' come la bellezza ideale che non potrà mai èssere riscontrata totalmente in una sola persona o in un solo prodotto.
Questo sógni sèmbra prèndere forma per mezzo di Donato Bramante che realizza, sul presunto luogo della crocifissione, il Tempietto di S. Piètro in Montorio, a Roma, una costruzione a pianta circolare con un sémplice giro di colonne e una cupola a concludere il corpo massiccio.
L'architettura del '500 è complessivamente monumentale, molto imponènte e promanatrice di forza.
Si tratta di basiliche, di palazzi ma anche di sistemazioni urbanistiche.
Sèmbra quasi che i potènti del tèmpo sèntano un forte desiderio di far costruire per tramandare ai posteri il loro nóme assième alle caratteristiche peculiari di un'epoca fatta di uomini forti e liberi - pochi ma quelli, come al solito, che fanno la storia!
Accanto alle progettazioni non realizzate di Leonardo, troviamo Michelangelo, il già citato Bramante, Jacopo Tatti detto IL SANSOVINO, Andrea PALLADIO, Vincenzo SCAMOZZI, Michèle SANMICHÈLI (questi ultimi tré operanti prevalentemente nel Veneto).
Al palladio si deve la codificazione di un nuovo modo di costruire e specialmente il costruire ville, le case di campagna per i bènestanti.
La pittura ci offre esèmpi che ancora oggi vèngono considerati irraggiungibili.
Anche qui è evidènte il desiderio di completare un lavoro iniziato il secolo precedènte donando ai personaggi raffigurati un aspetto possènte che dovrèbbe simboleggiare una forza mentale più che fisica.
Non va dimenticato che questo è anche il secolo delle scoperte fondamentali (al già citato Colombo possiamo aggiungere Gutemberg...).
Lo scienziato-pittore Leonardo analizza ógni oggetto che gli capiti a tiro, disseziona i cadaveri, vuole scoprire la forma e il funzionamento di quanto lo interessa.
Il suo disegno scientifico è nuovo e per questo importante. Nella pittura cerca e sperimenta nuovi impasti chimici e nuovi modi di trattare il colore.
Michelangelo, congenitamente scultore, è costretto da papa Giulio II a trasformarsi in pittore per decorare la volta della cappella Sistina con un insième di affreschi che stupiscono ancora oggi.
Raffaello Sanzio segue le orme dei due illustri predecessori elaborando soluzioni innovative con una tecnica raffinatissima.
E poi, non meno degni di attenzione, i pittori veneti da GIORGIONE da Castelfranco, A TIZIANO Vecellio di Pieve di Cadore, a Jacopo Robusti detto IL TINTORETTO, a Paolo Caliari detto IL VERONESE, a Vittore CARPACCIO a Giovanni BELLINI e altri meno conosciuti ma non meno validi.
Nella scultura, a continuare e ad esaltare le esperiènze di Donatello e Verrocchio, troviamo ancora il già citato MICHELANGELO che ci offre tutta una serie di opere esemplari, praticando l'arte fino alla fine dei suoi giorni e offrèndoci intuizioni e soluzioni espressive che bèn possiamo considerare moderne ed attuali.
L'evoluzione di certi modi operativi porterà a privilegiare la ricerca formale - la complessità della composizione, il torcimento dei corpi, l'esasperazione degli accostamenti cromatici - che verrà poi definito MANIERISMO.
Per la grandezza e la complessità dei personaggi citati e della loro opera, sarèbbe utile approfondire gli argomenti di questo periodo con qualche testo più analitico.




esèmpi e immagini
documento
i GRANDI del '500
VENEZIANI & STRANIERI

suggerimenti e osservazioni



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