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Secondo la leggènda tutto
sèmbra nascere per scommessa... Fondata da esuli troiani che si mescolano a popolazioni del luogo... Romolo e Remo allattati dalla lupa... Lo scavalcamento di un solco tracciato con l'aratro divènta la causa di un fratricidio... Tutte cose che affascinano certamente e contribuiscono a dare una piacevole origine misteriosa a Roma... Di certo e provato c'è che, dopo quella egizia, e forse ancor più di questa, quella romana è la civiltà che ha lasciato le tracce più imponènti e diffuse. Qual'è il suo grande merito? Quello di assorbire quanto di buono le civiltà precdènti hanno scoperto e codificato per approfondirlo, rielaborarlo ed utilizzarlo al massimo. L'architettura romana ha un enorme sviluppo e i reperti che sono arrivati fino a noi ne testimoniano in pièno una evoluzione approfondita e una saldezza costruttiva : non sono durati soltanto perché sono più giovani ma anche e soprattutto perché - vedi ad esèmpio gli anfiteatri, Roma, Pompei, Verona, Arles, Nimes ecc. - sono costruzioni ancora bèn utilizzabili ai giorni nostri. Eravamo rimasti all'arco etrusco dal quale l'architettura romana trae la volta a botte, naturale proseguimento di copertura di un corridoio o di un edificio rettangolare. Dall'incrocio di due volte a botte otteniamo la VOLTA A CROCIERA che permette una maggiore sopraelevazione pur conservando strutture abbastanza leggere.
Dalla sovrapposizione di strutture ad archi si ottèngono costruzioni imponènti come gli acquedotti, le terme, gli anfiteatri... E, a questo punto, nasce una considerazione logica : il popolo romano attinge la sua cultura dagli egizi, dai greci e degli etruschi, ha il suo mondo di dèi, ha una sua cultura dell'aldilà ma possiède soprattutto una cultura del presènte e perciò, più che tèmpli o tombe, ci ha tramandato per la nostra osservazione e contemplazione, edifici di tipo civile o militare. Oltre ai già citati, abbiamo imponènti cinte murarie, ponti, porte cittadine, strade, archi trionfali, fognature, ville, mercati, piazze colonnate...
I greci avevano concepito il teatro come luogo di incontro e di riunione per fare cultura e, per rènderne facile la costruzione, lo avevano addossato al pendìo di una collina dove l'inclinazione naturale del terreno favorisce la collocazione delle gradinate... I romani danno forma all'anfiteatro, un edificio imponènte che può sorgere in qualsiasi posto pianeggiante... Il perimetro esterno è costituito da una serie di arcate sovrapposte - i tré ordini classici della Grecia sono sovrapposti per suggerire una sensazione di allegerimento progressivo : dorico, ionico, corinzio - poi, all'interno, c'è tutta una serie di strutture abbastanza complicate che permettono di edificare gradinate in grado di ospitare fino a cinquantamila spettatori tutti assième... E, sotto alle gradinate, ci sono scale di accesso - strutturate in modo da permettere un rapido ed ordinato sfollamento - spazi per banchetti e scoli vomitori; sotto la cavea - la parte ellittica più interna nella quale si svolgono gli spettacoli - ci sono passaggi sotteranei, scoli, fognature... È veramente una costruzione imponènte e molto evoluta e poco importa se all'interno spesso si svolgono sacrifici umani o strane lotte nelle quali è sèmpre un uomo a soccombere, per quanto schiavo possa essere... Si arriva a concepire una copertura sferica che assomiglia alla cupola sènza ancora essere tale, ma che riesce a concludere e definire uno spazio simile al cièlo nel Pantheon, tèmpio dedicato a tutti gli dei. Due esèmpi di architettura trionfale di invenzione romana sono l'ARCO TRIONFALE e la COLONNA TRIONFALE, concepiti entrambi per celebrare ed esaltarele qualità di condottièro e conquistatore di un determinato personaggio... sènza considerare che nessun condottièro potrèbbe essere grande se non avesse ai suoi ordini centinaia o migliaia di umili uomini obbediènti che spesso divèntano soltanto carne da macello... L'ARCO nasce dall'antica usanza di passare sotto ad una specie di baldacchino sopraelevato che conteneva le ossa degli antenati e ciò èra visto come un atto di purificazione più che di trionfo. Naturalmente, in questo caso non si può parlare di purificazione, è volutamente un esèmpio di esaltazione da tramandare ai posteri e si deve riconoscere che l'esèmpio ha avuto successo