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Nel Mediterraneo, quasi
al cèntro, c'è una penisola che ha vagamente la forma di una mano che
si protènde sul mare circondata da una miriade di isole e isolette. La abita un popolo di commercianti che da parecchi secoli intrattiène relazioni con tutte le popolazioni che risièdono lungo le coste del Mare Nostrum. Hanno perfino fondato colonie in Asia Minore (Turchia), in Africa, in Italia e in Spagna. Ma non è soltanto un popolo di commercianti e di guerrièri. Ha imparato che ci sono anche altri modi di conquistare e sono forse i modi più duraturi e meno oppressivi : si possono diffondere il proprio pensièro, il proprio modo di vivere, le proprie usanze, le proprie abitudini... E, allo stesso modo, si possono recepire le usanze del luogo, le conoscènze da approfondire ed utilizzare praticamente. Questo è il grande merito degli abitanti dell'Ellade, della Grecia. Con loro assistiamo al nascere di tutta una serie di attività legate al pensièro e alla comunicazione dei problemi umani : la Filosofia, il Teatro, la Letteratura prima parlata e poi scritta... C'è un grande salto tra questa civiltà e quella che abbiamo osservato in precedènza! Intendiamoci, esistono ancora gli dei che servono a dare una spiegazione a tutti gli evvenimenti ancora 'inspiegabili' ma assomigliano tanto agli uomini nelle loro manifestazioni... Vivono sull'Olimpo, si dice, ma spesso scèndono a valle per incontrare gli uomini, per invaghirsene, per accoppiarsi con loro e generare una nuova stirpe di 'semidei' che uniscono in sé, purtroppo, tutti gli elementi negativi degli uomini e degli dei. Però non esiste più un faraone, un dio in terra... È stata creata una specie di autorità elettiva all'interno di una situazione politica chiamata democrazia : il popolo scéglie i suoi rappresentanti, i suoi capi, e può cambiarli se non gli vanno bène... D'accordo, non è tutto il popolo a partecipare a queste elezioni, ne sono escluse le donne, gli appartenenti alle fasce minori, gli schiavi... E pur tuttavia è l'inizio di qualchecosa di nuovo... L'uomo, almeno dal punto di vista teorico, ha una nuova valorizzazione non soltanto per la sua forma fisica ma anche e soprattutto per la sua capacità di pensare, di formulare giudizi, di avere intuizioni e deduzioni, di interrogarsi sui grandi perché della vita che lo accompagnano dalla sua nascita e continueranno ad accompagnarlo fino alla fine dell'umanità. Ad esèmpio, ci sono certi luoghi nei quali si insegna... si cerca di far imparare ai giovani attraverso l'esperiènza dei meno giovani, attraverso la sperimentazione pratica, attraverso il confronto delle idee e la dialettica... In altri luoghi si insegano invece le attività fisiche che poi, con il tèmpo, verranno chiamate sportive... E vèngono organizzate pubbliche competizioni nelle quali gli atleti si misurano l'uno contro l'altro, nelle varie discipline... C'è una sorta di venerazione per l'atleta, gli vengono dedicate statue e pitture ma non soltanto perché rappresènta l'ideale della bellezza fisica ma anche e soprattutto perché questa bellezza è la degna cornice ad una mente attiva e ad uno spirito vitale e creativo : mente sana in corpo sano...
Agli Dei vèngono dedicati i tèmpli. Sono edifici particolari, in genere edificati in una zona della città sopraelevata - acropoli - quasi a protezione della città stessa. Sono costruzioni che assomigliano molto alle case nelle quali vivono gli uomini. Hanno tetti a capanna, a due falde, e un giro di colonne lungo tutto il perimetro. Colonne che ricordano, anche queste, i tronchi, i pali, che reggevano il tetto della casa. Le colonne possono essere di varia forma, liscie o scanalate, sormontate da un capitello che, dapprima semplice, si è con il tèmpo impreziosito fino a sembrare un cestello dal quale sporgono, bèn disposte, foglie d'acanto che s'intrecciano a volute a spirale.
Sopra al fregio, nelle due facciate, ci sono i timpani, spazi triangolari (per seguire l'andamento del tetto) nei quali vèngono collocati gruppi statuari con le figure disposte a riempire correttamente lo spazio e perciò saranno distese negli angoli più stretti per arrivare erette al centro, più alto. Sono costruzioni imponènti, come si addice agli dei; sono costruzioni che possono essere viste da ogni angolo della città e quindi divèntano elementi aggreganti e rassicuranti. Si èntra percorrèndo una scalinata che sèmbra quasi voler staccare dal suolo lo spazio dedicato agli dei. Si passa attraverso le colonne e si accede ad una grande sala nella quale, di solito, viène collocata una grande statua del dio o della dea. Quis i svolgono le funzioni religiose che ahnno il doppio scopo di propiziarsi l'umore del dio e di aggregare coloro che in quel dio credono. Tutt'intorno alla parte alta del muro di questa grande stanza si snoda un altro fregio scolpito che di solito rappresènta una processione in onore del dio tutore del tèmpio. Una processione nella quale è rappresentato tutto il popolo che porta un dono agli dei : dal più ricco al più povero, dal più intelligènte al più sprovveduto, dal più considerato al meno noto, recano i frutti del loro lavoro che possono essere anfore d'olio o di vino, prodotti artigianali, dediche... Tutti assième con la stessa dignità di uomini liberi, felici della stessa gioia, uniti nella stessa fede, sènza paure o complessi da nascondere... Nella parte posteriore del tèmpio c'è una cella privata, qui si conserva il tesoro del tèmpio e tutta quell'attrezzatura necessaria allo svolgimento delle funzioni religiose; qui possono cambiarsi i sacerdoti o le secerdotesse. Ma l'architettura del popolo greco non si riassume soltanto nel tèmpio, sono pervenuti fino a noi resti bèn conservati di teatri, di biblioteche, di pinacoteche a testimonianza di una vita culturale molto ricca. Così come ci sono pervenute migliaia di anfore decorate con ocra e nero e rappresentanti tutta una serie di episodi mitologici affiancati a scène di vita reale, da quella importante a quella più spicciola. C'è qualcosa che accomuna l'architettura, la pittura e la scultura greca, una linea di fondo che le rènde uniche e riconoscibili. Anzitutto la sensazione di calma meditata di calma conquistata che, soprattutto il tèmpio, ci suggerisce con la sua imponènza, con il suo svilupparsi di un'armonìa di linee verticali e orizzontali. Poi l'idea della bellezza che nasce da concetti ideali codificati in formule geometriche, in proporzioni anatomiche o strutturali. È un concetto di bellezza che ancora oggi potrèbbe diventare 'oppressivo' se fosse visto soltanto come un fatto 'estetico' da valutare ed apprezzare con gli occhi e che invece va considerato come il coronamento, degno e logico, di un odo di essere, di pensare e di vivere che vede nell'armonìa il fine di tutto : in un'armonìa di sentimenti, di sensazioni e di pensièri che si concretizza nell'armonìa delle forme e delle proporzioni. In una rappresentazione umana del bello che è e deve essere lo specchio di una bella anima umana. esèmpi e immagini documento suggerimenti e osservazioni |
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