INTERVISTE IMPOSSIBILI
3 - GAMAS



il luogo : l'Acropoli che sovrasta la città di Atène davanti ad un tempio dorico dedicato ad Athena Parthenos, lontano si intravede la striscia blu intenso del mare;
il periodo : la mattina avanzata di un giorno di festa (lo si intuisce dalle decorazioni a festoni che ornano la facciata del tèmpio tra le colonne).

Gamas è un uomo di circa quarantacinque anni, con una bella chioma castana, il viso tranquillo contornato da una morbida barba pure castana.
Sulla sua fronte alta ogni tanto si formano rughe che sono lo specchio della sua situazione attuale : per lui ha grande importanza riuscire a farsi capire; non gli importa il giudizio di chi vedrà la sua opera, non gli importa la gratificazione di un complimento quanto il coinvolgimento di chi guarda, l'identificazione con i personaggi rappresentati.
- Sta calmo, - gli dico - è tutto perfetto.
Mi lancia un veloce sorriso - Sì, hai ragione. E anche se ci fosse qualche cosa che non va adesso è tardi per rimediare!
E riprènde il suo avanti e indietro tra le colonne delpronao fino alla cella dove il suo sguardo si alza a controllare il lungo fregio scolpito.
Previène la mia domanda - Niènte di simile è mai stato creato prima d'ora eppure ho la sensazione che qualche cosa non sia soddisfacènte... che cosa? È questo che vuoi chièdermi?
- Infatti.
- Vedi, il nostro lavoro creativo si è sèmpre basato sulla ricerca della perfezione nelle proporzioni tra altezza, larghezza e lunghezza di un tèmpio, della morfologia umana, nell'atteggiamento sereno di un volto o di un gesto... Non c'è mai stato spazio per la rappresentazione del sentimento che è soltanto un momento fuggevole del vissuto umano... Io, forse indegnamente, forse intempestivamente, ho cercato di fare proprio questo, pur rispettando le regole e i canoni definiti...
- Ci sei riuscito. - cerco di dare convinzione alla mia affermazione pur sapèndo che il mio giudizio è insignificante.
- Lo spero, lo spero vivamente ma temo, nello stesso tèmpo, di aver esagerato, di avere travalicato i limiti che mi sono concessi... Qui, nella casa dedicata a Pallade Athena, mi sono permesso di suggerire atteggiamenti propri dell'umano... - scuote il capo come se volesse scacciare i pensièri - Quello che è fatto è fatto! Dimmi invece, cose ne pènsi del complesso architettonico nel suo insième?
- Te l'ho già detto, hai raggiunto il prefetto equilibrio delle proporzioni. La facciata suggerisce al tèmpo medesimo l'idea dell'imponènza e della calma serenità che certamente regna sull'Olimpo. Le decorazioni dei timpani e del fregio sèmbrano animarsi di vita e promanano esortazioni a perpetuare e diffondere il primato di Atène in tutto il mondo conosciuto!
Gamas sorride dolcemente - Se anche soltanto la metà di quello che dici fosse vera potrei ritenermi soddisfatto! E la statua della dea, non ti pare troppo imponènte, troppo ricca?
- Credi forse che una dea meriterèbbe meno attenzione?
- No, non intendevo questo. Soltanto che la nostra società, come dice il buon vecchio Socrate, ha sèmpre fatto della sobrietà la sua forza. Non vorrei che l'ostentazione dell'oro e dell'avorio potesse deviare da questo percorso...
- Credo che tu abbia agito in buona fede, perché non vuoi credere che i tuoi concittadini facciano altrettanto?
- Non pènso che la mia sia sfiducia, ho un'altro tipo di sensazione. È come se intuissi che questa costruzione rappresènta un apice, il punto massimo di una salita dopo il quale immancabilmente ci sarà la discesa...
- Ciò non toglie che questo apice esista e possa rappresentare un esèmpio che i tuoi colleghi potranno seguire...
Gamas fa un cenno con la mano - Hai sentito? La processione sta arrivando, ora sapremo la verità!







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