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OCCHIOFINO In realtà le mie idee non erano molto più chiare, potevo constatare che a volte i pettegolezzi corrispondono alla realtà ma non potevo dirlo alla gentile vedova... Se Marta costituiva soltanto una delle possibili relazioni extraconiugali di Rimonta perché ero stato indirizzato precisamente a lei e da chi? Quello che pensavate anche voi, no? Trovare risposte a queste domande significava trovare il bandolo della matassa... Provai, come avevo fatto tante volte, a concentrarmi a ripassare diligentemente i fatti che conoscevo nella speranza che si creasse magicamente un concatenamento illuminante. E, come tante altre volte, riuscii a rimediare soltanto un discreto mal di testa nellassoluta confusione. Dite che lesercizio cerebrale è adatto soltanto a chi possieda un cervello? Non lo trovo comico e non mi fa sorridere! Erano le sette e quarantacinque (le diciannove e quarantacinque per i precisini) quando decisi di lasciare il mio ufficio e di andare in cerca di un posticino nel quale mettere qualche cosa sotto ai denti. Chissà, forse a stomaco pieno sarei riuscito a ragionare più intuitivamente... Via dietro Listone non è certamente una delle più notevoli strade di Verona, anzi, rappresenta il classico retro della facciata importante che è appunto piazza Brà. Centocinquanta metri di case anonime e grigie con muri sbrecciati e sporchi, macchine e biciclette parcheggiate. Però io ci sono di casa e non sto a fare lo schizzinoso. Il tizio veniva verso di me e avevo quasi la sensazione che si fosse materializzato dal nulla. Non avevo alcun dubbio, doveva essere il tizio di cui mi aveva parlato la biondona. Doveva essere più vicino al metro e ottanta che meno e aveva la struttura della persona che ama tenere in esercizio il proprio corpo : un passo elastico, quasi felpato, il viso ben eretto col collo muscoloso, le braccia a penzoloni a bilanciare perfettamente ogni movimento. Veramente gli occhi erano due fessure segnate di nero sul viso maschio. Ero teso, tutti i miei muscoli erano pronti a rispondere allappello. - Sam Fassino? - mi chiese con voce decisa. - Sono io. - Non so se il Pep le abbia parlato di me. Abbiamo servito insieme la patria nel glorioso corpo dei carabinieri e insieme abbiamo affrontato lavventura nella Legione Straniera. Poi ci siamo persi di vista. Vengo a Verona per incontrarlo e scopro che qualche figlio di puttana lo ha ammazzato... Le dispiace se scambiamo quattro chiacchiere? Mi rilassai. - No, tuttaltro. Mi fa piacere parlare del Pep, mi piacerebbe conoscere meglio la sua storia... - Facciamo quattro passi? Ci avviammo lentamente per Via Roma. I tavolini dei bar erano affollati e cera parecchia gente a passeggio tranquilla. Il cielo era terso e rosso ormai alla fine del giorno. Occhiofino mi parlava con ricchezza di particolari e nel suo racconto limmagine del Pep riprendeva vita, il personaggio che ammiravo ricompariva a tutto tondo accresciuto da mille sfumature. La sua apparente incoscienza, la sua allegria incontenibile, la sua solidarietà, la sua diligenza, la sua meticolosità, la sua curiosità che sfociava poi nei suoi mille interessi... Naturalmente emergeva anche il suo amore per la vita, il suo amore per lamore, la sua facilità di rapporto con gli altri e soprattutto con laltro sesso... Mi sentii intenerito. - Quante donne avrà avuto nella sua vita? Occhiofino sorrise e il suo viso stranamente si illuminò - E chi lo sa! Una cosa è sicura. Non aveva alcuna predisposizione per il matrimonio o per un legame duraturo, eppure non ha mai litigato con una compagna, non ho mai sentito una donna lamentarsi di lui... E questo non accade spesso, dovete ammetterlo. Passo passo eravamo arrivati sul ponte di Castelvecchio. Tra i merli si intravedeva il sole calare allorizzonte dietro al campanile di San Zeno che si stagliava nero in controluce. Era forse un omaggio al Pep? Un giorno che moriva bruciando mentre parlavamo di lui? - Da quanto tempo non vi vedevate? - Più o meno sei mesi. Quando siamo rientrati dal Marocco io mi sono fermato a Roma mentre lui ha proseguito per Verona dove diceva di avere qualcuno che lo aspettava... - Una ragazza? - Non lo so... Ci sentivamo ogni tanto per telefono... Lei non ha idea di chi possa essere stato? Scossi il capo - Purtroppo no. Cè tanta confusione in questa storia. Ammesso, per esempio, che lonorevole Rimonta si sia suicidato per sfuggire allo scandalo della pubblicizzazione delle sue vere o presunte relazioni, come si spiegherebbe lomicidio del Pep e di Franca Brendolan?... Non ci trovo un nesso... - Lei ha comunque intenzione di andare fino in fondo, immagino... - Può giurarci! Fosse anche lultima azione delle mia vita voglio riuscire a guardare in faccia quellanimale che ha sgozzato il Pep... Occhiofino scosse il capo - Vorrei poterla aiutare in qualche modo... Eravamo arrivati alla fine del ponte, girammo a sinistra sulla piazzola che si sporgeva sullAdige, mi appoggiai al parapetto formato da robuste spranghe di ferro nero a sezione quadrata. Cera silenzio intorno a noi, rotto appena dal sordo mormorare della scarsa acqua del fiume. Mi guardai in giro. I giardini dellArsenale erano pressoché deserti. Un uomo stava giocando con il suo cane che scorrazzava felice tra i tronchi neri. Un alito di vento fece stormire le dense fronde degli alberi e mi fece provare un