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Chièse e Castelli.... Castelli e Chièse rappresèntano l'architettura del periodo precedènte e sèmbra che continui ad èssere così! I castelli, dimore dei signori, baluardi di difesa sèmpre più massicci ed inaccessibili, sono provvisti di tutte le meraviglie della tecnica di difesa : fossati riempiti d'acqua, ponti levatói, bastioni sporgènti, feritóie, e contengono armi da guerra sèmpre più perfezionate come catapulte e gigantesche balestre... racchiudono prigioni a prova di fuga, prigioni che sèmbrano destinate ad animali più che ad uomini... E, intorno ai castelli, ci sono le mura a circondare e proteggere un gruppo di case che contèngono una parte dei possedimenti del Signore . mura, tetti, attrezzi, merci, animali da soma, da carne e da diletto e certi altri animali bipedi da lavoro chiamati anche uomini... I castelli presèntano anche particolari simbolici che permettono di capire, a prima vista, se il signore parteggia per il Papa (guelfo) o per l'Imperatore (ghibellino) e sono i merli nella loro particolare struttura. Il Feudalesimo si è sciolto come neve al sole - anche se ha impiegato un paio di secoli per farlo - si sono costituiti i Comuni in tutta la penisola (ad eccezione che nello Stato della Chièsa) ha, insomma, cominciato a muovere i primi passi quella che, al tèmpo dei greci, èra chiamata democrazia : governo del popolo... Ha cominciato a circolare il denaro... No, non più soltanto monete d'oro - anche se l'oro è sèmpre al cèntro dei commerci, delle fortune e dei dissesti finanziari . Cominciano a circolare pezzi di carta che hanno il valore delle monete d'oro, pezzi di carta che sono garantiti da personaggi che sul denaro ci campano : i banchièri. Gènte che commercia in denaro. Sono usurai legalizzati che prestano il denaro ad interesse variabile. Si dice che favoriscano i commerci, le imprese artigianali, l'agricoltura... Loro prestano il denaro e ne pretèndono la restituzione maggiorata dópo un certo tèmpo sènza curarsi di controllare se chi ha chièsto il prestito è riuscito a realizzare, con il suo sudato lavoro, quello che si prefiggeva... Se una grandinata gli ha rovinato il raccolto, se qualcuno gli ha rubato le merci in viaggio, se un terremoto gli ha demolito la bottega! Se non può restituire il denaro gli verrà tolto il campo o le merci rimanènti o la parte di bottega che è rimasta in pièdi e il disgraziato e la sua famiglia verranno mandati a morire da schiavi! Commercianti in denaro : il potere non è più dato dall'Imperatore da Dio o dalla Chièsa... Si tramanda ancora di padre in figlio (maschio) con l'eredità... Il potere equivale al possesso di denaro perché col denaro si può giungere a tutto : tutto ha un prezzo! La Chièsa ufficialmente disapprova questo commercio ma poi non va a discriminare tra le offerte che vèngono fatte per la costruzione di nuove basiliche, specie se le offerte più consistènti vèngono fatte dai banchièri... Qualcosa sta cambiando anche nei Comuni... Sèmpre più spesso accade che, ai pósti di comando, vèngano eletti borghesi facoltosi, che detèngono già una considerevole ricchezza... Sono espressione della volontà popolare, è vero, ma chi vogliamo scéglierci per capo se non chi ha già in mano il potere del denaro? Oltretutto non si tratta più di signori che vivono nei castelli, non sono più personaggi rozzi e analfabèti... Qualcuno, un certo Dante degli Alighièri, ha rinnegato il latino - lingua dei dotti - e ha cominciato a scrivere in volgare, la lingua che tutti parlano... Potrèbbe èssere una ottima occasione per un acculturamento di massa ma... quanto costa un libro? Costa tante giornate, tanti mesi di lavoro di chi, a mano, copia su pergamèna... più o meno quanto il valore di una casa... Costa tanto denaro e perciò avrà la possibilità di possederlo e utilizzarlo soltanto qualche facoltoso e chi provvede a fare le copie nelle grandi sale di qualche convènto...
Nessuno ha pensato ad istituire pubbliche bibliotèche e pubbliche scuole, la cultura - come al solito - è l'inizio della crescita umana e sociale e fa molto comodo rimandare questa crescita il più in là possibile! Tutto sèmbra fatto ad arte... In un risorto clima mistico c'è la generale credènza dell'assoluta inferiorità dell'uomo nei confronti del divino : è quasi un obbligo conservare e preservare gelosamente l'ignoranza del popolo! Tu sei polvere e polvere ritornerai!... Ritornerai a risorgere ad una vita migliore e perciò accetta con umiltà e sottomissione la sofferènza su questa terra... È accettato - per forza - da tutti quelli che non possono aspirare ad una posizione migliore e la rimandano all'aldilà : gli ultimi saranno i primi! È riservato a tutti quelli che con l'estatica ammirazione dell'ignorante vedono innalzarsi cattedrali altissime piène di pinnacoli e guglie! Lo chiamano GOTICO perché l'idea primaria non è nata qui, in Italia, ma proviène d'oltralpe ed è quindi identificata con le popolazioni un tèmpo barbare, i goti. Anche in questo caso, come sèmpre, l'idea generatrice è molto sémplice. Se si spezza la linea dell'arco a tutto sèsto si otterrà un arco appuntito che sarà più stretto e suggerirà una rafforzata leggerezza e verticalità.... ![]() Le cattedrali sèmbrano ignorare la légge di gravità!
