INTERVISTE IMPOSSIBILI
12 - PAOLO di DONO detto UCCELLO


il luogo : Firenze, davanti alla chiesa di S. Maria Novella
il periodo : un pomeriggio del maggio 1457

Di corporatura massiccia ma non grasso, è alto, con un bel viso dai lineamenti ben disegnati e uno sguardo curioso, indagatore.
Ci siamo dati appuntamento qui perché è alquanto incuriosito dal lavoro di Leon Battista (Alberti) e vuole vedere come si svolge, come è organizzato.
Sta allungando il collo oltre l'impalcatura e quando mi vede mi sorride fregandosi vigorosamente le mani - Buon giorno ragazzo! Dio Bonino! Non vorrei èssere nato in nessun altro loco e in nessun'altra epoca! Credo di averci avuto un culo grande come 'na casa a capitare a Firènze in questo secolo! Sono appena stato al Duomo dove Messer Filippo (Brunelleschi) sta armando la su cupola che sicuramente sarà stupefacente per il mondo intero e porterà Firènze sulla bocca di tutti per la gloria della Signoria, del popolo e dell'Arte tutta! - e mentre parla mi ha dato una pacchetta sulle spalle e mi ha preso sottobraccio trascinandomi fin sotto l'impalcatura e indicandomi gli operai che stanno fissando alla facciata i marmi bianchi e verdi - Lo vedi? Il Leone gli ha preso ispirazione dal Bel San Giovanni (il battistero) e dalla chiesina di San Miniato al Monte e gli gioca con la geometria come solo una persona di grande mente la può fare!
D'istinto lo guardo con un certo stupore, anch'io mi rendo conto della strana effervescènte atmosfera che c'è a Firènze, di questo fiorire di progetti e di questa nuova disponibilità verso gli artisti - architetti, scultori e pittori - che trovano commesse non solo da parte della Signoria ma anche dei ricchi borghesi e dei banchieri, ma da questo ad arrivare all'esaltazione ce ne passa.
- Maestro, non le pare di esagerare?
Si fa serio e mi fissa con attenzione - Non capisco se gli stai celiando e se fai sul serio... Esagerare? Ma ti rendi conto che una situazione come questa la si è verificata soltanto nella Grecia di Pericle? E ti rendi conto che stiamo parlando di più di un par di migliaia di anni fa?... Tu certamente gli hai bevuto...
- No Maestro, non mi piace il vino...
- Male! Chi non apprezza ciò che ci dà la natura gli ha una mente ristretta! Allora stammi a sentire benino. Possiamo dire che la cosa gli è cominciata quasi senza che nessuno se ne accorgesse con Mastro Giotto da una parte e quel disgraziato dell'Alighieri dall'altra. Ma ci sono stati subito moltissimi altri pronti a raccogliere l'eredità di questi non vorrai che te li elenchi...
Resto muto a guardarlo e allora fa un gesto di impazienza - Ma Dio Bonino ci sono l'Alberti, il Brunelleschi per l'architettura, il Donatello e il Ghiberti per la scultura - senza voler nominare i Della Robbia, il Rossellino e gli altri - e per la pittura c'è il Masaccio, il Masolino, il Botticelli, il Piero, il Lippi e, se me lo permetti, ci sono pure io! Dove mai s'è vista tanta abbondanza? E, sènza falsa modestia, abbondanza di qualità pure...
Devo riconoscere che ha ragione ma qualche dubbio mi resta comunque - Bè non possiamo dimenticare Roma e Bisanzio e Ravenna...
- Ma cacchio! Non stiamo parlando della stessa cosa! Qui si riparte da zero! L'unico paragone possibile, te l'ho detto, è quello dell'Atene di Pericle! Anche qui come allora è il trionfo dell'umanità dopo che per secoli siamo stati oppressi da simboli e da codici di comunicazione! L'uomo con la sua mente, la sua creatività, la sua curiosità è al cèntro di questa meravigliosa fioritura! Tu ed io abbiamo la fortuna di essere fiori di questo prato in primavera e dipende soltanto da noi conservare questa fioritura il più a lungo possibile!
- Maestro Uccello...
- Ancora dubbioso? Bè non posso fargli nulla, se non vuoi capire...
