Andrea Arcuri
n.1

ritorno ad una realtà
che abbiamo dimenticato
Non c’è nulla di superfluo
nel discorso figurativo di Andrea Arcuri, narratore, come è stato
sottolineato da quanti si sono interessati della sua arte, di un universo
poetico ed esistenziale al tempo stesso, da cui strappare una nota di saggezza
nostalgica ed amara, strettamente legata all’atmosfera della sua terra.
E’ come se l’interesse predominante
della sua elaborazione pittorica fosse questa sorta di lettura del territorio
dove l’artista è nato, per cui le immagini nella varietà
delle loro espressioni si fanno trascrizione fedele di un’atmosfera che
gli appartiene.
.
.. esprime con venature liriche la sua terra in una sorta di esplorazione
delle radici etniche.
Sfilano davanti ai nostri occhi
immagini di stradine, di vicoli inondati dalla luce o fantastiche periferie
di paesini campestri o scorci panoramici con le case che si arrampicano
lungo le balze della collina, o visioni di bimbi intenti a giocare come
si usava una volta o scalinate deserte di borghi rurali: una sorta di aria
e malia del passato.
Andrea Arcuri è un pittore
... capace di svelare il mondo di una realtà che abbiamo dimenticato
... Egli guarda con candore e con amore la realtà, tentando di valicare
il limite stesso di ciò che vede, quasi a volere narrare un suo
racconto fatto di immagini serene che sembrano appartenere al passato...
Tutto ciò viene
a determinare atmosfere e visioni di grazia e di schiettezza espressiva.
(Giovanni Cappuzzo)

n.2
n.3
n.4
Quotazioni:
£.700.000 / 2.500.000
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