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Giulietta Paolini.
Pittore e poeta (Roma 1945).
1986-1990 Esponente
dell’Equipe
Poeti Sabelli per la
rivista Arti Segrete.
Ha pubblicato il romanzo
Dove stai correndo (1989);
poesie con Foemina
(1988/1989);
poesie con cataloghi
delle mostre
Da uomo non uccidere a
Presenza e memoria
della Resistenza (1993-1994;
Aforismi Un soffio...
un giorno (1994);
poesie Vado scalza (1996);
poesia nell’Antologia
Schegge di Poesia (1996);
M. Jourcenar (1996/97);
Rudy De Cadaval (1997);
Omaggio a Salven (1997).
Mostre personali:
1995 Teatro del Centro, Roma.
Mostre collettive:
1996: Alternativa 94,
Via Margutta - Roma;
Invito alla XII Quadriennale;
1997: Il Triangolo verde, Roma; Romartexpo 97; Accademia
il Mondo dello Zodiaco, Roma.;
Museo Nazionale
Città dell’Aquila;
Roma Fiorita, La Saletta, Roma;
Gran Premio: La Vela d’Oro,
Cesenatico.
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Il cromatismo lirico di
Giulietta Paolini
di GRAZIA LAGO
L’arte di Giulietta
Paolini affonda radice nell'Iniziazione ai Misteri della vita e del cosmo.
Aeree come nubi, rarefatte come atmosfcre
della mente, espressione della spiritualità al suo culmine le chine
in bianco e nero tracciano
nello spazio linguaggi in codice emblematici
dello Yn e dello Yang,
del femminile e del maschile,
quali opposti e complementari poli
da cui scaturisce la forza,
la bellezza dell'universo.
Fluida, delicata, preziosissima la tecnica dell'acquarello, prediletta
da Rudolph Steiner,
il creatore dell'antroposofìa,
scienza e mistica nata in Europa nel 1913,
rivive il colore dal suo interno.
Attraverso le velature,
nell'incontro di un colore con l'altro ecco la succosa, multiforme varietà
dell'esistenza,
da un gatto blu che arriccia la coda tra i tetti
e la luna all'olocausto tradito, alla guerra,
a quella distruzione atomica che
sulla nostra e sull'altrui pelle
continuiamo a portarci dentro.
Siamo in Via Tor di Nona n.33, dove, presso il Centro Permanente all'Arti,
diretto da Fiammetta Selva e Michele Firinu, Giulietta ha allestito a novembre
una mostra personale.
Oltre che quadri le opere esposte
sono poesie visive, nozze tra immagine e parola, quegli aforismi che l'artista
ha raccolto in un piccolo libro bianconero
dal titolo Un Soffio... un giorno.
Un niente, un soffio possono appunto sembrare queste opere per le proporzioni
e il segno esiliforme mentre distillano con arte rara con alchimia da alambicco
rami rossi di sangue, vegetali magrittiani, urli alla Munch;
giochi dada e sofisticati enigmi alla Duchampe.
Oltre che cavallo di battaglia degli anni '70 la poesia visiva già
si può rintracciare all'epoca
dei greci e nella nostra avanguardia ha rivestito carattere più
mentale che emozionale.
La poesia visiva di Giulietta fonde, in silenzio, emozione e pensiero aggiungendovi
la quintessenza dell'arte: il mistero.
Pittura misteriosofica originale, personalissima questa di Giulietta Paolini
é, come dicevamo all'inizio, frutto di iniziazione.
Di vita in vita, di reincarnazione in reincarnazione, il monaco si trasforma
in guerriero, scava dentro di sé, ad occhi chiusi, rintraccia il
sorriso dell'Universo, ci svela i segreti della natura e del colore, tra
i quali il mistero del rosso e del verde.
Forse il daltonico non sbaglia quando al posto del rosso vede il verde
e viceversa.
Nel verde infatti é contenuto il rosso e nel rosso il verde: Giulietta
lo sa.
(da Il Corriere di Roma, gennaio 1996)
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