- Volevo solo chiederle qualchecosa a proposito di questa nuova scienza della rappresentazione, della prospettiva...
- Magari con la speranza che sia vero l'aneddoto per grulli che si va dicendo in giro, vero? Che io mi sveglierei il mattino e la mia prima frase sarèbbe "Che bella cosa è la prospettiva!". Che sia una bella cosa non gli è alcun dubbio ma mica me la sogno anche di notte! Cosa vuoi che ti dica, non si pole mica spiegarla in du parole. Posso dirti che gli è un insieme di regole geometriche che permette di rappresentare la realtà e l'omo così come lo si vede, senza deformazioni e senza arbitrii. Hai mai osservato con attenzione una fila di case o di oggetti o una piazza piena di persone?
- Sicuramente.
- E hai notato anche che le figure e a mano a mano che si allontanano dal tuo occhio ti appaiono più piccole...
- Per l'appunto.
- Per l'appunto! Allora proprio la Prospettiva la ci permette di rappresentare queste case, questi oggetti o queste persone nella giusta proporzione in relazione allo spazio...
- L'uomo perfettamente inserito nel suo ambiente...
- Esatto! L'uomo nella giusta proporzione e dimensione. Non ha più sènso disegnarlo o scolpirlo più grande della realtà, in proporzione al paesaggio o all'architettura, non serve più perché si prende atto del fatto che anche l'autore della scultura o della pittura è un uomo e il prodotto è maturato nella sua mente prima di uscirne a prendere forma...
Scuoto la testa - Penso che mi ci vorrà del tèmpo per riuscire a capire fino in fondo quello che lei mi dice. Lo comprendo a intuito ma non faccio parte del campo e quindi non riesco a compenetrarmi... Vorrebbe parlarmi più specificamente della sua pittura?
Si tocca il mento e improvvisamente il suo sguardo si perde nel vuoto - La mia pittura... Se penso ai primi tèmpi, alla bottega, al primo lavoro di mosaicista nella basilica di san Marco a Venezia mi sèmbra un secolo fa... Sono cresciuto con maestri che facevano parte del periodo precedente e indubbiamente hanno condizionato fortemente la mia prima produzione... Non so se hai visto le mie Battaglie...
- È proprio per aver visto quelle che ho voluto parlare con lei... Ci sono elementi che provocano stupore e anche una forma di repulsione, mi scusi...
- No, mi piace la gente che parla chiaro.
- Ecco, ci sono certi gruppi di guerrieri che sembrano quasi perdere forma per diventare quasi dei pupazzi accavallati sènza un ordine apparènte...
- È così che le vedi... Bè, ti prego di guardarle con maggiore attenzione perché all'interno di quelle tavole dipinte c'è una costruzione geometrica rigorosissima che si serve non soltanto della linea ma anche e soprattutto del colore. Forse in parte è vero quello che dici ma a volte credo di èssere ossessionato dall'idea della geometrizzazione della forma... capisci? Qualsiasi oggetto o anche una persona può, con minimi interventi di modificazione, diventare una forma geometrica piana o solida...
- Perché?
- Perché... Non so se sia una domanda sciocca o intelligènte... Per una mia esigènza personale direi, perché trovo nella geometria la stessa armonia di forme e di rapporti che esiste nella natura... Non so se sia giusto fare scelte di questo tipo ma visto che me le lasciano fare non vedo perché non dovrei approfittare dell'opportunità... Magari col tempo i posteri scopriranno veramente quella che era la mia ricerca... E poi cosa vuoi che me ne importi dei posteri! Conta che mi viva e produca finché son vivo, non credi?
So soltanto che vorrei avere la sua vitalità, la sua voglia di progettare, la sua fede nel momento - Maestro...
- Dimmi ragazzo.
- È proprio vero che le piace tanto disegnare e dipingere gli uccelli?






page made by GODFINGER GROUP © 1997