11 GIOTTO il periodo : anno 1297 Non è molto alto, il maestro, e il suo corpo tozzo non tradisce sicuramente la vitalità che contiène; anche le mani sono abbastanza normali più simili a quelle di un contadino che a quelle di un pittore. Mi schiarisco la voce - Maestro, lei è sulla bocca di tutti, dovunque si parla di Giotto e delle sue innovazioni... Sorride e mi interrompe con un gesto della mano - So bène che gli circolano tutte 'ste chiacchiere fatte solo pel gusto di agitare l'aria! So anche che in gran parte sono chiacchiere denigratorie, qualcuno mi definisce blasfemo o addirittura ignorante perché manipolerei le sacre scritture... - Mi scusi Maestro, una curiosità di nessun conto. Voi toscani avete il vezzo dei diminutivi, dei vezzeggiativi e anche degli accrescitivi dispregiativi... - E allora? - Ecco, da dove proviène il nome Giotto? Questa volta la risata del maestro è larga e sonora - Sèmpre con 'ste cacchiate che lasciano il tèmpo che trovano! Sai che ti dico? Che sicuramente sarà uno dei problemi che tormenterà quegli sfaccendati degli storici nei secoli a venire! Perché loro non si porranno il problema di capire perché io, uomo a cavallo di due secoli, stia tentando a fatica di cambiare il modo di fare pittura! Noo! Sarà molto più importante sapere se Giotto derivi da Ambrogiotto o Biagiotto o magari, ancora più interessante, dalla deformazione del prefisso Gio di Giovanni o Gioele o Gionata o magari Giobbe! Bé carino ti lascio la tua curiosità. io sono Giotto, Giotto di Bondone e il resto sono cacchi miei! Ha parlato con fare burbero e sèmpre col sorriso sulle labbra e non è facile capire se scherzi o faccia sul serio. - Maestro, - insisto - cosa vuol dire cambiare il modo di fare pittura? - Già, cosa vuol dire?... Per farti capire ti fo' un esempio. Hai visto le pitture di Duccio senese? - Duccio di Boninsegna? - Giusto quello. - Qualche cosa, la maestà del Duomo, per esèmpio... - Gli è un buon lavoro quello! Io ho una grande stima per codesto pittore, come per il mi maestro Cimabue anche perché tutti avvertiamo che qualche cosa sta cambiando e se non saremo noi a farlo lo farà qualche altro molto presto. - Io continuo a non capire. - Perché ci hai la mente a schemi fissi! Fissi come le pitture di Bisanzio dalle quali continuiamo a copiare e dalle quali ci chiedono di copiare... - Vi chiedono? Chi? - Non fare il grullo adesso, eh! Io mica pitturo per passare il tèmpo. Dio bono! Credi sia la cosa che so fare meglio e molto spesso mi gratifica farlo. Però mica posso fare quello che mi pare anche se mi lasciano un certo spazio di movimento. Per esèmpio qui all'Arena sto affrescando una chiesetta e dentro mica ci posso pittare quel che mi pare bensì episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento. Non è un tema leggerino, no? E su questo tema ormai ci hanno lavorato in tanti e ci sono regole di rappresentazione ben precise. Regole che puoi trovare ben definite nelle pitture di Ravenna e nelle mille icone sparse dappertutto! - Capisco ma, se lei sente queste chiamiamole esigenze, quali sono e da dove nascono? - Ho viaggiato fino a Roma, a rischio della vita con i briganti che tengono d'occhio le strade, ci sono andato con la speranza di trovare stimoli ma nelle basiliche romane non si respira niente di nuovo! C'è più da imparare stando a Firènze o a Sièna! Quali sono le esigènze, chièdi... Forse ti sembrerò un po' stravagante ma credo di essere un qualchecosa di unico su questa terra - non so se in bène o in male - e per questa mia unicità sento il desiderio di realizzare qualche cosa che sia specificamente mio e non la ripetizione di un'esercitazione già codificata da altri! - Addirittura! - Lo sapevo! Anche tu con la tua mente ristretta come tutti! Posso anche accettare di èssere considerato un artigiano al pari del maniscalco o del fornaio (e quest'ultimo a volte mi sèmbra molto più utile!), posso accettare di essere pagato come un artigiano però vorrei che il mio lavoro fosse identificabile subito come un prodotto della mia mente oltre che delle mie mani! - Non ne vedo il motivo... - Nessuno lo vede, forse io soltanto sento questa esigenza e proprio per questo vivo un passo avanti ai miei contemporanei! Si è mai sentito di un pittore che voglia firmare la sua opera? E non con un monogramma, intendiamoci, lo hanno già fatto, con un qualchecosa che sia inequivocabilmente una affermazione di sé : la gestione della rappresentazione, del paesaggio, delle architetture, dei personaggi, dell'episodio... Vedi, io al contrario di molti di voi, so leggere e ho libero accesso alle biblioteche dei vari conventi e quindi posso prendere visione della Storia Sacra così come è stata scritta, sènza mediazioni... - Ma questo rischia di complicare la vita del popolo che non troverà più le immagini conosciute... - È vero, in sostituzione troverà stimoli per il pensiero, dovrà cominciare a porsi domande e a cercare risposte. - È una cosa sconvolgènte! Il maestro sorride mi guarda attentamente - Credevo che fossi più sveglio e invece anche tu sei già impregnato di condizionamenti come le mie spugne sono impregnate di colore! Ma basta ciance che non servono a nulla, le hai viste le mie pitture? Scuoto la testa. - Ti piacerèbbe vederle in anteprima? - Credo di sì... - Hai paura che ti chieda un giudizio e non saresti in grado di mentire? Non temere, ho sentito commenti di ogni genere e se mi permetterai di ribattere constaterai che c'è un perché logico in ogni mia scelta, per quanto bizzarra possa apparire a prima vista... Andiamo? Lo seguo ed entriamo nella chiesetta che all'esterno ha un aspetto molto semplice e disadorno. L'interno è fresco e umido e nell'aria c'è uno strano odore che non sono in grado di descrivere. Lungo una parete c'è un'impalcatura mentre le altre sono libere e sèmbrano palpitare di vita per merito delle immagini multicolori che le ricoprono. Il Maestro si avvicina ad uno dei ragazzi che sta pestando colore in un mortaio e gli spiega come fare poi torna verso di mé sorridèndo - Allora? Che te ne pare? - Non so... L'unico aggettivo che mi viene è diverso... - Su questo non c'è dubbio! Non esiste niente di simile in nessuna chiesa del mondo conosciuto! - I personaggi... sembra che emergano dal muro... e dove ci sono gruppi ognuno ha una sua fisionomia come se tu avessi ritratto effettivamente delle persone! - Hai un buon occhio, ragazzo. Vieni che ti faccio vedere una cosa particolare... Lo seguo dove la navata si stringe e comincia il presbiterio. Sulla parete si apre una finestra, il Maestro si ferma e sorride. Guardo meglio e... La finestra è dipinta! Eppure da nettamente la sensazione di un foro oltre il quale si intravede l'angolo di una parete, una porzione di soffitto e una lampada appesa... - È fantastico! - dico - Non ho mai visto una cosa simile! - È soltanto una delle tante possibilità offerte dalla pittura! - ribatte il Maestro - Ho soltanto mosso un primo passo in una certa direzione ma credo che non siamo ancora pronti per questo. Certo che sarèbbe bello poterlo approfondire! |
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