INTERVISTE IMPOSSIBILI
1 - GRRRGH


il luogo : il sud-ovest della nazione oggi chiamata Francia nella regione identificata come Perigord, uno spiazzo all'aperto di fronte all'entrata di una grotta. il periodo : un pomeriggio assolato ma fresco decine di migliaia di anni prima che qualcuno cominciasse a scrivere la storia.

Sono capitato qui a fatica, dopo un cammino di quasi otto giorni, contando sulla mia forza fisica e sull'illimitato desiderio di conoscere qualchecosa di preciso su un argomento così controverso.
La tribù mi ha accolto bène.
Sono una trentina di persone tra uomini donne e bambini.
Tutti vestiti di pelli d'orso ricucite alla meno peggio utilizzando tendini dell'animale e agli d'osso.
Ho pranzato con loro : carne di cervo bruciacchiata alla meno peggio sulla brace, un po' cruda e un po' cotta ma comunque gradevole anche perché da più di un giorno avevo esaurito le mie scorte alimentari.
Il capotribù si chiama Grrgh (almeno questo è quello che ho interpretato dai suoni gutturali che ha emesso) di è mostrato abbastanza disponibile dópo qualche momento di circospezione e dópo che gli ho donato una collanina fatta con dei coralli.
Si è seduto all'indiana di fronte a mé e ha cominciato a parlare e dópo qualche secondo mi sono accorto che riuscivo a comunicare con lui a patto di usare un linguaggio molto elementare intercalato con suoni gutturali di sottolineatura e di approvazione.
- Così hai attraversato le montagne dalla parte del sole che nasce per venirci a trovare... Hai camminato per quasi otto lune, perché? - Grrgh mi guarda piegando leggermente la testa di lato.
- Un uomo mi ha parlato delle pitture delle vostre grotte e io ho avuto voglia di vederle...
- Le pitture? Per il tuono rombante! - scoppia a ridere fragorosamente - Hai fatto tutto questo cammino solo per vedere le pitture? Hai corso il rischio di venire sbranato e divorato da qualche bestia solo per vedere le pitture?
Mi sento scemo e cerco dio sorridere - È così... - ammetto e realizzo che ha ragione, che il metro con il quale si misura la vita è diverso da quello dei miei tèmpi, dei nostri tèmpi.
- Lo sai che noi abbiamo sèmpre fatto le pitture, mio nonno, mio padre... È per questo che la nostra tribù non ha mai patito la fame...
- La fame? Cosa c'èntra con le pitture?
Grrgh ha un gesto di stizza come se mi giudicasse un minorato mentale - Che razza di cose dici! C'èntra, c'èntra eccome! Altrimenti perché avremmo fatto le pitture?
- Devi spiegarmelo tu...
Grrgh guarda la collanina che gli ho donato, scrolla il capo e poi accenna ad alzarsi - Senti, qui parliamo per niente. Vieni che ti mostro e forse capirai... - lo ha detto con un tono rassegnato come se dubitasse della mia capacità di capire.
Lo seguo arrampicandomi lungo la balza.
Lui si muove con un'agilità incredibile come se avesse i piedi prensili dentro i calzerotti di pelle d'orso; io devo fare ricorso alle mani più di una volta.
All'ingresso della grotta Grrgh prende una rudimentale lancia con la punta di selce e mi invita a seguirlo.
Poco più in là c'è un fuoco acceso, Grrgh prende un ciocco e lo usa come torcia per illuminare il cammino.
Ci introduciamo in un cunicolo abbastanza stretto e dobbiamo abbassarci per passare.
Dópo una cinquantina di metri lo spazio si allarga e alla luce del fuoco comincio ad intravedere le pareti scabre della roccia che si animano di presènze : bisonti, cervi, orsi, buoi selvatici, daini... uno zoo infinito all'apparènza disordinato eppure è facile identificare ógni animale diverso dall'altro per forma dimensione e colore.
- Li hai pitturati tu?
- Io? No. Sono anni che non si pittura più. Sono stati mio nonno e mio padre e qualche cosa ha fatto anche un fratello di mio padre... Sono più che sufficiènti, non ne servono altri...
Mi guardo in giro veramente estasiato, probabilmente ho la bocca spalancata e lo sguardo ebete ma non mi importa, realmente ho fatto bène a intestardirmi e a mettere a rischio la mia vita : adesso sono soddisfatto.
- Non sai come sono state pitturate?
- Certo che lo so! Ho passato intere giornate a guardare mio padre e a passargli quello che gli serviva. Le parti che vedi rossastre sono state fatte con della terra che si trova ai piedi della collina impastata con acqua, orina e un liquido biancastro che si ricava aprèndo certe bacche. Le parti giallastre invece con un'altra terra che si trova dall'altra parte della collina, dove nasce il vento freddo, e si impasta nello stesso modo. Le parti nere sono ottenute con la legna carbonizzata immersa nell'acqua gelida del torrente... Se volessi potrei ripeterle e sono sicuro di riuscire a farle altrettanto bène ma non è necessario, sono più che sufficiènti.
- Più che sufficiènti per cosa?
- Ma sei un testone! Urrg! Mio padre e mio nonno mi hanno insegnato a catturare lo spirito degli animali che vedi e una volta catturato lo spirito non hanno possibilità di scampo, di volta in volta posso scégliere la preda che mi piace di più e sono sicuro che la caccia andrà bène come è sèmpre stato...
- Non rièsco a capire...
- Guarda!
Grrgh si è alzato e si è pósto davanti all'immagine di un bisonte dalle lunghe corna e dal lungo pelo.
Brandisce la lancia all'altezza della spalla molleggiandosi agilmente sui piedi con un leggero movimento delle caviglie.
Poi, di scatto, fa il gesto di lanciare... sènza lasciare la lancia.
Ripete il tutto per una mezza dozzina di volte e poi mi guarda soddisfatto - Hai capito adesso?
- Forse, vediamo... Hai già ucciso l'animale, non può sfuggire alla tua lancia perché tu lo hai già colpito, hai catturato il suo spirito...
- Ecco! Finalmente! Èra così difficile da capire?
No, forse non èra così difficile.
Grrgh mi esorta a fare lo stesso rituale davanti all'immagine dell'orso - Così non correrai pericoli quando ritornerai alla tua terra! Il pelosone starà lontano da té perché avrai catturato il suo spirito...






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