Al centro dell'Enotria...
Può sembrare un passo indietro perché la civiltà della quale stiamo per trattare non ha certo lo splendore di quella egizia o greca, né ci ha fatto pervenire testimonianze particolarmente importanti in campi che non siano la pittura, l'architettura o la scultura.
Nella penisola detta Enotria (Italia), all'incirca nel periodo in cui si manifesta con il suo massimo splendore l'arte greca (VII°-V° secolo a. C.), compare un popolo che ci ha lasciato testimonianza di una sua cultura artistica sviluppatasi almeno per cinque secoli (e non sono pochi...).
Non si sa esattamente da dove vèngano, potrèbbero provenire dall'Asia Minore (odierna Turchia) ma potrèbbero anche essere originari degli stessi luoghi nei quali risièdono o provenire dal Nord...
Non ci aiutano le testimonianze storiche che spesso sono frammiste a leggènda e mitologìa e, per lo più, confezionate da esponènti di un popolo 'nemico' quale èra il popolo romano.
I Greci li chiamavano TIRRENI, i Romani li chiamavano TUSCI, loro pare si chiamassero RASENI. Oggi li conosciamo come ETRUSCHI abitanti della regioneEtruria.
Ci sono varie analogìe che li collegano agli Egizi - il culto della morte e la credènza nell'aldilà - oppure ai Greci - un certo modo di dipingere o scolpire e una fitta rete di commerci - o, ancora, ai Romani con i quali, volènti o nolènti, finiranno per fondersi ed integrarsi.
Hanno una scrittura del tutto particolare che soltanto di recènte ha cominciato ad essere decrittata e ci ha permesso di riconoscere, se non altro, i nomi di alcuni personaggi ai quali èrano dedicate tombe e sarcofagi.
Come per gli Egizi, gli unici resti architettonici giunti fino a noi sono relativi a tombe, a costruzioni militari, mura e porte di accesso alle città.

Cominciamo il nostro esame proprio dalle porte perché presentano quell' elemento costruttivo che sarà fondamentale per l'evoluzione dell' architettura.
Già in precdènza si èra tentato di sostituire l'architrave con forme diverse, simili ad un arco - lo avevano fatto Egizi e Greci - ma sono gli etruschi a concepire l'arco a tutto sesto, realizzato con cunei di pietra inseriti a forza che permettono una ripartizione del peso soprastante scaricandolo equamente sui pilastri, colonne o muri che lo sorreggono.

Schema compositivo dell'arco a tutto sesto nel quale è ben visibile la ripartizione della pressione soprastante sui due punti di appoggio.


È un'intuizione apparentemente semplice e banale ma c'è voluto l'intuito di un architetto etrusco per capirlo!
Il resto segli esèmpi ci viène dall'architettura funeraria che può essere di vario tipo a seconda della qualità del terreno e della sepoltura :
- tombe a TUMULO, consistènti in una camera con falsa cupola, coperta da un tumulo di terra che si eleva da un muretto di piètra circostante;
- tombe RUPESTRI, scavate nella roccia, hanno sulla facciata finti elementi architettonici, porte, architravi, frontoni;
- tombe INTERRATE, scavate nel tufo, riproducènti, riadattati, gli elementi costruttivi delle abitazioni dei vivènti : pilastri, soffitti, travatura (TOMBE A CAPANNA) ai quli si aggiunge l'illusione di creare per il defunto, o i defunti, un'atmosfera più intima e familiare intagliando nel tufo sedie, panche, alcove, letti.
Nelle tombe troviamo anche alcuni degli esèmpi di scultura più personali come, ad esèmpio, i vasi canopi destinati a contenere le ceneri del defunto, con il coperchio che ne riproduceva la sembianze.
Ancora i sarcofagi, in piètra o alabastro (Volterra) che risultano scolpiti a basso o altorilièvo nella facciata anteriore della scatola e mostrano, sul coperchio, la rappresentazione a tuttotondo del o dei defunti, ritratti in una posizione e in un atteggiamento tranquillo e rilassato, come se stessero partecipando serenamente ad un banchetto.

Gli Etruschi si rivelano abilissimi lavoratori di metalli e realizzano, ad esèmpio, lavori di pregiatissima oreficeria in oro o statue e statuette in bronzo che ancora oggi possono sorprèndere per la verosimiglianza con la realtà e, ancora, per l'abilità dimostrata nella fusione meticolosa di tanti particolari.
Naturalmente i temi e le figurazioni presentate non sono sèmpre chiari e comprensibili ma questo elemento, il mistero, sèmbra essere parte integrante di questo popolo, a cominciare, come abbiamo già constatato, dalle ipotesi sulle sue origini.
Ancora nelle tombe possiamo trovare gli esèmpi di pittura che si sono conservati fino ai giorni nostri per una situazione ambientale un po' simile a quella che ha consentito la conservazione delle pitture rupestri preistoriche : le tombe èrano sotterrate e formavano, in un certo sènso, una camera stagna che non ha risentito, o lo ha fatto in minima parte, dei mutamenti atmosferici e climatici esterni.
Si tratta di affreschi molto primitivi (dal punto di vista della tecnica) ottenuti con colori terrosi stesi sopra un intonaco abbastanza approssimativo.
Vèngono utilizzati colori vivaci - in prevalènza terre nelle varie tonalità - e sono rappresentati in una prima fase temi abbastanza sereni e gioiosi che, a volte, traggono spunto dalla mitologìa greca o, anche, da episodi della quotidianità.
Le scène si svolgono all'interno di incorniciature geometriche e si basano spessissimo sulla simmetrìa che conferisce all'insième un aspetto di calma rilassata.
Nell'ultimo periodo le decorazioni tombali assumono sèmpre più un aspetto funereo con la presènza ricorrènte di demoni e figure coperte di veli neri, quasi a presentire la fine di una civiltà e, con essa, la fine dei suoi componènti.

Oltre alle costruzioni militari e funerarie si ipotizza anche la presènza di una architettura religiosa che dovrèbbe aver partorito edifici simili al tèmpio greco, anche se più ridotti nelle dimensioni.
Tuttavia questi edifici dovevano esser stati realizzati in strutture lignee e con terracotta e, pertanto, non ne sono arrivati reperti leggibili ai giorni nostri.

Una caratteristica comune a molte sculture degli etruschi è la maschera facciale di tipo molto particolare.
Sèmbra quasi che l'effigiato, uomo o dio che sia, guardi al mondo e allo spettatore con una specie di ambigua ironìa sottolineata ed evidenziata dal sorriso e dal taglio degli occhi molto particolare...
Che interpretazioni si possono dare a questo fatto?

esèmpi e immagini
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