
NOTA BIOGRAFICA
Oscar Carnicelli
è nato
a S. Severo (FG)
da padre abruzzese e
madre romana.
Siciliano d'adozione,
opera a Caltanissetta
esercitando anche
la professione di architetto.
Nel 1966 l'incontro con
Leonardo Sciascia
segna il nuovo inizio di una
ininterrotta attività
artistica caratterizzata
da esperienze
di ricerca originali che
la critica ha sempre riconosciuto.
Sue mostre
personali e collettive
sono avvenute in molti centri
italiani e all'estero,
in particolare:
Bari Expo d'Arte 1977 -
Quadriennale d'arte di Roma
(Grafica italiana in sud
America) 1979 -
Grafica all'ltalian Institute
for Foreign Trade,
London 1979 -
International Art Fair,
Basilea 1978 -
XV Mostra Naz.
Capo D'Orlando 1985 -
Artissima, Torino Lingotto
con la Galleria Gnaccarini
di Bologna, 1995.
Nel 1971 è stato vincitore al
Concorso Nazionale per la
realizzazione di un affresco
di 45 mq. nell'Istituto
Commerciale
"M. Rapisardi"
di Caltanissetta
intitolato
"Diaspora Siciliana ".
Nel 1985,
una mostra antologica,
su iniziativa del Comune
di Caltanissetta,
viene allestita nei saloni
del Palazzo Moncada,
a cura di Francesco Gallo e
nel 1992 nella chiesa di
S.Martino di Monopoli.
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dal GIORNALE di SICILIA ...
“Segni, colori, ritmi per scarti o
contrasti” Mostra di
Carnicielli
a Palazzo del Carmine.
(fs)
Forme che si sviluppano nella composizione
per congiungimenti improvvisi che
determinano accostamenti e amalgama e
nuove diverse soluzioni figurative sono
l'alter ego di altre forme
che invece si separano, creano processi
di distanza, si disgregano e sembrano
dirigersi verso altre galassie.
Perché probabilmente di un universo
si tratta che, in questa mostra di
Oscar Carrnicelli alla Galleria
del Carmine al Palazzo Comunale,
è visibile per segni,
per colori, per ritmi,
per scarti o per contrasti.
Un universo poetico appunto che si esprime
attraverso il linguaggio dell'arte e si ha
l'impressione che i colori e le forme
potrebbero avere anche dette
sonorità che tuttavia non
riusciamo a cogliere, che rimangono
misteriose e segrete...
Le opere di Oscar Carnicelli finiscono
per assumere perciò i caratteri
della metafora, della visione per piani
traslati di un mondo interiore che
è partecipe della vitalità
come della crisi del tempo che viviamo.
Le sue geometrie, i piani frattali, l
e prospettive che finiscono nel nulla, come
l'ingigantirsi in primo piano di
immaginifiche situazioni compositive,
sono ulteriori operazioni di rinvio
che traducono in segni
gli equilibri precari di una modernità
in crisi nella quale,
mentre prevale il senso
della fuga verso un futuro che incalza
con velocità elettronica, si sente,
nel contempo la forza implosiva del caos
che risucchia, confonde e
rimette in discussione, in ricomposizione,
i nostri equilibri col tempo e con la storia.
Carnicelli costruice così frenetici
viaggi di andata e di ritomo,
dentro la forma e oltre la forma;
viaggi che, superando i limiti
della superficie pittorica, potrebbero
appartenere a una visione
immaginifica interattiva che coinvolge
la totalità del nostro apparato percettivo,
immergendoci in una metropoli del futuro,
di macchine inverosimili che producono
e disgregano forme convulse che,
mentre vanno a ricomporsi
nelle zone del nulla, contemporaneamente
ci annegano nell’'incantato spettacolo
della luce del colore. Franco Spena
Un'avventura che viene giocata nell'astratta
foresta mentale, all'insegna di rapporti nuovi, ma comunque con una dimensione
squisitamente pittorica
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