8 - STEFANO il periodo : un pomeriggio assolato ma fresco all'incirca nel 98 dópo Cristo Stefano ha l'aspetto di un ragazzino dolce e gentile, con lo sguardo buono, limpido e un disponibile sorriso sulle labbra, sèmbra un ragazzino eppure, avèndo compiuto i ventidue anni per la légge romana è un uomo fatto. Ha accettato di scambiare quattro chiacchiere con mé e so che corre un rischio nel farlo, lo stesso che correrèbbe dichiarando pubblicamente la sua religione. - Così sei interessato al messaggio di Cristo... Voglio essere sincero con lui - No Stefano, se vedi in mé un possibile nuovo adepto devo deluderti. Sono interessato alle vostre scélte di vita perché vorrei capire... Corruccia leggermente la fronte - Capire? - Certo, capire perché tra tanti dei ne avete scélto uno soltanto che non è vostro ma dei giudei... Stefano sorride - Jehova è il dio di tutti! Ed è l'unico Dio, come dicono i comandamenti che ha consegnato a Mosè sul monte Sinai. Se non accetti questo non riuscirai mai a capire... - Tu mi stai parlando di fede... - Certo! Perché credi, altrimenti, che molti di noi siano pronti a sacrificare la loro vita? Se credi in qualchecosa, se ci credi veramente, nessun prezzo è troppo alto per l'affermazione della verità! - È tutto qui? - probabilmente l'ho detto con un tono deluso. Stefano mi guarda stupito - Tu non credi, vero? Ragioni probabilmente con la logica del profitto, pensando soltanto a té stesso... Non potrai mai capire qualsiasi cosa ti dicessi... Come riesci a vivere cosi? Sènza avere la prosepttiva di una vita eterna, sènza desiderare di incontrare il sorriso sulla bocca di chiunque incontri, sènza scambiare la tua disponibilità con quella degli altri... - Ho visto parecchie croci lungo la via e non mi pare proprio che chi le occupava fosse felice... Mi hanno detto anche che le fière nell'arèna non sèmbrano disposte a scambiare con voi la disponibilità... Stefano scrolla il capo e mi guarda con tranquillità - Anche mio zio è morto nell'arèna... Sappiamo bène che è il prezzo che si deve pagare per affermare la propria libertà... E non credere che si tratti di un periodo particolarmente barbarico o insensibile, ci sarà sèmpre intolleranza nei confronti del diverso. Quando si ha paura o non si rièsce a capire qualche cosa allora è più facile cercare di eliminarla per non interrogarsi... Ed è meglio affermare di aver a che fare con dei pazzi esaltati per non prènderli troppo sul serio... non credi? - Non soltanto lo credo, lo so... Parlami, per favore, delle catacombe, dei vostri simboli... - Trovo strana la tua curiosità. Sèmbra che tu non voglia assolutamente giudicare, come pretèndono di fare gli altri. Cosa è che ti interessa veramente? - Te l'ho già detto, capire. Sapere direttamente da té perché vi riunite sottoterra, perché accettate questa vita a rischio, in fondo tu non sei uno schiavo e hai tutto da perdere... - Da perdere? Tutto? - sorride quasi felice - Soltanto cose materiali. Soltanto oggetti e comodità che mai potrei portare con mé nel mio cammino verso il cièlo... Scrollo il capo - Sono storie che ho già sentito, Stefano. Già gli egizi più di duemila anni fa parlavano di viaggi nel mondo degli inferi, soltanto che loro cercavano di farsi seppellire vicino alla tomba del faraone per avere qualche garanzìa in più... Non mi stai raccontando niènte di nuovo... - No, non è vero. Noi non abbiamo dei in terra. Noi non abbiamo caste, predichiamo e viviamo la reale uguaglianza e la possibilità di salvezza eterna per tutti. Jehova si è immolato sulla croce per tutti, anche per té... Deve notare la mia espressione perplessa - Vièni con mè, ti faccio vedere qualchecosa che forse ti convincerà... |