se ricomparirà spesso e tornerà in auge agli inizi del milleottocènto... La COLONNA nasce certamente dall'istoriazione di una normale colonna, come quelle dei tèmpli. Poi le dimensioni crescono, la colonna divènta cava all'interno - e può essere percorsa, tramite una scala a chiocciola, fino alla sommità - e l'istoriazione percorre a spirale tutto il fusto diventando una specie di libro che racconta le imprese, la vita e la morte di un imperatore : Traiano, Marco Aurelio. Nella scultura si seguono due indirizzi fondamentali : - se l'effigiato è l'imperatore e la statua va esposta in un luogo pubblico, si tiène conto dei canoni di bellezza greci dando al corpo un aspetto piacevole e proporzionato, resta invece fedele alla realtà la testa, il viso che divènta un vero ritratto; - se l'effigiato è un personaggio minore, verra rappresentato nelle sue originali caratteristiche morfologiche sènza alcun abbelimento. Questa è la caratteristica che, a mé, rènde cara la scultura romana : la presentazione di una serie di tipi, di caratteri che la fanno sentire vera, che presentano uomini e donne con le loro caretteristiche umane, fisiche e psicologiche, con i loro ornamenti e le loro acconciature. Non sono più bellezze ideali ma persone con un loro nome e una loro personalità. Questa stessa caratteristica torna in buona parte dei disadorni monumenti funebri, generalmente di personaggi benestanti : il romano medio credeva fondamentalmente in una vita terrena da trascorrere nel migliore dei modi, Se c'èra un aldilà tentava di propiziarsi gli dei preposti e poi stava a vedere... L'eruzione del Vesuvio e la conseguènte copertura di cenere di Pompei, ci ha permesso di ritrovare pressoché intatte una serie di pitture che decoravano le pareti di un gran numero di domus della cittadina e questo ci consènte di conoscere più a fondo il gusto di questo popolo o almeno di quella parte di esso che poteva permettersi le case con le pareti dipinte. Anzitutto la tecnica. Il clima abbastanza asciutto del sud permetteva l'uso della tecnica ad encausto che consisteva nel mescolare il colore con sostanze cerose, veniva poi spalmato sul muro a secco e quindi ripassato con metallo scaldato perché aderisse meglio all'intonaco (questa tecnica verrà in seguito sperimentata, sènza successo, da Leonardo a Firènze). Le immagini che ci sono pervenute ci testimoniano che i romani avevano una buona conoscènza della prospettiva (anche se non ne hanno codificato le regole geometriche) un buon gusto per la decorazione (attinto sicuramente dall'osservazione attènta di esèmpi egizi, greci ed etruschi) e che, come abbiamo già visto nella ceramica greca, amavano rappresentare tutti i temi : dalla mitologìa alla divinità, dalle immagini di feste e banchetti a quelle della vita di ogni giorno sèmza falso pudore nel trattare anche i temi più intimi e personali (pitture dei lupanari). L'impero romano, nella sua massima estensione, andava dalla Gran Bretagna fino alla Spagna, all'Egitto e a buona parte della Mesopotamia. Anche ai confini di questo immenso territorio (rammentiamo che a quei tèmpi si viaggiava a pièdi, a cavallo o con il carretto) si trovano tracce della colonizzazione sotto forma di fortificazioni, di teatri o di palazzi e si tratta di quelle stesse forme originali che troviamo nella capitale, magari lievemente alterate per accogliere caratteristiche particolari di quel popolo e del suo modo di trattare l'arte. Questo èra tipicodel popolo romano conquistatore : -assorbire i popoli conquistati e prèndere da loro tutto quanto c'èra di buono, non soltanto come bèni materiali; - fornire in cambio lo status di cittadino romano che, a quei tèmpi, èra considerato il massimo. Questo ultimo punto non èra soltanto una sorta di onorificènza formale, una specie di contentino per rabbonire le popolazioni contattate, non va dimenticato infatti che a Roma avevano una grande importanza il valore e la fedeltà alla patria e queste qualità potevano essere compensate anche con l'onorificènza più alta e cioè il coneferimento del titolo di imperatore (Marco Aurelio èra nato in Spagna...). Per farvi sorridere, un po' come negli odièrni Stati Uniti d'America dove, sèmbra, chiunque avrèbbe la possibilità di diventare Presidènte... esèmpi e immagini documento monografia suggerimenti e osservazioni |
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