dalla Stampa... “Verona Fedele” 21 settembre 1997

Nella Mostra ”A Parigi e Ritorno”

Capitolare: tesori d’arte non sempre ritornati in patria.

A Parigi e ritorno" è il titolo della mostra aperta in questo periodo presso la Biblioteca Capitolare della nostra diocesi, che sta raccogliendo un primato di interesse e di visitatori.
Il titolo si riferisce alle vicissitudini toccate a codici ed incunaboli della biblioteca, sottoposti alle requisizioni francesi di due secoli or sono. Esso è tuttavia valido per tutto un complesso di spoliazioni di opere d'arte e di collezioni scientifiche, compiute a vario titolo negli anni attomo al 1797, in conseguenza della conquista napoleonica d'Italia.

In quell'anno Verona - raro esempio in quel periodo storico - si ribellò all'invasione francese con un moto squisitamente popolare, entrato nella storia con il nome di "Pasque veronesi".
I provvedimenti francesi, nel caso della nostra città, furono decisamente contrassegnati da una volontà punitiva nei confronti di chi aveva osato ribellarsi all'autorità occupante, o di chiunque fosse sospetto di idee controrivoluzionarie. Furono prese di mira le collezioni private di tanti nobili antifrancesi; le scelte furono guidate, oltre che dalle preferenze dei commissari incaricati delle requisizioni, anche da quanto era stato pubblicato da Scipione Maffei nella monumentale Verona Illustrata.
A questo proposito Enrico Maria Guzzo, in un suo saggio sulle requisizioni, mette in rilievo "che sia proprio una copia di quest'opera l'unico esemplare dell'editoria moderna ad uscire dalla Biblioteca capitolare".

Ma non era solo a Parigi che erano destinate le nostre opere d'arte: nel 1810 finirono a Milano molte tele per rimpinguare le collezioni della pinacoteca di Brera e già in epoca postnapoleonica, mentre regnava l'Austria, altre opere d'arte vennero spedite a Venezia, per completare le gallerie dell'Accademia.

Chiuso il periodo napoleonico, ci fu il momento favorevole per chiedere la restituione delle opere d'arte; una commissione presieduta da Antonio Canova riuscì a fare rientrare in ltalia, ed a consegnare ai primitivi proprietari molti dei quadri, delle sculture e dei pezzi da collezione. Alcuni degli oggetti più celebrati sono quindi tornati a Verona, e si possono ammirare, esposti come sono alla vista dei visitatori.

Vorremmo qui citarne due, famosissimi. Il primo è l’Assunta del Tiziano, collocata nella cappella Cartolari Nichesola della Cattedrale la prima a sinistra, entrando dall'ingresso principale). L'altro è il trittico (l'Ancona) di Andrea Mantegna, collocato sull'altare maggiore della basilica di S. Zeno. La parte superiore è divisa in tre parti da una cornice intagliata e dorata. Nella parte centrale sta la Madonna in trono, ai lati alcuni santi: a destra Pietro, Paolo e Zeno, a sinistra il Battista, san Giorgio e San Benedetto. Portato a Parigi, il trittico tornò senza le tre tavolette che formavano la predella. Erano state spartite tra i musei del Louvre a Parigi e di Tours. Quelle visibili oggi nella basilica di S. Zeno sono solamente copie.

La mostra della Capitolare rimarrà apena fino al 24 settembre. L'orario è dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 (tutti i giorni). Giordano Sabaini
home page