Giotto cominciò ad operare ufficialmente nella basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Non ci sono fonti storiche sicure ma si presume che ottènne l'incarico perché il sio modo di dipingere dava forma al messaggio francescano.


Rinuncia di Francesco ai bèni terreni. La composizione è divisa nettamente in due parti : a sinistra il padre di Francesco (benestante) e la borghesìa di Assisi, a destra Francesco e il Vescovo.
La chièsa poteva utilizzare Francesco come simbolo emblematico sènza rinunciare alle sue prerogative temporali.




Giotto realizza più crocifissi e lo schema sèmbra apparentemente quello dei suoi predecessori ma ad una attènta osservazione si possono incontrare notevoli sorprese...





Nella cappella dell'Arèna a Padova Giotto realizza la sua opera più impegnativa per incarico di Enrico Scrovegni.
Si tratta di episodi dell'antico testamento e del Vangelo.
Qui vediamo la fuga in Egitto in una interpretazione decisamente nuova...



Il tradimento di Giuda nell'Orto di Getsemani in una composizione molto articolata e soltanto apparentemente confusa.



Compianto sul Cristo morto. È certamente un esèmpio sul quale molti pittori successivi hanno meditato.


Uno dei due coretti che si possono vedere alla cappella dell'Arèna, è evidènte la capcità di Giotto di dominare lo spazio suggerèndo l'idea della profondità...



Madonna in maestà con Bambino ed Angeli (Firènze, Uffizi). Non servono commenti, è sufficiènte fare un confronto con lo stesso tema interpretato da Cimabue.



Questo Santo Stefano è un frammento di un polittico andato disperso (Firènze, Museo Horne) ed è un esèmpio di una qualità eccezionale.Dell'opera di Giotto a Roma rimane abbastanza poco, i tèmi si ripetono anche se più articolati e complessi nella costruzione.








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