brivido. Guardai Occhiofino che stava fissando lacqua del fiume come se ne fosse affascinato. Riemerse dalla sua contemplazione e fece un cenno della testa verso la rampa che conduceva al bordo del fiume - Mi piace Verona... Mi piace la calma di questora, tutto sembra tranquillo e sotto controllo... Scendiamo? - Perché? Occhiofino si girò lentamente verso di me e credo mi fissasse attraverso le fessure dei suoi occhi. - Da quanto hai detto che ti trovi in città? Continuò a fissarmi - Non lho detto... - Bè te lo chiedo adesso, vuoi rispondere? Il suo corpo assunse automaticamente una posizione rilassata di totale controllo - Avevo visto giusto allora, non sei quel concentrato di dabbenaggine che vuoi sembrare... - Vedi, il mio cruccio, il cruccio più grosso, era capire chi e come fosse riuscito a sorprendere il Pep... Io sono un concentrato di dabbenaggine, hai detto bene, io posso essere bellamente preso per il culo perché a volte manifesto lingenuità di un bambino e potrei essere vittima del più sgangherato dei killers... Il Pep no, lui, pur senza darlo a vedere, lui era costantemente allerta... Avevo pensato che soltanto una donna avrebbe potuto sorprenderlo... Una donna o qualcuno che lo conosceva bene... di me si sarebbe fidato, non avrebbe avuto sospetti... Ma io so di non averlo ucciso, a meno che non abbia agito in stato di ipnosi... Cosa mi dici di te? - Perché questo improvviso voltafaccia? - Non lo so... Sento puzza e non perché tu non ti sia lavato recentemente, non mi permetterei mai... Cosa fai? Che lavoro svolgi? - Mi occupo di sorveglianza, anchio, ma molto più specializzata. Ho una specie di impresa di pulizie che però non fa la pubblicità sulle pagine gialle... Quanto avrei voluto riuscire a vedere quegli occhi che apparivano come fessure sempre più strette. - Vuoi dire che provvedi a togliere di mezzo le immondizie che danno fastidio, quelle che farebbero sporcare i polsini immacolati degli interessati... - Sei intuitivo Fassino! Io non mi accontento delle briciole come faceva il Pep! Probabilmente non sono eclettico come lui e non possiedo la sua fantasia... Sono molto più concreto. Per una cifra adeguata levo le castagne dal fuoco alla cosiddetta gente in vista e nessuno celebrerà mai la mia abilità perché la mia caratteristica peculiare è di non apparire... Non ho nome né volto, non ho indirizzo, non ho famiglia, non esisto se non come una persona perfettamente affidabile con un passato encomiabile nella Benemerita... - Il massimo della vita, non cè che dire! - Se significa che non farei cambio con la tua o con la presunta vita creativa del Pep puoi giurarci! Mi piace il lusso... ma forse non è soltanto questo, mi piace il mio lavoro, mi piace svolgerlo bene e definitivamente. - Perché? Ti da la sensazione di essere Dio? Perché puoi togliere la vita quando e come vuoi? Sei soltanto un lurido boia che non ha alcun rispetto per la vita! Occhiofino sorrise divertito - Che parolone! Dovrei forse pentirmi e promettere di cambiare vita?... Ti aspetti veramente questo? - Ma il Pep era tuo amico! Rise ancora più sguaiatamente - Amicizia! Bella parola!... Noi siamo i soli ed affidabili amici di noi stessi! Gli altri, i cosiddetti amici, sono soltanto una sorta di zavorra che liberamente scegliamo per alimentare la nostra presunta tranquillizzazione!... Posso comprarmi quanti amici voglio e della qualità che voglio, quando mi pare! Cosa potevo fare? Non avevo nessuna possibilità contro uno come lui. La decina di chili che avevo in più non potevano nulla contro quella macchina letale. Potevo cercare di farlo parlare, di guadagnare tempo nella speranza che il mio angelo custode si svegliasse. - Che cè Fassino?... Stai cercando di mettere a frutto il tuo buon senso da casalinga?... "Facciamolo parlare, può darsi che qualche cosa accada." È questo che pensi? Bene, sta tranquillo, qualche cosa sta per accadere. Fra molto poco avrai la fortuna di lasciare questa valle di lacrime, di dimenticare le tue preoccupazioni per passare ad una realtà nella quale non ti importerà più di niente!... Avevo una vita moderatamente squallida, era vero, non potevo ambire a niente di migliore, era vero, però non ci stavo poi tanto male nella mia pellaccia. - ... Farai anche tu la fine che ha fatto quello stronzetto del Pep!... Lui si credeva il dio immortale! Lui si beava delle sue mille insulse attività inutili! Lui si vantava delle sue innumerevoli avventure e di come riuscisse a soddisfare le sue donne!... Lui era niente più che uno stronzo! Un piccolo insignificante escremento oblungo che sguazzava nella fogna... Aveva calcolato tutto perfettamente. Abboccai alla provocazione e mi gettai su di lui con tutta la forza della mia rabbia. Si mosse con rapidità e correttezza. Scansò la mia mole con un rapido movimento laterale e mos-se la sua gamba a ostacolare le mie. Caddi a terra pesantemente. Cercai di girarmi e me lo trovai addosso : le sue ginocchia bloccavano fermamente le mie braccia e nelle sue mani brillava qualchecosa. Appoggiò lavambraccio alla mia trachea rendendomi difficile il respiro. Qualche luce si rifletteva nella lama del corto affilato coltello che brandiva. - Hai visto come è stato facile? Nemmeno il Pep se lo aspettava e probabilmente nemmeno si è accorto di quello che accadeva... Adesso sta tranquillo, avrai la sensazione di soffocare per qualche secondo e poi tutto sarà finito... |
