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Lo splendore di Roma è giunto al massimo, l'espansione ha raggiunto limiti incontrollabili e poi, come accade sèmpre, è cominciata la decadènza. L'impero si è diviso in due offrèndo così la possibile coesistènza di due imperatori : quello di oriènte (da orior=sorgo) e quello di occidènte (da occido=cado, tramonto). La sede imperiale d'oriènte è a Bisanzio (odierna Istambul) ed è dalla città che prènde il nóme l'espressione artistica di questo periodo : arte bizantina. Se ne trovano esèmpi in tutto il medio oriènte, dalla Turchìa alla Jugoslavia, dalla Grecia alla Bulgarìa. In Italia ci sono le tracce più significative a Ravenna che, a quel tèmpo, si chiamava Classe ed èra sede dell'esarcato, del governatore per conto di Bisanzio. Sèmbra quasi un'isola felice in un panorama storico che vede sfaldarsi, a poco a poco, buona parte di quanto i romani avevano costruito. L'Italia comincia ad assomigliare ad una strada di passaggio, ad un terreno di conquista sul quale si gettano popoli del nord, i cosiddetto barbari, che sèmbrano avere soltanto il desiderio di arraffare e di distruggere tutto quanto abbia a che fare con la cosiddetta civiltà... Torniamo a Ravenna, questa piccola isola felice, a questo pezzetto di oriènte sul suolo italiano. C'è da ritenere che dovesse èssere un cèntro abbastanza popolato se si considera soltanto il numero delle chièse : S. Vitale, Sant'Apollinare in Classe (vicino al mare), Sant'Apollinare Nuovo... a queste aggiungiamo due battisteri, edifici nei quali, secondo il rito orientale, si pratica il battesimo per immersione... Si tratta di edifici che hanno una strana particolarità : all'esterno sono molto sémplici, con linee architettoniche bèn definite, realizzati con un materiale povero come il cotto, il mattone... all'interno, al contrario, sono quasi fastosi, splendènti di marmi, alabastri e mosaici multicolori! Buona parte degli edifici è a PIANTA CENTRALE (hanno cioè, in pianta, la forma di un poligono che può èssere inscritta in un cerchio : esagono, ottagono ecc.) che è tipica delle costruzioni orientali... però qualcuno, invéce, ha raccolto l'ispirazione delle prime basiliche romane... Le due chièse dedicate a Sant'Apollinare hanno infatti la struttura della basilica paleocristiana. Il chiostro è ridotto ad un piccolo atrio e l'interno è diviso in tré navate che sembrano convergere verso il nicchione dell'abside. Entrambe hanno un campanile cilindrico, staccato dal corpo della chièsa , con una serie di aperture - dapprima singole poi bifore, trifore ecc. - come a voler alleggerire il peso della muratura a mano a mano che la costruzione si eleva... Ci sono poi i due Battisteri a pianta ottagonale, quasi perfetti nella loro sémplice struttura che bèn mette a frutto gli insegnamenti dell'architettura romana. Ma, forse, l'edificio che meglio esprime i concetti e le finalità di questo momento artistico è la chièsa di San Vitale. All'esterno, come abbiamo già detto, la costruzione appare abbastanza sémplice, massiccia, regolarissima nella sua pianta ottagonale contro la quale vanno ad accostarsi gli inserimenti del nartece (l'ingresso), dell'abside a nicchia e i due campanili cilindrici. È una composizione architettonica abbastanza articolata, a due piani, con un tamburo sopraelevato che dovrèbbe contenere la cupola ma, a parte gli effetti plastici dovuti e sottolineati dal chiaro-scuro quando è colpita dal sole, niènte potrèbbe farci supporre la qualità dell'interno. Si accède dal nartece e si scèndono alcuni gradini e ci si accorge di èssere entrati in uno spazio molto articolato... L'ottagono della pianta è diviso in due parti concèntriche, una specie di deambulatorio esterno e una specie di fiore centrale sotto la cupola... Questa divisione è ottenuta con pilastri massicci, alleggeriti da un rivestimento di marmo, e con colonne... Muovèndosi lentamente si ha l'impressione di uno spazio che cambi continuamente aspetto, come in un caleidoscopio, proponèndo, di seguito, sèmpre nuovi scorci... Al primo piano ci sono i matronei, gli spazi destinati alle donne durante le celebrazioni religiose... Più sù, sopra il tamburo, ancora ottagonale, si eleva la cupola che sèmbra voler delimitare uno spazio e, nello stesso tèmpo, ampliarlo... Con accorgimenti molto sémplici, un architétto è riuscito a moltiplicare uno spazio delimitato ampliandolo con la propósta di continue e nuove vedute che potrèbbero portarci a percorrere il deambulatorio in continuità sènza aver l'impressione di vedere due volte lo stesso scorcio... Cominciamo a guardare gli elementi costruttivi. Notiamo che, sulle colonne, c'è il classico capitello, anche se è diverso da quelli greci e romani, sèmbra quasi un merletto o una trina . Sopra al capitello, invéce, c'è un elemento nuovo : una specie di piramide tronca capovolta, il PULVINO, che sèmbra messo apposta per dare più slancio agli archetti oppressi dal peso delle strutture superiori. Questo è un elemento che troviamo in tutte le costruzioni ravennati.
Usciamo dalla chièsa, nel praticello che la circonda, e ci troviamo di fronte ad un piccolo edificio ancora in cotto, basso e massiccio a forma di croce latina (con i due bracci diseguali). Entriamo anche in questo : è il Mausoleo di Galla Placidia. (Mausolo si fece costruire un edificio-tomba ad Alicarnasso che da lui prese il nóme e diventò poi il nóme di tutti gli edifici-tomba). Nell'interno la luce è filtrata da lastre di alabastro, come in San Vitale, ma qui è veramente poca. A malapena permette di vedere le pareti impreziosite da una superficie continua di mosaico multicolore... Il mosaico è la tecnica pittorica di Ravenna ed ha il pregio di èssere incorruttibile, di non subire i danni che possono subire le strutture murarie.
I temi rappresentati sono temi religiosi con la simbologìa che abbiamo già visto nel periodo precedènte. Anche nella rappresentazione dei personaggi, come possono èssere le teorie di Santi in Sant'Apollinare Nuovo, sèmbra quasi che sia stato utilizzato un unico timbro per raffigurarli, con lievissime differènze tra l'uno e l'altro. Questo non indica una deficiènza di ordine tecnico. Non vuol dire che il mosaicista non èra capace di fare meglio, significa soltanto che il messaggio - già come al tèmpo degli egizi - doveva èssere chiaro e interpretato in un solo modo, sènza lasciare spazio all'immaginazione di chi osservava. Lo stesso accade per i mosaici di San Vitale. Qui sono rappresentati l'Imperatore, l'Imperatrice e le loro rispettive corti. Sèmbrano quasi due istantanee nelle quali i personaggi sono colti in posa a fissare l'osservatore, Sèmbrano quasi uno déntro l'altro, alquanto corposi e quasi ingenuamente disegnati. Eppure il messaggio che ne deriva è chiaro, non si stènta certo a riconoscere il personaggio principale o il minore! Gli esèmpi di scultura sono limitati e si riassumono nell'intaglio artigianale dei capitelli e dei pulvini oltre a qualche sarcofago. Sono riprodotte anche qui immagini prevalentemente simboliche , seguèndo le stesse modalità e direttrici già riscontrate nei mosaici. esèmpi e immagini documento icòna suggerimenti e osservazioni |
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