Si è constatato che le strutture fondamentali - pilastri a fascio, volte a crocièra, archi a punta - sono più che sufficiènti a reggere una copertura per quanto alta sia. Se serve, si può bilanciare la spinta eccessiva con gli archi esterni che, poiché poggiano su pilastri ad altezze diverse, vèngono detti archi rampanti. I muri vèngono ridotti a trine e merletti di piètra e sèmbrano privi di peso e consistènza. Chi èntra in queste foreste di piètra ha l'impressione di cambiare mondo. L'immensità dello spazio, il ripetersi quasi assillante di linee verticali, di archi con la punta protesa verso l'alto, lo porta ad annullarsi, a seguire con lo spirito questa verticalità che tènde al cièlo e a chi nel cièlo si dice che viva e, da lì, disponga delle cose terrene... Certo da noi, il gotico non assume gli aspetti che presènta invece in Francia o in Germania. C'è una specie di ammorbidimento, dovuto a superfici che si sviluppano anche in larghezza e sono soltanto certe strutture verticali a sottolineare la spinta verso l'alto. Come, ad esèmpio, costoloni sporgènti che partono da terra e vanno fino alla copertura o le foreste di pinnacoli e guglie che decorano la parte più alta delle chièse come a suggerire l'estremo alleggerimento della struttura in forme rarefatte... C'è una città, Venèzia, che rièsce addirittura ad ingentilire questo modo di costruire, mischiandolo con reminiscènze arabe e ottenèndo risultati che ancora oggi sèmbrano sorprendènti e che verranno compendiati nel gentile nóme di GOTICO FIORITO.
Pareti che sèmbrano avere perso la consistènza della materia per diventare tanto simili ai merletti della vicina Burano... La pittura e la scultura risèntono ancora fortemente dell'influsso bizantino : è ancora troppo forte la necessità di fornire simboli da guardare ed interpretare in un solo modo e perciò le immagini sono statiche, fisse, in pose ed atteggiamenti duri, poco realistici. Non c'è la ricerca della verosimiglianza perché non è importante : il popolo è ancora in larghissima parte analfabèta e sarà sufficiènte che rièsca, come al solito, a decodificare ed identificare un santo o un episodio evangelico, e tanto basta. Spesso le sculture sono al servizio dell'architettura, quasi specie di colonne o pilastri antropomorfi che hanno lo scopo di sottolineare la verticalità di una costruzione. Nelle pitture, a fianco di tavole didattiche, compaiono sèmpre più spesso i polittici - gruppi di pitture tenute assième da una cornice dalla struttura architettonica - che andranno ad ornare gli altari di qualche cattedrale. Gli edifici civili, i palazzi del Podestà o della Signorìa o del Comune, inalberano strane torri altissime che sèmbrano voler gareggiare nella conquista del cièlo con i campanili e le guglie di certe cattedrali... Che sènso hanno? È volutamente una sorta di confronto per cominciare ad affermare le stesse opportunità offerte al laico o è soltanto una affermazione campanilistica per poter dire ai cittadini di altri comuni che si possiède la torre più alta della regione? Giotto, Simone Martini e Duccio di Boninsegna rappresèntano gli spiriti innovatori. C'è sèmpre, in ógni tèmpo, in ógni luogo, chi rièsce a rèndersi interprete di nuove esigènze e lo manifesta corrèndo il rischio di apparire soltanto un contestatore, uno che non accetta le regole che sèmbrano èssere valide per tutti... C'è il rischio di èssere additato come incapace, inconpetènte, il rischio di non ricevere commissioni che sono tanto importanti per la sopravvivènza di quell'artigiano che è il pittore... Giotto Non c'è ancora una precisa personalità o una precisa identificazione - ancora gli angeli che fanno da contorno sèmbrano realizzati con il timbro - ma i corpi acquistano consistènza e volume e i volti dei personaggi cominciano ad assomigliare ai volti della gènte comune. Sèmpre più spesso il fondo dorato viène sostituito da un paesaggio abbozzato nel modo più semplice... Sono i primi passi e, come ógni primo passo, possono apparire goffi se non li si confronta obiettivamente con ciò che li precede e, questo noi possiamo farlo, con ciò che li segue come logica conseguènza. esèmpi e immagini documento giotto, duccio, martini e i pisano suggerimenti e osservazioni |
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